Gricignano di Aversa (Redazione) – Quella di ieri è stata una giornata significativa sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata nel Casertano, in particolare a Gricignano di Aversa, segnata da due distinti provvedimenti giudiziari che riguardano figure ritenute vicine al clan dei Casalesi.
Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, i Carabinieri del Comando provinciale di Caserta hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di Andrea Autiero, 65 anni, di Gricignano, ritenuto dagli investigatori un elemento di spicco della fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi e, in passato, referente dell’organizzazione criminale nel territorio di Gricignano di Aversa.
Secondo la ricostruzione della Procura, coordinata dal procuratore aggiunto Michele Del Prete, all’indagato vengono contestati, a vario titolo, il presunto coinvolgimento nell’organizzazione di un omicidio su commissione ai danni di una donna, che non sarebbe poi stato portato a termine, e la responsabilità di due gravi episodi intimidatori avvenuti a Gricignano di Aversa.
In particolare, gli investigatori attribuiscono al sessantacinquenne i colpi d’arma da fuoco esplosi contro un distributore di carburanti riconducibile al sindaco del comune casertano e contro un esercizio commerciale di vendita di tabacchi e generi di monopolio. Contestualmente al provvedimento emesso nei confronti di Andrea Autiero, sono state sottoposte a fermo anche altre quattro persone.
Nel corso delle perquisizioni eseguite dai militari dell’Arma sono stati inoltre sequestrati circa 9mila euro in contanti e un assegno dell’importo di mille euro. Al termine delle formalità di rito il 65enne è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Le accuse formulate nei suoi confronti rappresentano, allo stato, contestazioni della Procura che dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Sempre sul fronte giudiziario, arriva invece la notizia della scarcerazione di Mario Tiglio, 70 anni, di Santa Maria Capua Vetere, storico affiliato alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi. La Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli ha disposto la sua liberazione dopo il ricalcolo della pena residua, tenendo conto dei giorni di liberazione anticipata maturati durante l’esecuzione della condanna.
Il settantenne stava espiando una pena complessiva di venti anni di reclusione per reati, tra cui associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso, estorsione e favoreggiamento. In precedenza aveva già beneficiato della detenzione domiciliare quale misura alternativa alla detenzione, disposta dal Tribunale di Sorveglianza di Torino.
Contestualmente alla scarcerazione, il procuratore generale Vincenzo Picciotti ha disposto nei confronti di Mario Tiglio l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni, subordinata all’accertamento della sua attuale pericolosità sociale da parte della magistratura di sorveglianza competente.

