– Nessuna conferma sull’identità degli autori del rapimento ma non si esclude che possa trattarsi dei genitori
– La piccola fu sottratta alla madre e al padre perché trovata in auto circondata da rifiuti ferrosi e di altro genere
Castel Volturno (Redazione) – Potrebbero essere le immagini delle telecamere di videosorveglianza attualmente al vaglio degli inquirenti a fare luce sulla scomparsa della bambina di 5 mesi rapita l’altra notte dalla casa-famiglia di Castel Volturno dove era stata collocata dalle autorità. Ad indagare sul rapimento è il commissariato di polizia di Castel Volturno.
Secondo quanto si apprende, infatti, dalle registrazioni emergerebbe la presenza di due persone, una coppia, che sarebbe entrata in azione durante la notte. Gli investigatori, al momento, mantengono il massimo riserbo e non si sbilanciano sull’identità dei responsabili né sulla dinamica esatta del rapimento. Parallelamente, gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi movimenti e i precedenti dei genitori della piccola, una coppia già finita all’attenzione delle forze dell’ordine e dei servizi sociali. Gli inquirenti non hanno confermato se i due ripresi dalle telecamere fossero i genitori ma nessuna ipotesi viene esclusa.
Il primo episodio risale allo scorso 17 luglio, quando i genitori furono individuati mentre rovistavano tra i rifiuti. Durante il controllo del furgone utilizzato per raccogliere gli scarti recuperati dalla spazzatura, gli agenti fecero una scoperta sorprendente: tra ferraglie e materiali di varia natura c’era una bambina poco più che neonata, sistemata su un seggiolino nella parte riservata ai passeggeri. La piccola venne immediatamente sottratta ai genitori e trasferita in una casa-famiglia del casertano.
A occuparsi della tutela della bambina è stata nominata l’avvocata Simona Molisso, specializzata in diritto di famiglia, diritto minorile e tutela delle persone vulnerabili. È proprio la legale ad aver ricostruito un ulteriore e delicato precedente che riguarda la famiglia. Secondo quanto riferito dalla tutrice, infatti, i genitori della neonata sarebbero gli stessi di altri quattro figli, che nel 2025 erano stati allontanati dalla famiglia. La vicenda risale alla fine di maggio dello scorso anno, quando i servizi sociali intervennero in un accampamento rom situato tra Pianura e Quarto, ritenendo le condizioni di vita dei minori particolarmente degradanti e caratterizzate da un forte rischio igienico-sanitario.
I quattro bambini, nati tra il 2015 e il 2023 e quindi all’epoca di età compresa tra i 2 e i 10 anni, furono trasferiti in una casa-famiglia nel Napoletano insieme alla madre. La permanenza, tuttavia, durò soltanto poche ore: nel corso della notte la donna e i quattro figli si allontanarono dalla struttura senza lasciare traccia. Per quella vicenda, ha spiegato l’avvocata Molisso, è tuttora pendente un procedimento giudiziario, con la prossima udienza fissata per novembre.
Dopo il trasferimento della neonata nella casa-famiglia di Castel Volturno, inoltre, il legale dei genitori avrebbe più volte contattato la tutrice per chiedere la possibilità di incontrare la bambina. Molisso avrebbe chiesto informazioni anche sulla sorte degli altri quattro figli, ricevendo soltanto indicazioni verbali secondo cui si troverebbero in Romania, presso l’abitazione della nonna. Le informazioni, tuttavia, non sarebbero state accompagnate dalla documentazione richiesta dalla tutrice che, alla luce dei precedenti, avrebbe quindi negato gli incontri.
Poi, nella notte tra venerdì e sabato, il nuovo drammatico episodio. La bambina si trovava nella struttura di Castel Volturno, affidata alle cure di un’operatrice e sistemata per la notte all’interno di un porta-enfant. Tra l’1:30 e le 2, la responsabile della casa-famiglia sarebbe stata svegliata da alcuni rumori. Avrebbe fatto appena in tempo a vedere due persone allontanarsi rapidamente dalla struttura, prima di rendersi conto che la piccola non era più nella stanza. A quel punto è scattato immediatamente l’allarme e sono partite le indagini. Se davvero i quattro figli della coppia si trovano in Romania non viene esclusa l’ipotesi che i genitori possano aver rapito la bambina per portarla in Romania.

