Santa Maria Capua Vetere (Redazione) – Si avvicina a uno dei passaggi più delicati e attesi il maxi-processo sulle presunte violenze avvenute il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Si è infatti conclusa l’istruttoria dibattimentale del procedimento che vede imputate 105 persone tra agenti della Polizia Penitenziaria, funzionari del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e medici dell’Asl in servizio nella struttura casertana all’epoca dei fatti.
Secondo l’impianto accusatorio, le vicende oggetto del processo riguardano i presunti soprusi perpetrati nel reparto “Nilo” dell’istituto penitenziario ai danni di alcuni detenuti.
A oltre tre anni e mezzo dall’avvio del dibattimento, il presidente del collegio della Corte d’Assise, Claudia Picciotti, ha annunciato che dal prossimo 29 giugno prenderà il via la requisitoria della Procura, affidata ai pubblici ministeri Alessandro Milita, Alessandra Pinto e Daniela Pannone.
Secondo le previsioni iniziali, la fase dell’accusa dovrebbe svilupparsi nell’arco di quattro o cinque udienze. I magistrati avranno tuttavia tempo fino al 15 giugno per depositare un calendario dettagliato delle attività processuali.
La complessità del procedimento e l’elevato numero di imputati lasciano però ipotizzare tempi più lunghi rispetto alle stime iniziali. Proprio per questo motivo non si esclude che le udienze dedicate alla requisitoria possano protrarsi oltre quanto preventivato.
Con ogni probabilità il dibattimento proseguirà fino alla pausa estiva, per poi riprendere a settembre con le arringhe difensive dei numerosi legali impegnati nel processo.
All’orizzonte, dunque, non si intravede ancora una conclusione imminente. Considerata la mole degli atti, il numero delle parti coinvolte e la rilevanza delle contestazioni, la sentenza appare destinata ad arrivare non prima dell’inizio dell’inverno.
Un procedimento destinato a segnare una delle pagine giudiziarie più rilevanti degli ultimi anni nel panorama penitenziario italiano, con un esito atteso non soltanto dalle parti coinvolte, ma anche dall’opinione pubblica nazionale.

