Capua (car.pas.) – Le luci del cinema tornano ad accendersi sulle mura antiche di Capua e, ancora una volta, la città si prepara a trasformarsi in uno dei poli culturali più vitali della Campania. Il Capua Film Fest 2026, ospitato dal Teatro Ricciardi e ambientato nella straordinaria cornice dei Giardini dello Sperone, annuncia un’edizione destinata a lasciare un segno profondo nel panorama artistico del Mezzogiorno, confermando la rassegna come uno degli appuntamenti cinematografici più raffinati e identitari dell’intero territorio regionale.
Dal 16 al 30 luglio, il festival offrirà proiezioni, incontri, percorsi creativi e momenti di confronto capaci di intrecciare linguaggi audiovisivi, ricerca culturale e valorizzazione urbana. Non soltanto una manifestazione dedicata al cinema, dunque, ma una vera esperienza collettiva che restituisce centralità alla visione condivisa e alla bellezza dell’incontro umano.
A rendere riconoscibile il progetto è soprattutto il prestigioso lavoro sviluppato dal Teatro Ricciardi, autentico gioiello culturale capuano che negli ultimi anni ha saputo riconquistare una dimensione nazionale grazie ad una programmazione elegante, coraggiosa e profondamente contemporanea. La storica struttura di Porta Napoli è divenuta un punto di riferimento imprescindibile per artisti, spettatori, musicisti, registi e giovani creativi, contribuendo in maniera decisiva alla rinascita culturale dell’intera area casertana.
Dietro questa crescita costante emerge anche la figura di Gianmaria Modugno, protagonista di una progettualità culturale lungimirante che ha saputo unire qualità artistica, visione strategica e forte radicamento territoriale. Il suo lavoro organizzativo ha permesso al Capua Film Fest di oltrepassare i confini della semplice rassegna estiva per assumere i contorni di un laboratorio permanente dedicato al cinema, alla creatività e alla formazione.
L’edizione 2026 introdurrà inoltre “Corto-Circuito”, sezione innovativa rivolta a cinque registi emergenti selezionati non per una singola opera, ma per la loro poetica narrativa e per la capacità di elaborare nuovi immaginari cinematografici. Gli autori scelti riceveranno supporto tecnico, strumenti professionali e perfino una colonna sonora originale realizzata dalla Teatro Ricciardi Heart Sound Orchestra. Il tema individuato per la produzione dei cortometraggi sarà “Legàmi”, parola intensa ed evocativa che richiama relazioni umane, memoria, appartenenza e connessioni emotive.
La forza della manifestazione risiede proprio nella sua identità autentica. Il Capua Film Fest non rincorre la mondanità sterile né la superficialità degli eventi costruiti esclusivamente per apparire. Preferisce invece custodire un rapporto diretto con il pubblico, privilegiando contenuti, dialogo e partecipazione. Le passate edizioni hanno richiamato migliaia di spettatori, ospitando interpreti, autori e protagonisti del cinema italiano all’interno di uno scenario di straordinaria suggestione architettonica.
I Giardini dello Sperone rappresentano infatti molto più di una semplice location. Durante le serate del festival, quell’area storica della città assume il volto di una grande arena culturale a cielo aperto, attraversata da famiglie, studenti, appassionati e visitatori provenienti da numerosi centri della Campania. Dove un tempo sorgevano strutture difensive, oggi prendono forma riflessioni, incontri e visioni condivise, in una trasformazione simbolica che restituisce nuova vita agli spazi urbani.
Determinante appare anche il lavoro della direzione artistica guidata da Francesco Massarelli, che ha costruito negli anni una programmazione raffinata e coerente, alternando cinema d’autore, opere indipendenti, produzioni internazionali e dialoghi con importanti personalità del panorama audiovisivo contemporaneo. Una scelta culturale che ha permesso al festival di acquisire credibilità e riconoscibilità ben oltre i confini provinciali.
Il Capua Film Fest restituisce così al cinema la sua dimensione più nobile: quella di rito comunitario capace di unire persone differenti attraverso il potere delle immagini e delle storie. Le sedute all’aperto, il silenzio che precede la proiezione, le emozioni condivise davanti allo schermo e il confronto che nasce al termine delle visioni compongono un’esperienza ormai rara nella società contemporanea dominata dalla fruizione individuale e frammentata.
Capua, grazie al Teatro Ricciardi, alla sensibilità culturale di Gianmaria Modugno e del suo staff, dimostra che la cultura può ancora rappresentare un motore concreto di crescita civile e identitaria. Non un elemento decorativo, ma una forza capace di generare appartenenza, partecipazione e consapevolezza collettiva.
Questa la conquista più significativa del festival: aver restituito alla città il piacere dell’attesa, il valore dell’incontro e la meraviglia di ritrovarsi insieme davanti ad uno schermo acceso, mentre le storie scorrono nella notte e il cinema torna a somigliare ad un gesto profondamente umano.

