Aversa, l’arte sacra parla il linguaggio dei fumetti: al Museo Diocesano arriva il draghetto normanno Avy

Tempo di lettura: 3 minuti

– Mercoledì 14 ottobre alle 17, nel Seminario Vescovile, la presentazione de “Il Museo a Fumetti”, innovativa guida culturale concepita per avvicinare soprattutto le nuove generazioni alla storia e al patrimonio artistico custodito dalla Diocesi

– Il progetto illustrato da Paola Improda apre un nuovo percorso di mediazione culturale destinato a scuole, famiglie, studiosi e sacerdoti. Interverranno il vescovo Angelo Spinillo e Ernesto Rascato; modera Riccardo Dell’Aversana

Aversa (Redazione) – Un piccolo draghetto di origine normanna come compagno di viaggio tra opere d’arte, memoria religiosa e secoli di storia aversana. Il Museo Diocesano sceglie un linguaggio inconsueto per raccontare il proprio patrimonio e mercoledì 14 ottobre, alle 17, presenterà ufficialmente “Il Museo a Fumetti”, una guida culturale nata per rendere la visita più immediata, coinvolgente e accessibile anche alle generazioni più giovani.

L’appuntamento è in programma nella sede del Museo Diocesano, al primo piano del Seminario Vescovile in piazza Normanna 10, e sarà aperto alla cittadinanza, alle istituzioni scolastiche e alla stampa.

Protagonista della nuova esperienza sarà Avy, singolare draghetto dalle origini normanne chiamato ad accompagnare simbolicamente i visitatori attraverso gli ambienti e le testimonianze custodite nel museo.

Una scelta narrativa che prova a stabilire un ponte fra la profondità dell’arte sacra e un codice espressivo familiare soprattutto a bambini e ragazzi, senza impoverire il valore storico delle opere ma, al contrario, cercando nuove strade per renderlo comprensibile e suscitare curiosità.

L’iniziativa si colloca nel percorso di rinnovamento del Museo Diocesano, orientato verso una fruizione maggiormente dinamica e interattiva delle proprie collezioni.

«L’obiettivo principale è rendere l’arte sacra e la storia locale accessibili a un pubblico ampio e giovane, offrendo uno strumento di mediazione culturale moderno e immediato», spiega Paola Improda, responsabile dei percorsi di visita del museo e socia fondatrice dell’associazione In Octabo.

Sarà proprio Paola Improda, nel corso della presentazione, a illustrare personaggi e caratteristiche del fumetto, insieme alle proposte didattiche elaborate per scuole, famiglie, studiosi e sacerdoti.

Il fumetto diventa così non un elemento decorativo, ma uno strumento attraverso il quale favorire l’incontro con un patrimonio che appartiene alla storia religiosa e culturale della città.

Alla presentazione prenderanno parte il vescovo di Aversa Angelo Spinillo e il direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici Ernesto Rascato.

A moderare l’incontro sarà Riccardo Dell’Aversana, vicedirettore dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali.

La giornata servirà anche a presentare ulteriori novità riguardanti il futuro del museo e le iniziative che vedranno impegnata l’associazione In Octabo nei prossimi mesi.

“Il Museo a Fumetti”, infatti, non è stato concepito come un’esperienza isolata. Il fascicolo rappresenta il primo capitolo di un progetto editoriale e culturale destinato ad ampliarsi progressivamente.

Sono già previste nuove uscite dedicate all’approfondimento del Museo Diocesano, mentre l’orizzonte successivo guarda alle principali chiese aversane, con l’intenzione di estendere il medesimo modello narrativo alla conoscenza del più vasto patrimonio ecclesiastico cittadino.

Un percorso che potrebbe contribuire anche a rafforzare il rapporto fra museo e territorio, trasformando la visita in una porta d’ingresso verso la conoscenza della storia di Aversa.

«La presentazione sarà l’occasione per svelare importanti novità e nuovi itinerari che, nei prossimi mesi, vedranno protagonisti il nostro museo e l’associazione In Octabo», anticipa Paola Improda.

L’intuizione appare semplice ma culturalmente significativa: per custodire un patrimonio non basta conservarlo. Occorre continuare a raccontarlo, trovando parole, immagini e linguaggi capaci di raggiungere pubblici differenti.

Ed è proprio qui che il piccolo Avy assume un significato più grande della sua dimensione fantastica. Un draghetto normanno diventa la chiave narrativa attraverso la quale bambini e adulti potranno attraversare secoli di arte e spiritualità aversana.

Mercoledì 14 ottobre il Museo Diocesano proverà dunque a dimostrare che innovare il racconto della storia non significa allontanarsi dalle proprie radici. Può significare, al contrario, trovare una strada nuova perché quelle radici continuino a essere conosciute, comprese e tramandate.