Caivano (Redazione) – Telecamere, controlli e strategie di sicurezza ridisegnano il volto del polo industriale di Caivano, una delle aree produttive più rilevanti del Mezzogiorno. In un territorio spesso raccontato esclusivamente attraverso le sue fragilità sociali, arriva un segnale che punta invece sulla tutela delle imprese, sulla protezione del lavoro e sul rilancio dell’intero tessuto economico locale.
Secondo quanto emerso nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltosi nella mattinata di ieri, il numero dei furti registrati nell’area industriale di Caivano risulterebbe in diminuzione grazie al recente potenziamento dei sistemi di videosorveglianza.
La riunione si è svolta direttamente negli uffici dell’agglomerato industriale situato ai confini con la provincia di Caserta e ha visto la partecipazione delle istituzioni impegnate nel monitoraggio della sicurezza del territorio.
Il Consorzio che gestisce il polo produttivo avrebbe già deciso di implementare ulteriormente i dispositivi elettronici di controllo, rafforzando la rete di sorveglianza all’interno dell’area industriale, che ospita circa seimila lavoratori e sviluppa un fatturato consolidato stimato intorno ai cinque miliardi di euro.
Numeri che raccontano la centralità strategica del comparto industriale non soltanto per Caivano, ma per l’intera economia campana.
A sottolineare il valore dell’area produttiva è stato il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che negli ultimi mesi avrebbe mantenuto un confronto costante con i responsabili delle aziende presenti nel polo industriale.
«Questo polo rappresenta un fiore all’occhiello per Caivano», ha dichiarato il prefetto al termine del Comitato, evidenziando come l’attenzione del Governo verso il territorio non riguardi esclusivamente le emergenze sociali affrontate attraverso il cosiddetto “modello Caivano”, ma coinvolga anche il sostegno alle realtà produttive.
«Caivano è anche questo», ha aggiunto Michele di Bari, rimarcando il legame tra sicurezza, presenza dello Stato e sviluppo economico.
Una parte dell’incontro è stata inoltre dedicata all’analisi di nuove progettualità finalizzate a rafforzare il rapporto tra il centro cittadino e l’area industriale, estesa su circa 200mila ettari.
L’obiettivo delle istituzioni sarebbe quello di ridurre progressivamente la distanza tra il tessuto urbano e il comparto produttivo, creando maggiore integrazione tra occupazione, territorio e comunità locale.
La riduzione degli episodi predatori rappresenterebbe così non soltanto un dato statistico, ma anche un indicatore della volontà di restituire stabilità a un’area che negli anni ha spesso dovuto confrontarsi con criticità complesse.
Perché la sicurezza, soprattutto nei territori più esposti alle difficoltà economiche e sociali, non riguarda soltanto la prevenzione dei reati. Diventa piuttosto il presupposto indispensabile per difendere il lavoro, incoraggiare gli investimenti e consentire a una comunità di riconoscersi nuovamente nelle proprie potenzialità produttive.

