Aversa (Redazione) – Un lungo applauso, il silenzio raccolto della preghiera e una cattedrale gremita oltre ogni ordine di posto hanno accompagnato l’ultimo saluto a monsignor Mario Milano, vescovo emerito della Diocesi di Aversa, scomparso all’età di novant’anni dopo una vita interamente consacrata al servizio della Chiesa.
La città normanna ha vissuto una giornata di intensa partecipazione spirituale ed emotiva, stretta attorno alla figura di un pastore che per oltre un decennio ha guidato la diocesi lasciando un’impronta profonda, complessa e indelebile nella storia ecclesiale del territorio.
Le solenni esequie si sono svolte ieri nella cattedrale di San Paolo, alla presenza di centinaia di fedeli, sacerdoti, religiosi, rappresentanti istituzionali e autorità civili provenienti da diverse realtà della Campania.
A presiedere la celebrazione è stato l’attuale vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, che nel 2011 raccolse il testimone episcopale proprio da Mario Milano. Accanto a lui hanno concelebrato il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, numerosi vescovi campani e presuli giunti anche da altre diocesi italiane.
Presenti inoltre i gonfaloni istituzionali dei Comuni di Aversa, Sant’Angelo dei Lombardi e Furore, segno tangibile del legame che il vescovo emerito aveva mantenuto nel tempo con i territori attraversati dal suo ministero pastorale. In rappresentanza della città normanna ha partecipato anche il sindaco Franco Matacena.
Nel corso dell’omelia, monsignor Spinillo ha delineato un ritratto intenso e umano del suo predecessore, ricordandone il forte slancio missionario, la profonda devozione eucaristica e la determinazione con cui difendeva le proprie convinzioni pastorali.
Un ricordo pronunciato con equilibrio e sincerità, nel quale il vescovo attuale ha evidenziato anche quella “certa rigidità” che caratterizzava il carattere di Mario Milano, sempre accompagnata però da una concreta vicinanza umana verso sacerdoti e fedeli.
Nato a Nicastro il 23 aprile 1936, monsignor Mario Milano venne nominato vescovo da Papa Giovanni Paolo II nel 1990, assumendo la guida dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, territorio ancora profondamente segnato dalle devastazioni del terremoto dell’Irpinia.
In quegli anni il presule contribuì al percorso di rinascita spirituale e sociale di comunità duramente provate dal sisma, distinguendosi per attenzione pastorale e presenza costante sul territorio.
Nel 1998 il trasferimento ad Aversa segnò l’inizio di una nuova stagione ecclesiale per la diocesi normanna. Durante il suo episcopato vennero promossi il sinodo diocesano, il congresso eucaristico e numerose iniziative pastorali rivolte al rafforzamento della vita liturgica e spirituale.
Particolarmente significativa fu l’introduzione dell’adorazione eucaristica perpetua dopo il Giubileo del 2000, scelta che rappresentò uno dei segni più riconoscibili del suo magistero episcopale.

