– Aveva 69 anni. Per quasi mezzo secondo ha legato il suo nome al miglioramento delle condizioni di agricoltori e allevatori per valorizzare le produzioni locali
– Nelle scorse settimane era intervenuto pubblicamente sulle problematiche del comparto bufalino campano, commentando i dati sulla produzione di latte e lanciando l’allarme sulle disdette dei contratti
Piedimonte Matese (Redazione) – È morto Salvatore Loffreda, storico direttore di Coldiretti Campania. Aveva 69 anni e per quasi mezzo secolo ha legato il proprio percorso professionale all’organizzazione agricola, diventandone una delle figure dirigenziali più conosciute e rappresentative. Una scomparsa che ha suscitato profondo cordoglio in tutto il mondo agricolo e istituzionale casertano e campano.
Loffreda era originario di Piedimonte Matese. Proprio dal territorio matesino era partito il suo lungo percorso nella Coldiretti: entrato nell’organizzazione appena ventenne, aveva iniziato la propria esperienza dirigenziale nell’Associazione Produttori di Latte Bovino di Caserta, per poi assumere la guida delle federazioni provinciali di Reggio Calabria, Cosenza, Salerno e Avellino. Nel febbraio 2016 era stato nominato direttore regionale di Coldiretti Campania e della federazione di Napoli, incarico che ha ricoperto fino alla sua scomparsa.
Una carriera interamente dedicata all’agricoltura e alla rappresentanza delle imprese. Nel corso degli anni Loffreda è stato protagonista di numerose battaglie a tutela del comparto agricolo campano, dalle filiere zootecniche alla valorizzazione delle produzioni locali, fino alle politiche per le aree interne. Ancora nelle scorse settimane era intervenuto pubblicamente sulle problematiche del comparto bufalino campano, commentando i dati sulla produzione di latte e lanciando l’allarme sulle disdette dei contratti.
Il legame con la sua terra d’origine era rimasto forte anche negli ultimi anni. Nel 2025 proprio a Piedimonte Matese aveva partecipato all’incontro con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca dedicato al Piano Olivicolo Regionale e al rilancio della zootecnia nelle aree interne, ribadendo la necessità di sostenere le imprese agricole e sviluppare le filiere del territorio.
Il cordoglio di Coldiretti
Tra i primi messaggi è arrivato quello della stessa Coldiretti, che ha definito Loffreda «una delle figure più importanti e rappresentative» dell’organizzazione, sottolineando come prima ancora del dirigente venisse a mancare «un amico, una persona di famiglia».
Il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, e il presidente nazionale Ettore Prandini hanno ricordato la sua dedizione e il suo impegno al servizio degli agricoltori: «Non perdiamo soltanto un grande direttore. Perdiamo Salvatore», hanno sottolineato, ricordando la sua presenza costante nelle battaglie dell’organizzazione e il contributo dato alla crescita del settore agricolo.
Un riconoscimento che sintetizza il peso della sua attività era arrivato anche nel 2024 con il Premio Due Principati, assegnato a Loffreda per la dedizione e la professionalità dimostrate nel suo percorso, iniziato proprio a Piedimonte Matese e sviluppatosi attraverso diverse realtà territoriali fino alla guida regionale della Coldiretti.
Il ricordo dal territorio
Così il Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno ha espresso cordoglio per la scomparsa, ricordando Loffreda come «storico dirigente e direttore generale di Coldiretti Campania» e sottolineandone il contributo al sistema della bonifica e, in particolare, al percorso di rilancio del Consorzio. Il presidente Francesco Todisco lo ha ricordato come «un fraterno amico» e come «un uomo importante della sua classe dirigente», evidenziandone l’esperienza, l’equilibrio e la capacità di ascolto. «Salvatore lascia un patrimonio di relazioni, esperienza e passione che non sarà dimenticato», ha aggiunto Todisco.
«Con la scomparsa di Salvatore Loffreda, la Campania agricola perde una delle sue voci più autentiche, autorevoli e appassionate. Per anni, nel ruolo di direttore regionale di Coldiretti, Salvatore ha dedicato energie, competenza e passione alla tutela e alla rappresentanza del mondo agricolo campano, mettendosi sempre in prima linea al fianco degli agricoltori – afferma Nicola Caputo, consigliere del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nonché già assessore regionale all’Agricoltura della Campania -. Aveva un carattere forte, era puntiglioso, tenace. Con lui il confronto era sempre serrato e, a volte, anche faticoso. Ma proprio attraverso quel confronto emergeva con chiarezza quanto fosse profondo il suo legame con le persone che rappresentava e quanto fosse sincero il suo impegno per il settore agricolo».
E continua: «Dietro modi talvolta ruvidi c’era una gentilezza discreta, che mostrava con pudore. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino ha potuto apprezzarne l’attenzione, la presenza e la generosità. Personalmente mi mancheranno la sua franchezza, la sua testardaggine, i nostri confronti e anche quel suo modo, sempre deciso, di non darla mai vinta a nessuno. Sono proprio queste caratteristiche, insieme alla sua passione e alla sua coerenza, a rendere ancora più forte il ricordo che lascia. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Coldiretti rivolgo il mio più sincero e affettuoso abbraccio. Ciao Salvatore. Ti ricorderò con affetto e con il rispetto che hai saputo conquistarti, ogni giorno, attraverso il tuo lavoro e il tuo impegno».
Sulla stessa linea il presidente della Commissione Agricoltura in consiglio regionale, Raffaele Aveta: «Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania e figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento autorevole per il mondo agricolo della nostra regione. Con la sua esperienza, la conoscenza profonda dei territori e la capacità di ascoltare le esigenze degli agricoltori, Loffreda ha dato un contributo importante alla crescita e alla tutela del comparto. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Coldiretti rivolgo la mia più sincera vicinanza».

