Capua si prepara al prodigio scenico: “Un folle Inferno” annuncia tre sere di splendore teatrale al Pertugio

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Capua (Carlo Pascarella) – Vi sono appuntamenti che trascendono la semplice dimensione dello spettacolo per assurgere a autentico rito civile, occasioni in cui una comunità si raccoglie attorno al linguaggio immortale della scena e riconosce nel teatro la propria più nobile forma di specchio. È precisamente ciò che promette di accadere a Capua con “Un folle Inferno”, nuova produzione della Compagnia dei Giovani “Il Pertugio”, attesa protagonista di tre serate che si preannunciano dense di fascino, vivacità e sostanza artistica.

Il sipario del Teatro Pertugio, a Capua, si leverà venerdì 17 aprile alle ore 20:30, sabato 18 aprile alle ore 20:30 e domenica 19 aprile alle ore 18:30, consegnando al pubblico un lavoro che, già dal titolo, lascia intravedere una drammaturgia mobile, arguta, immaginifica e attraversata da una salutare energia visionaria.

“Un folle Inferno” possiede infatti una denominazione che cattura e seduce: richiama il disordine apparente delle passioni umane, l’ironia delle contraddizioni quotidiane, la vertigine delle relazioni e, insieme, quella tradizione letteraria che dall’oltremondo dantesco fino alla commedia moderna ha saputo trasformare il caos in conoscenza. È lecito attendersi un’opera capace di fondere leggerezza e riflessione, sorriso e sottotesto, dinamismo scenico e acutezza narrativa.

Le prime indiscrezioni provenienti dall’ambiente teatrale descrivono uno spettacolo costruito con meticolosa attenzione al ritmo, con quadri scenici vivaci e una coralità interpretativa che costituisce il suo maggiore punto di forza. Pare delinearsi una partitura teatrale in cui ogni presenza possiede rilievo, nessuna voce risulta marginale e ogni gesto contribuisce all’armonia complessiva dell’impianto rappresentativo.

A guidare tale architettura vi è la regia di Diego Cirillo, personalità che si distingue per lucidità creativa, intelligenza compositiva e sensibilità nel dirigere ensemble numerosi senza disperderne le singole identità. Da chi conosce il suo lavoro giungono parole di sincera stima: si sottolineano la precisione del dettaglio, la cura del tempo scenico, la capacità di orchestrare i movimenti con naturalezza e l’abilità nel trarre da ciascun interprete la migliore resa possibile.

La direzione artistica reca invece la firma di Jury Monaco, il cui nome è ormai associato a un’idea alta e generosa di presidio culturale. Il suo operato testimonia come il teatro, se sostenuto con competenza e lungimiranza, possa divenire palestra di crescita, luogo di educazione sentimentale e laboratorio permanente di cittadinanza.

Il vero elemento di irresistibile interesse resta tuttavia la Compagnia dei Giovani “Il Pertugio”, compagine che merita considerazione non soltanto per l’entusiasmo anagrafico, ma per la serietà del percorso intrapreso. In un’epoca che spesso confonde visibilità e valore, questi ragazzi sembrano scegliere la via più difficile e più autentica: lo studio, la disciplina, l’ascolto reciproco, il lavoro quotidiano.

Chi ha assistito alle prove riferisce di un gruppo coeso, animato da rara partecipazione emotiva, nel quale la spontaneità non esclude il rigore e la freschezza convive con una sorprendente consapevolezza scenica. Si parla di interpreti capaci di modulare registri differenti, di alternare slancio comico e intensità espressiva, di abitare la scena con una presenza già matura.

È proprio tale fusione tra esperienza pedagogica e genuina vocazione a rendere “Un folle Inferno” qualcosa di più di una semplice recita. Qui sembra emergere il teatro nella sua funzione originaria: generare comunità, formare sensibilità, accendere immaginazione, restituire senso alla parola condivisa.

Anche il pubblico più esigente potrebbe trovare in questa proposta motivi di pieno interesse: la promessa di una narrazione agile ma non superficiale, l’energia di un cast numeroso, la guida di una regia attenta e la cornice di uno spazio che da tempo custodisce esperienze culturali meritevoli.

La città di Capua, custode di memorie illustri e stratificazioni storiche, appare scenario ideale per un evento che coniuga tradizione e rinnovamento. Ogni comunità, del resto, misura la propria vitalità anche dalla capacità di nutrire il talento nascente e di offrire ai giovani un palcoscenico sul quale misurarsi con il bello e con il difficile.

Per informazioni e prenotazioni è attivo il numero 338 3710795. Conviene muoversi con anticipo: quando un progetto nasce da passione autentica e da lavoro rigoroso, l’interesse cresce rapidamente.

Talvolta il teatro arriva in punta di piedi; altre volte irrompe con la forza di un annuncio inevitabile. “Un folle Inferno” appartiene alla seconda specie. E se manterrà le promesse che già oggi suggerisce, Capua assisterà non soltanto a tre repliche fortunate, ma a una piccola, luminosa vittoria dell’arte condivisa.