Campania, mercati contadini in sei ospedali: medici e agricoltori insieme per il cibo che fa bene, in campo anche l’ospedale di Caserta 

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Napoli (Redazione) – Portare il cibo sano nei luoghi della cura significa affermare un principio semplice e decisivo: la prevenzione comincia anche dalla tavola. È questo il senso del primo patto nazionale tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini, un’iniziativa che venerdì coinvolgerà settanta ospedali italiani, sei dei quali in Campania.

L’obiettivo è riportare al centro delle abitudini alimentari prodotti di origine conosciuta, legati alla filiera agricola e capaci di contribuire al benessere quotidiano, contrastando invece la diffusione di alimenti di scarsa qualità, ultraformulati o di provenienza incerta.

L’iniziativa è promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, insieme alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e a numerose strutture sanitarie di rilievo nazionale.

In Campania i mercati di Campagna Amica saranno presenti all’Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli, al Policlinico di Napoli, al Ruggi d’Aragona di Salerno, al Moscati di Avellino, al San Pio di Benevento e al Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

Al centro del progetto c’è la volontà di sensibilizzare i cittadini sui rischi legati a ciò che arriva ogni giorno sulle tavole senza adeguata consapevolezza: alimenti di origine non tracciata, prodotti sottoposti a manipolazioni, olio miscelato e venduto come extravergine, grano trattato con glifosate in pre-raccolta nei Paesi extra Ue, pratica vietata in Italia, fino ai cibi ultraformulati.

Proprio sugli alimenti ultraformulati l’allarme è particolarmente forte: secondo quanto evidenziato dai promotori, esiste un collegamento con numerosi effetti avversi per la salute, soprattutto sul piano gastrointestinale, metabolico, respiratorio e cardiovascolare, oltre che con l’obesità.

La presenza dei mercati contadini negli ospedali assume così un valore non soltanto simbolico, ma educativo. Medici e agricoltori si ritrovano nello stesso spazio per lanciare un messaggio comune: curare significa anche prevenire, e prevenire significa scegliere meglio ciò che si mangia.

L’iniziativa punta dunque a trasformare gli ospedali in luoghi di informazione e responsabilità alimentare, ricordando che la qualità del cibo non è un dettaglio, ma una parte essenziale della salute pubblica.

In una regione come la Campania, ricca di produzioni agricole, biodiversità e cultura alimentare, il patto tra sanità e agricoltura rappresenta anche un invito a recuperare il valore della filiera locale e della dieta mediterranea, non come semplice tradizione, ma come strumento concreto di tutela della vita.