– Nel mirino la chiusura degli edifici per ragioni di sicurezza e la necessità di adeguamenti sismici e strutturali: chiesto al Comune un piano che consenta agli studenti di tornare quanto prima nelle scuole cittadine
– L’appello a intercettare i 114,4 milioni stanziati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’edilizia scolastica: «Le risorse ci sono, bisogna predisporre progetti e presentare subito le richieste»
Capodrise (Redazione) – La sistemazione degli studenti a Marcianise non diventi una soluzione destinata a trasformarsi da provvisoria in permanente. È questo, in sostanza, il messaggio politico rivolto all’Amministrazione comunale di Capodrise sulla delicata vicenda delle scuole medie, chiuse per ragioni di sicurezza e per la necessità di interventi di adeguamento sismico e strutturale.
La richiesta è netta: superare la stagione delle misure tampone e costruire un percorso amministrativo capace di riportare gli alunni a Capodrise all’interno di edifici sicuri e adeguati.
A riaccendere il confronto è anche il recente decreto firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, attraverso il quale vengono messi a disposizione 114,4 milioni di euro destinati all’edilizia scolastica.
Le risorse, secondo quanto evidenziato nella nota, potranno finanziare interventi urgenti e indifferibili connessi a eventi sismici, calamitosi o eccezionali, opere di miglioramento e adeguamento sismico degli edifici, messa in sicurezza di solai e controsoffitti, manutenzione straordinaria e ulteriori lavori necessari a garantire il diritto allo studio.
Una possibilità che, secondo gli autori dell’intervento, dovrebbe spingere l’Amministrazione comunale ad agire immediatamente, verificando la possibilità di candidare gli edifici scolastici di Capodrise ai finanziamenti disponibili.
«Si tratta di un’opportunità concreta e perfettamente coerente con la situazione di Capodrise», viene sottolineato. Da qui la richiesta al Comune di predisporre rapidamente progettazione e documentazione necessarie e di percorrere ogni strada utile per accedere ai fondi.
Quattro, in particolare, sono le risposte sollecitate al sindaco e alla Giunta: quali interventi si intendano candidare ai finanziamenti; quali progetti siano già disponibili; quali siano i tempi previsti per inoltrare le richieste; soprattutto, quando gli studenti potranno tornare a frequentare le lezioni a Capodrise in strutture considerate sicure e adeguate.
Il nodo non riguarda soltanto l’edilizia scolastica. Sullo sfondo emerge anche la questione economica, particolarmente sensibile per un Comune alle prese con il dissesto finanziario.
«La sicurezza dei nostri ragazzi e del personale scolastico non può essere oggetto di rinvii, improvvisazioni o scelte onerose e difficili da sostenere», si legge ancora nel documento.
L’indicazione politica è quindi quella di ricercare sistematicamente finanziamenti ministeriali, regionali ed europei, riducendo per quanto possibile l’impatto delle operazioni sulle casse municipali e, indirettamente, sui cittadini.
La cosiddetta “soluzione Marcianise”, adottata per fronteggiare l’emergenza, viene dunque considerata un passaggio che non dovrebbe diventare l’approdo definitivo della vicenda. La priorità indicata resta il recupero di una piena autonomia scolastica sul territorio comunale.
«Capodrise non ha bisogno di promesse, ma di un piano immediato, trasparente e verificabile», è la conclusione dell’appello.
Una vicenda sulla quale adesso si attendono le risposte dell’Amministrazione. Perché un trasferimento può risolvere l’urgenza di garantire le lezioni; altra cosa è risolvere il problema che quel trasferimento ha reso necessario. E sulla sicurezza delle scuole la differenza fra una soluzione temporanea e una definitiva si misura soprattutto nella capacità della politica di trasformare opportunità finanziarie, progettazione e tempi amministrativi in edifici nei quali studenti e famiglie possano tornare con fiducia.

