– La vertenza investe l’intero territorio regionale e coinvolge anche la provincia casertana: dal 21 settembre annunciata la sospensione dei ricoveri programmati nelle strutture aderenti all’Aiop. I sindacati scrivono al presidente Roberto Fico e ai prefetti di Caserta, Napoli, Avellino, Benevento e Salerno
– Luigi D’Emilio: «La Regione intervenga urgentissimamente per tutelare la salute dei cittadini e i posti di lavoro». Cisl Fp e Uil Fp chiedono l’immediata apertura di un tavolo e diffidano Aiop e Case di cura dall’assumere iniziative unilaterali
Caserta/Napoli (Redazione) – Sul confine più delicato della sanità campana si intrecciano ormai due diritti che nessuna vertenza dovrebbe costringere a contrapporre: quello dei cittadini alla continuità delle cure e quello dei lavoratori alla tutela dell’occupazione. Lo scontro sulla sanità privata accreditata entra nelle ore decisive e Cisl Fp e Uil Fp chiedono alla Regione Campania un intervento immediato, mentre la preoccupazione attraversa tutte le province, Caserta compresa.
Al centro della vertenza figura la progressiva riduzione dei ricoveri programmati annunciata dall’Aiop, fino alla totale sospensione prevista a partire dal 21 settembre. Una prospettiva che ha determinato la netta reazione delle organizzazioni sindacali della Funzione Pubblica di Cisl e Uil.
I sindacati hanno inviato una nota al presidente della Giunta regionale Roberto Fico e ai prefetti di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, manifestando «forte preoccupazione per la conferma dello stato di crisi del comparto, per la progressiva riduzione dei ricoveri programmati sino alla totale sospensione prevista per il 21 settembre e per le prospettate iniziative sul personale conseguenti alla contrazione delle attività».
La richiesta è precisa: «l’apertura urgentissima di un tavolo di confronto con le parti interessate», affinché la crisi venga affrontata nelle sedi istituzionali prima che possa determinare conseguenze sull’assistenza sanitaria e sui livelli occupazionali.
La vertenza riguarda dunque l’intera Campania e investe direttamente anche Caserta e la sua provincia, dove la sanità privata accreditata costituisce una componente rilevante del sistema assistenziale e occupazionale. Proprio per questo la comunicazione sindacale è stata indirizzata anche al prefetto di Caserta, insieme ai rappresentanti territoriali del Governo nelle altre quattro province campane.
Cisl Fp e Uil Fp hanno inoltre diffidato l’Aiop e tutte le Case di cura aderenti dall’intraprendere iniziative unilaterali.
Particolarmente ferma la posizione del segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Campania Luigi D’Emilio, firmatario della protesta insieme al coordinatore di settore Ciro Maraniello, al segretario generale della Uil Fp Campania Vincenzo Torino e alla segretaria Rachele Palma.
«La Regione – afferma Luigi D’Emilio – deve intervenire urgentissimamente per tutelare la salute dei cittadini ed i posti di lavoro, e valutare la possibilità di una revoca delle concessioni in presenza di provvedimenti inaccettabili come quelli comunicati».
Il sindacato pone al centro della propria iniziativa soprattutto il rischio che una controversia riguardante il sistema della sanità privata possa riversare le proprie conseguenze sui pazienti e sui dipendenti delle strutture.
«Non è possibile assistere inerti a misure devastanti come il blocco ricoveri e le eventuali casse integrazioni», prosegue Luigi D’Emilio.
Alla questione della continuità assistenziale si sovrappone, infatti, una vertenza contrattuale che da anni alimenta il malcontento tra gli addetti del comparto.
«La tensione tra i lavoratori – sottolinea ancora il segretario generale – è già altissima, anche perché da un decennio, e in qualche caso da 14 anni, non si rinnovano i contratti di lavoro con conseguenze economiche gravissime per il personale, il cui trattamento è continuamente eroso dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita».
Un quadro che, secondo le organizzazioni sindacali, rende ancora più urgente un intervento capace di evitare che alla crisi assistenziale si aggiunga una nuova emergenza occupazionale.
Cisl Fp e Uil Fp hanno quindi segnalato al presidente Roberto Fico la necessità di fornire in tempi estremamente rapidi un riscontro sulla convocazione del tavolo regionale, proprio in considerazione della vicinanza della data indicata dall’Aiop per la sospensione dei ricoveri programmati.
L’obiettivo dichiarato è ricondurre il confronto all’interno di un percorso istituzionale nel quale possano essere affrontate contemporaneamente le esigenze delle strutture, la tutela dei lavoratori e soprattutto il diritto dei cittadini alla continuità delle prestazioni sanitarie.
La mobilitazione sindacale, tuttavia, potrebbe intensificarsi qualora dalla Regione non arrivassero risposte considerate adeguate.
«In assenza di risposte tempestive e concrete, Cisl Fp e Uil Fp Campania saranno costrette a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione e di lotta sindacale ritenute necessarie, a tutela dell’occupazione, dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e della continuità assistenziale», avvertono le organizzazioni.
Il calendario rende la vertenza particolarmente delicata. Il 21 settembre è ormai alle porte e il timore manifestato dai sindacati è che la progressiva contrazione delle attività possa trasformarsi in un problema concreto tanto per chi attende un ricovero quanto per chi nelle strutture sanitarie lavora quotidianamente.
Anche Caserta guarda dunque con attenzione alle prossime mosse della Regione, all’interno di una crisi che non conosce confini provinciali e che investe complessivamente l’equilibrio della sanità privata accreditata campana.
Le prossime ore diranno se la richiesta di un tavolo urgente riuscirà ad aprire uno spazio di mediazione prima della data indicata per lo stop.
Dietro ricoveri, accreditamenti, contratti e sostenibilità economica rimangono innanzitutto persone: pazienti che attendono una cura e lavoratori che chiedono certezze sul proprio futuro. Ed è proprio quando questi due diritti rischiano di entrare contemporaneamente in sofferenza che il confronto istituzionale smette di essere soltanto opportuno e diventa una responsabilità non più rinviabile.

