– Il progetto «Agorà», dedicato alla riqualificazione dell’ingresso e alla riorganizzazione del Cup, premiato a Roma tra le 14 migliori esperienze nazionali di innovazione sanitaria
– Un nuovo modello di accoglienza, accessibilità e tecnologie digitali per i pazienti. Il presidio diretto da Luciano Fattore diventa punto di riferimento per un progetto che l’Asl intende estendere alle altre strutture ospedaliere della provincia
Aversa (Nota Stampa) – Un importante riconoscimento nazionale per la sanità casertana, che si distingue nel panorama italiano per innovazione, qualità dell’accoglienza e attenzione alle esigenze dei pazienti. L’Asl Caserta ha conquistato il Premio Forum Pa Sanità 2026 con il progetto «Agorà», dedicato alla riqualificazione dell’ingresso principale e alla riorganizzazione del Centro unico di prenotazione dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa.
Il riconoscimento è stato assegnato a Roma il 22 ottobre, durante la giornata conclusiva della manifestazione dedicata all’innovazione nel sistema sanitario. Il progetto casertano è stato selezionato tra le 14 esperienze premiate a livello nazionale, distinguendosi nella categoria «Strutture sanitarie del futuro, centrate sul paziente», riservata alle iniziative capaci di ripensare gli ambienti ospedalieri e migliorare concretamente il rapporto tra cittadini e servizi sanitari.
Nella stessa categoria sono state premiate anche Ics Maugeri e l’Azienda sanitaria locale di Biella, a conferma del prestigio di un riconoscimento che valorizza le migliori esperienze di trasformazione della sanità pubblica e privata italiana.
Al centro del successo dell’Asl Caserta c’è una nuova concezione degli spazi ospedalieri, nella quale l’accoglienza non rappresenta più una semplice funzione amministrativa, ma diventa parte integrante dell’esperienza di cura.
Il progetto «Agorà» interessa l’ingresso principale dell’ospedale Moscati, presidio diretto dal dottor Luciano Fattore, e nasce dall’esigenza di trasformare un tradizionale luogo di passaggio in una moderna piazza dell’accoglienza, accessibile, funzionale e riconoscibile.
L’intervento prevede la riorganizzazione del Cup, delle aree di attesa, dei punti informativi e dei principali percorsi di accesso alla struttura, attraverso un sistema integrato capace di semplificare gli spostamenti e rendere più immediata la fruizione dei servizi.
Una scelta particolarmente significativa per un ospedale come il Moscati, che serve un territorio ad alta densità abitativa e accoglie quotidianamente pazienti, familiari, anziani e persone in condizioni di fragilità. In una realtà caratterizzata da un’importante domanda di assistenza sanitaria, migliorare l’accessibilità significa intervenire su uno degli aspetti più delicati del rapporto tra cittadini e istituzioni.
Il progetto si ispira ai principi dell’Human-Centric Design e della neuroarchitettura, discipline che pongono al centro della progettazione il benessere psicologico e fisico delle persone.
Materiali dalle tonalità calde, finiture capaci di assorbire i rumori, illuminazione naturale, elementi vegetali e piccoli ambienti di attesa protetti sono alcune delle soluzioni individuate per rendere gli spazi più confortevoli e ridurre le condizioni di stress che spesso accompagnano l’ingresso in ospedale.
Particolare attenzione viene riservata agli anziani, alle persone con disabilità, ai pazienti oncologici e cronici e agli accompagnatori, attraverso percorsi intuitivi e ambienti progettati per agevolare l’orientamento.
Accanto alla qualità architettonica trova spazio anche l’innovazione digitale. Il nuovo modello prevede l’utilizzo di totem per l’accettazione automatizzata, sistemi di gestione delle code, informazioni aggiornate sui tempi di attesa e strumenti di orientamento digitale attraverso codici Qr e tecnologie Nfc.
L’obiettivo è rendere più semplice e immediato il percorso del cittadino, riducendo disorientamento, tempi improduttivi e difficoltà di accesso ai servizi.
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa riguarda anche le modalità attraverso le quali è stata individuata la soluzione progettuale. L’Asl Caserta ha infatti scelto di ricorrere a un concorso di idee, valutando nove proposte in forma anonima e rendendo pubblici gli elaborati presentati, in un percorso improntato alla trasparenza e alla valorizzazione delle competenze professionali.
Il premio riconosce dunque non soltanto la qualità della proposta architettonica, ma anche il metodo adottato, la capacità organizzativa e una visione strategica che guarda al futuro dell’assistenza sanitaria.
L’esperienza dell’ospedale Moscati non è destinata a rimanere isolata. La Direzione strategica dell’Asl Caserta ha infatti individuato nel progetto «Agorà» un modello di riferimento da estendere progressivamente agli altri presidi ospedalieri aziendali e ai nuovi ospedali di comunità previsti nell’ambito del Pnrr.
L’obiettivo è costruire un’identità comune dell’accoglienza sanitaria sul territorio provinciale, attraverso spazi riconoscibili, procedure semplificate e servizi organizzati secondo criteri condivisi.
Il riconoscimento ottenuto a Roma rappresenta così un risultato di particolare rilievo per l’intera provincia di Caserta, confermando che anche il sistema sanitario territoriale può esprimere progettualità innovative capaci di confrontarsi con le migliori esperienze nazionali.
Per l’ospedale Moscati di Aversa, il progetto segna un passaggio importante verso una concezione più moderna e umana dell’assistenza, nella quale la qualità delle cure si accompagna necessariamente alla qualità degli ambienti e dei servizi.
Una prospettiva che restituisce centralità alla persona e riconosce un principio fondamentale: l’attenzione al paziente comincia dal momento in cui varca la soglia dell’ospedale, ancora prima di incontrare il personale sanitario o accedere a una prestazione.
Con «Agorà», l’Asl Caserta porta dunque all’attenzione nazionale una nuova idea di sanità, nella quale innovazione tecnologica, funzionalità architettonica e sensibilità umana diventano elementi di un unico progetto di miglioramento del servizio pubblico.

