Capri, il cuore che continua a vivere: primo ciak per il corto di Valter D’Errico ispirato alla storia del poliziotto che ha salvato 16 vite

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Capri (Redazione) Un cuore che smette di battere può trasformarsi in una straordinaria promessa di vita. È da questa potente consapevolezza che prende forma “Cuore mio, cuore tuo”, il nuovo cortometraggio scritto, diretto e interpretato da Valter D’Errico insieme a Eleonora Baliani, le cui riprese hanno preso il via nella suggestiva cornice dell’isola di Capri.

L’opera cinematografica affronta uno dei temi più delicati e al tempo stesso più nobili della contemporaneità: la donazione degli organi. Una vicenda ispirata a una storia vera che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che oggi si trasforma in racconto filmico con l’obiettivo di sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni.

Al centro della narrazione vi è la figura di Simone De Martinis, agente della Polizia di Stato originario di Torre del Greco e in servizio a Capri. Nel giugno dello scorso anno il giovane poliziotto è scomparso prematuramente all’età di 34 anni a seguito di complicazioni sopraggiunte dopo un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore benigno al nervo acustico.

La sua storia, tuttavia, non si conclude con la tragedia. Uomo stimato, generoso e profondamente attento agli altri, Simone aveva espresso in vita la volontà di donare i propri organi in caso di decesso. Una scelta di straordinario altruismo che ha consentito a ben sedici persone di ricevere una nuova possibilità, trasformando il dolore in speranza e la perdita in rinascita.

È proprio questo messaggio che Valter D’Errico ha deciso di affidare al linguaggio del cinema. Il regista ha scelto Capri non soltanto per rispettare il contesto reale della vicenda, ma anche per amplificare la forza simbolica del racconto. L’isola, conosciuta nel mondo come meta di bellezza, eleganza e svago, diventa così il palcoscenico ideale per promuovere un gesto di altissimo valore umano e civile.

Le riprese si stanno svolgendo tra gli scorci più affascinanti dell’isola e negli spazi del Qvisisana, contribuendo a conferire ulteriore intensità visiva a una produzione che punta a coniugare emozione e riflessione.

Per interpretare Simone De Martinis, D’Errico ha scelto una soluzione particolarmente significativa: il ruolo è stato affidato a Marco Frattolillo, poliziotto nella vita reale e attore emergente, chiamato a dare volto e anima a una figura che continua a rappresentare un esempio di generosità.

Il cast riunisce numerosi volti noti del panorama artistico nazionale, tra cui Claudia Gerini, Valerio Morigi, Rajae Bezzaz, Beatrice Luzzi, Ciro Torlo, Marina Suma, Luigi Zeno, le giovani Michelle Marino e Annaluce Cuomo, oltre a Lina Caputo, Rossella Rosanova e Alfonso Maria Chiarenza.

Sul set sono presenti anche il dialog coach Gianluca Liguori e il suo assistente Andrea Giannetti. La produzione porta la firma di Debora Diego, Valter D’Errico e Daniele Di Lorenzo.

Particolarmente suggestiva la chiave narrativa scelta dal regista. Nel cortometraggio il giovane poliziotto, dopo la morte, osserva come una presenza invisibile i trapianti che stanno restituendo speranza ai riceventi dei suoi organi. Nessuno riesce a vederlo, tranne una bambina che ha ricevuto il suo cuore. Tra i due nasce un dialogo delicato e commovente che accompagna il protagonista verso l’accettazione definitiva e verso il suo ultimo viaggio, in una dimensione di pace e luce.

Più che una semplice produzione cinematografica, “Cuore mio, cuore tuo” si propone come un’opera di forte valore sociale. Attraverso il linguaggio universale delle emozioni, il film intende ricordare che anche nei momenti più drammatici può nascere qualcosa di straordinario. Perché talvolta un addio non rappresenta una fine, ma l’inizio di molte nuove esistenze.

Ed è proprio in questo intreccio tra dolore e speranza che il racconto trova la sua forza più autentica: quella di un cuore che smette di battere per continuare a vivere in altri cuori.