A Capodrise quattro aspiranti alla fascia tricolore, Nicola Belardo punta in alto con “Il Coraggio di Cambiare”

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Capodrise (Redazione) – Nel tessuto vivo della democrazia locale, alcune scadenze elettorali assumono il valore di veri spartiacque, momenti in cui una comunità si specchia nelle proprie aspirazioni e nei propri limiti.

Le amministrative del 24 e 25 maggio 2026 a Capodrise si collocano in questa prospettiva, delineando un confronto che travalica la contingenza per farsi riflessione sul futuro della città.
In tale orizzonte si inserisce la candidatura di Nicola Belardo, alla guida della lista Il Coraggio di Cambiare, proposta che trae linfa da una visione civica partecipata e da un’idea di rinnovamento radicata nella realtà quotidiana. La sua figura viene letta, da una parte significativa dell’elettorato, come espressione autentica di quella società civile che intende assumere un ruolo più incisivo nella gestione della cosa pubblica.


Il progetto che lo sostiene si distingue per una struttura articolata e coerente, capace di coniugare sensibilità diverse in un disegno unitario. Attorno a Belardo si raccoglie una squadra composta da Alessandro Costantino, Maria Sorbo, Michele Tartaglione, Lucia Raucci, Davide Cutillo, Ida Giurin, Raffaele Marino, Maria Ricciardi, Andrea Dipetti, Salvatore Delli Paoli, Vincenzo Oriano, Domenico Capasso, Aurora Todisco e Silvestro Ferraro, detto Silvano.

  • Tra queste presenze, Maria Sorbo si impone come una delle figure più rappresentative della dimensione civica della lista. Il suo impegno, maturato nel contatto diretto con il territorio, restituisce l’immagine di una partecipazione concreta, capace di tradurre le istanze collettive in proposta politica. La sua candidatura contribuisce a rafforzare la credibilità complessiva del progetto, conferendogli una fisionomia riconoscibile e radicata.L’impianto della lista rivela una costruzione ponderata, nella quale ogni candidatura appare inserita in un equilibrio tra competenza e visione. Ne deriva l’idea di un laboratorio amministrativo orientato a restituire centralità ai cittadini, promuovendo una gestione più trasparente e condivisa.
    Il confronto elettorale si presenta tuttavia complesso e ricco di alternative. Vincenzo Negro, candidato sindaco sostenuto dalla lista Viva Capodrise, si affida a una compagine numerosa composta da Giuseppe Salzillo, Luisa D’Angelo, Carmela De Lucia, Francesca Zarrilo, Danilo Russo, Raffaele Moretta, Michelangelo Tartaglione, Raffaele Delle Curti, Chiara Parisi, Concetta Martone, Carmen Cavallaro, Riziero Laurenza, Giuseppe Mastroianni, Davide Panebianco, Pasquale De Filippo e Maria Pia Romano, esprimendo una proposta che richiama continuità e esperienza.
    Accanto a lui, Tommaso Fattopace propone una lista che include Carmen Carbone, Domenico Cuccaro, Pietro Ferraro, Anna Maria Teresa Gravino, Irma Halili, Angelo Martucci, Filomena Nasta, Antimo Negro, Donato Negro, Emiliano Pontillo, Vincenzo Rossetti, Anna Savastano, Carmine Salzillo, Vincenza Tartaglione, Maria Libera Zarigno e Andrea Zarrillo, delineando un’alternativa inserita in un quadro competitivo dinamico.
    Completa il panorama la candidatura di Nicola Cecere, sostenuta dalla lista Capodrise Libera, che riunisce Manuel Emiliano Capobianco, Domenico Cecere, Anna Maria Di Giovanni, Francesco Di Lorenzo, Laura Generoso, Immacolata Maiulo, Pasquale Miele, Pasquale Nunziante, Luisa Palazzo, Giulia Ragozzino, Donato Russo Raucci e Roberto Sibillo, offrendo un’ulteriore declinazione della proposta politica cittadina.
    In questo intreccio di programmi e sensibilità, la competizione assume i tratti di un confronto autentico, nel quale nessuna conclusione appare già scritta. La proposta di Nicola Belardo si distingue per una cifra misurata, orientata più all’ascolto che alla proclamazione, più alla costruzione che alla semplice contrapposizione.
    Rimane, sullo sfondo, una domanda essenziale: quale direzione intende intraprendere Capodrise? La risposta appartiene esclusivamente agli elettori, chiamati a discernere tra visioni differenti ma tutte espressione di una comunità viva.
    Sarà in questa scelta, ponderata e inevitabilmente carica di significato, che si delineerà non soltanto l’esito di una competizione, ma il profilo stesso della città che verrà.