– Alle 18.45 e alle 21 le proiezioni del nuovo film di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise, una black comedy apocalittica che trasforma il potere, la catastrofe ambientale e l’ambizione di redenzione in una feroce riflessione sull’uomo contemporaneo
– Alle 17 spazio anche a “Dov’è la fiesta?”. Il Ricciardi continua a puntare su una programmazione cinematografica ricercata, nel solco di una sala che ha fatto del cinema d’essai uno dei cardini della propria identità culturale
Capua (Redazione) – Il cinema possiede ancora la capacità di diventare uno specchio deformante del presente: ingrandisce le contraddizioni, esaspera il potere, porta l’uomo davanti alle conseguenze delle proprie azioni e, qualche volta, sceglie persino di far sorridere mentre racconta una possibile catastrofe.
È dentro questa dimensione che si colloca “Digger”, il nuovo film di Alejandro González Iñárritu, protagonista oggi, domenica 4 ottobre, della programmazione del Teatro Ricciardi di Capua con due proiezioni, alle ore 18.45 e alle 21.
Un titolo di notevole interesse cinematografico, che segna il ritorno del regista premio Oscar con un’opera originale interpretata da Tom Cruise e costruita intorno a un paradosso tanto grottesco quanto contemporaneo: l’uomo più potente del mondo provoca un disastro catastrofico e intraprende poi una missione disperata per convincere l’umanità di essere proprio colui che può salvarla.
Al centro della storia c’è Digger Rockwell, interpretato da Tom Cruise, un petroliere texano potentissimo e privo di scrupoli che, dopo aver contribuito a un disastro ambientale in Groenlandia, tenta di reinventarsi come salvatore dell’umanità. Una premessa narrativa attraverso la quale Alejandro González Iñárritu costruisce una black comedy apocalittica che guarda al potere, alla manipolazione della realtà e alla post-verità attraverso un’ironia deliberatamente oscura.
Anche sotto il profilo tecnico “Digger” presenta una struttura di particolare prestigio.
Il film è stato girato interamente in VistaVision, formato che utilizza la pellicola 35 millimetri con una superficie d’immagine più ampia rispetto al tradizionale fotogramma cinematografico. Alla fotografia torna uno dei collaboratori storici del regista, il premio Oscar Emmanuel Lubezki, mentre il montaggio è affidato a Conor O’Neill e Stephen Mirrione. Le musiche originali sono di Cosmo Sheldrake.
Accanto a Tom Cruise compare inoltre un cast di considerevole livello, con Riz Ahmed, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg e Jesse Plemons. La durata è di 129 minuti.
La sceneggiatura porta la firma dello stesso Alejandro González Iñárritu insieme a Sabina Berman, Alexander Dinelaris e Nicolás Giacobone, mentre il soggetto nasce dal lavoro del regista con Sabina Berman e Jez Butterworth.
Dietro la provocazione narrativa si intravede così una questione assai meno fantastica: cosa accade quando chi possiede il potere di determinare una crisi pretende successivamente di controllarne anche il racconto?
“Digger” sembra muoversi esattamente lungo questo confine, trasformando la catastrofe in satira e il protagonista in una figura volutamente smisurata, attraverso la quale osservare narcisismo, responsabilità e costruzione pubblica della verità.
Una scelta coerente con la linea cinematografica perseguita dal Teatro Ricciardi e dal suo presidente e Ceo Gianmaria Modugno, che negli anni ha lavorato per restituire alla storica struttura capuana una funzione non limitata al semplice intrattenimento.
Gianmaria Modugno ha spiegato in passato come il cinema rappresenti una componente particolarmente forte dell’identità del Ricciardi, sottolineando la scelta di mantenere una programmazione quasi interamente orientata al cinema d’essai e un’attività cinematografica estesa per gran parte dell’anno. Una filosofia che considera la sala non soltanto come luogo nel quale vedere un film, ma come spazio sociale e culturale capace di creare aggregazione.
La proposta odierna ne costituisce un esempio: accanto a “Digger”, che rimane il titolo centrale della giornata, alle ore 17 è prevista la proiezione di “Dov’è la fiesta?”, come indicato dalla programmazione diffusa dal Teatro.
L’attenzione resta tuttavia inevitabilmente concentrata sull’opera di Alejandro González Iñárritu, arrivata nelle sale italiane il 1° ottobre e distribuita da Warner Bros. Pictures.
Il Ricciardi la accompagnerà ancora domani, lunedì 5 ottobre, con due appuntamenti alle 17 e alle 21; la proiezione serale sarà proposta in versione originale sottotitolata, opportunità particolarmente interessante per gli spettatori che desiderano avvicinarsi all’opera nella sua integrità linguistica e interpretativa.
Una scelta, quest’ultima, che racconta bene l’idea di cinema coltivata dalla struttura capuana: non limitarsi ai titoli, ma provare a educare anche lo sguardo dello spettatore, offrendo differenti modalità di fruizione.
Una sala cinematografica conserva davvero la propria funzione culturale quando non si limita ad accendere lo schermo. Deve scegliere cosa proiettare, creare curiosità e offrire al pubblico l’occasione di uscire dalla sala portando con sé qualcosa in più delle immagini appena viste. E “Digger”, con la sua miscela di spettacolo, provocazione e inquietudine, sembra possedere esattamente questa ambizione.

