Aggredita durante un controllo stradale, agente della Polizia Locale finisce in ospedale: decisivo il coraggio del poliziotto della Penitenziaria di Caserta Francesco Cesare

Tempo di lettura: 3 minuti

– Momenti di forte tensione durante un servizio di viabilità: tra insulti, minacce e una presunta aggressione fisica è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine

– Determinante l’intervento dell’assistente capo della Polizia Penitenziaria originario di Caserta, che non ha esitato a prestare aiuto agli operatori in difficoltà

Caserta/Cariati (Cristiano Pieraldi) – Da un ordinario servizio di viabilità a un pomeriggio di tensione culminato con una presunta aggressione, il ricorso alle cure mediche e l’intervento delle forze dell’ordine. È quanto emerge dalla relazione di servizio redatta dalla Polizia Locale di Cariati, in merito ai fatti verificatisi il 18 agosto.

I fatti si sarebbero verificati nella zona di Panizzara, una delle aree più frequentate della località ionica durante il periodo estivo, dove gli agenti della Polizia Locale erano impegnati nella gestione della viabilità e nel controllo del traffico a seguito di alcune criticità legate alla circolazione stradale. Proprio in quel contesto, secondo quanto riportato nella relazione di servizio, sarebbe nata la contestazione che ha poi portato ai momenti di tensione culminati nella presunta aggressione.

A ricostruire quanto accaduto è la relazione redatta dall’agente Silvia Vincenzo, impegnata nel pomeriggio insieme al collega Francesco Gentile nelle attività di regolazione del traffico.

Secondo quanto riportato nel documento, tutto avrebbe avuto origine durante la contestazione di una violazione al Codice della Strada. Nel corso delle verifiche e delle procedure di identificazione, alcune persone presenti avrebbero iniziato a contestare l’operato degli agenti con toni sempre più accesi.

La situazione sarebbe rapidamente degenerata tra proteste, insulti e atteggiamenti ostili nei confronti degli operatori impegnati nel servizio. Nella relazione si riferisce che diverse persone sarebbero intervenute nella discussione, rendendo particolarmente difficile il normale svolgimento delle attività istituzionali.

Con il passare dei minuti il clima sarebbe diventato sempre più teso. Nel documento vengono riportati insulti, minacce e comportamenti che avrebbero ostacolato il normale svolgimento delle attività di polizia.

Il momento più grave si sarebbe verificato quando una donna, indicata negli atti con le sole iniziali, avrebbe improvvisamente abbassato il finestrino dell’autovettura e colpito l’agente Silvia Vincenzo con un pugno alla spalla sinistra.

La poliziotta avrebbe accusato immediatamente un forte dolore, ma avrebbe comunque tentato di portare avanti il proprio lavoro nonostante il clima particolarmente acceso che si era creato attorno agli operatori.

Secondo quanto riportato nella relazione, le tensioni sarebbero proseguite anche dopo l’episodio, costringendo gli agenti a richiedere il supporto delle altre forze di polizia attraverso il numero di emergenza 112.

Mentre la situazione rischiava di degenerare ulteriormente e gli operatori impegnati sul posto tentavano di riportare la calma, è intervenuto anche Francesco Cesare, assistente capo della Polizia Penitenziaria originario della provincia di Caserta.

Secondo quanto emerge dalla relazione di servizio, il poliziotto penitenziario, trovandosi casualmente nella zona di Panizzara, si sarebbe immediatamente reso conto della gravità della situazione e non avrebbe esitato a prestare supporto agli operatori della Polizia Locale. Il suo contributo si sarebbe rivelato particolarmente importante nelle fasi più concitate dell’intervento, consentendo di proseguire le attività di identificazione e di gestione dell’ordine pubblico in attesa dell’arrivo dei Carabinieri.

Un gesto che testimonia senso delle istituzioni, prontezza operativa e spirito di servizio. Pur non essendo direttamente coinvolto nell’attività di controllo, Francesco Cesare avrebbe scelto di intervenire per aiutare colleghi che si trovavano ad affrontare una situazione particolarmente delicata.

L’arrivo dei Carabinieri ha poi consentito di riportare definitivamente la situazione sotto controllo e di completare gli accertamenti previsti.

Tra le persone identificate figura anche S.G., mentre gli altri soggetti coinvolti vengono riportati nella documentazione con modalità che non consentono una completa identificazione pubblica.

Successivamente l’agente Silvia Vincenzo, a causa del dolore persistente alla spalla, si è recata presso una struttura sanitaria per gli accertamenti medici.

La documentazione allegata alla relazione attesta una lesione giudicata guaribile in alcuni giorni.

L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza degli operatori impegnati quotidianamente nei servizi di controllo del territorio. Donne e uomini in divisa che spesso si trovano a fronteggiare situazioni imprevedibili e contesti ad alta tensione anche durante attività apparentemente ordinarie.

Ma la vicenda di Cariati racconta anche un’altra storia. Quella di un appartenente alle forze dell’ordine che, pur non essendo direttamente coinvolto nel servizio, ha scelto di intervenire per aiutare colleghi in difficoltà.

In una giornata segnata da momenti di forte tensione, il contributo del casertano Francesco Cesare emerge come uno degli aspetti più significativi dell’intera vicenda, testimoniando concretamente quel senso dello Stato e quello spirito di servizio che continuano a rappresentare il tratto distintivo di chi indossa una divisa.