– Blitz della Guardia di Finanza di Caserta in un’impresa attiva nello stoccaggio di elettronica, cosmetici e profumeria: i finanzieri hanno individuato numerosi pallet occultati in alcuni vani del deposito e migliaia di creme, profumi, smalti e prodotti per l’igiene di provenienza incerta
– Gli accertamenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno fatto emergere anche sei dipendenti impiegati completamente «in nero»: segnalata la violazione agli organi competenti per la sospensione dell’attività e per l’applicazione della maxi-sanzione, fino a 11.700 euro per ciascun lavoratore irregolare
Aversa/Caserta (Carlo Pascarella) – Migliaia di cosmetici stipati all’interno di contenitori ancora imballati, numerosi pallet nascosti in alcuni vani del magazzino e, accanto alla merce, sei lavoratori che sarebbero risultati completamente sconosciuti agli adempimenti previsti per un regolare rapporto di lavoro.
È quanto emerso da un controllo eseguito nei giorni scorsi dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta presso un’impresa dell’agro aversano attiva nello stoccaggio di prodotti di elettronica, cosmetici e profumeria.
L’intervento rientra nelle attività delle Fiamme Gialle finalizzate al contrasto della contraffazione e della distribuzione di prodotti ritenuti non sicuri.
L’azienda era stata selezionata dopo che i finanzieri avevano rilevato alcune incongruenze attraverso l’incrocio delle informazioni presenti nelle banche dati in uso al Corpo e gli elementi acquisiti durante i controlli su strada effettuati dalle pattuglie.
Una volta entrati nei locali dell’impresa, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno riscontrato la presenza di numerosi pallet che, secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, erano stati accuratamente occultati in alcuni vani del magazzino.
L’ispezione dei contenitori di cartone, ancora imballati, ha quindi portato alla scoperta di oltre 13mila cosmetici.
Tra la merce figuravano creme, prodotti destinati all’igiene personale, smalti e profumi.
Secondo quanto accertato nel corso del controllo, i prodotti erano di provenienza incerta e privi delle indicazioni richieste dalla normativa vigente in materia di sicurezza.
Per questa ragione l’intero quantitativo è stato sottoposto a sequestro amministrativo.
Ma gli accertamenti non si sono fermati alla merce conservata nel deposito.
I finanzieri hanno approfondito anche le posizioni del personale presente nell’impresa, verificando le condizioni di impiego dei lavoratori.
Dai controlli sarebbe così emersa la presenza di sei persone impiegate completamente «in nero».
La violazione è stata segnalata agli organi competenti ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione immediata dell’attività imprenditoriale e della contestazione della cosiddetta maxi-sanzione.
L’importo previsto può raggiungere un massimo di 11.700 euro per ciascun lavoratore irregolare.
Il controllo condotto nell’agro aversano ha dunque interessato contemporaneamente due distinti versanti: la sicurezza dei prodotti destinati alla commercializzazione e la regolarità dei rapporti di lavoro.
Un’attività che ha portato al sequestro amministrativo di oltre 13mila articoli e alla scoperta dei sei lavoratori che, secondo gli accertamenti effettuati, sarebbero stati impiegati senza regolare formalizzazione.
Dietro scatole e pallet apparentemente destinati alla normale filiera commerciale si nascondeva così una situazione sulla quale sono ora chiamati a intervenire gli organismi competenti. Perché la tutela del mercato passa anche da ciò che il consumatore non vede: la sicurezza di ciò che acquista e il rispetto delle regole per chi, dietro quei prodotti, ogni giorno lavora.

