– Francesco Ahmetovic, detenuto nella casa di reclusione del Casertano, era scomparso il 23 ottobre dopo non essere rientrato al termine di un permesso per svolgere attività lavorativa all’esterno. La fuga si è conclusa questa mattina, 28 ottobre, grazie a un’operazione congiunta della Polizia di Stato e della Polizia penitenziaria
– Il giovane era stato arrestato nel febbraio 2024 nell’ambito di un’inchiesta su un gruppo armato ritenuto responsabile di diverse rapine. Secondo gli investigatori, durante uno degli episodi avrebbe tentato di investire un agente in motocicletta impegnato nell’inseguimento. Determinante l’attività della Squadra mobile di Napoli
Carinola (Redazione) – Cinque giorni di fuga, poi la cattura all’interno di una baracca del campo rom di Caivano, in provincia di Napoli. Si è conclusa nella mattinata di mercoledì 28 ottobre 2026 la ricerca di Francesco Ahmetovic, 22 anni, detenuto nella casa di reclusione di Carinola, nel Casertano, che venerdì scorso non aveva fatto ritorno nell’istituto penitenziario dopo aver usufruito di un permesso per svolgere attività lavorativa all’esterno.
A rintracciare il giovane sono stati gli agenti della Polizia di Stato, attraverso un’operazione condotta in collaborazione con il Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria.
Le ricerche erano scattate immediatamente dopo il mancato rientro del detenuto, facendo convergere l’attenzione investigativa sui possibili luoghi nei quali avrebbe potuto trovare rifugio.
L’attività è stata sviluppata dagli investigatori della sezione Criminalità straniera della Squadra mobile di Napoli, che hanno operato insieme al personale della Polizia penitenziaria per ricostruire gli spostamenti del ventiduenne.
La svolta è arrivata nelle prime ore della giornata, quando Ahmetovic è stato individuato all’interno di una baracca situata nel campo rom di Caivano.
La sua cattura ha posto fine a una fuga durata cinque giorni, iniziata il 23 ottobre e seguita con attenzione dalle forze dell’ordine anche in considerazione dei precedenti giudiziari del giovane.
Il ventiduenne era stato arrestato nel febbraio 2024 con le accuse di rapina in concorso e tentato omicidio, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord.
Secondo la ricostruzione investigativa dell’epoca, il giovane sarebbe stato coinvolto nelle attività di un gruppo armato ritenuto responsabile di una serie di rapine.
Particolarmente grave uno degli episodi emersi durante gli accertamenti della Squadra mobile di Napoli.
Nel corso di un’azione criminale attribuita al gruppo, Ahmetovic avrebbe tentato di speronare un agente di polizia che, a bordo di una motocicletta, stava inseguendo i presunti responsabili.
Una condotta che aveva contribuito alla contestazione del tentato omicidio, nell’ambito delle accuse formulate dagli inquirenti.
Il successivo trasferimento nella casa di reclusione di Carinola aveva collocato il giovane all’interno del sistema penitenziario casertano, fino all’allontanamento verificatosi nei giorni scorsi.
La circostanza che la fuga sia avvenuta attraverso il mancato rientro dopo un permesso lavorativo rende la vicenda differente dalle evasioni caratterizzate dal superamento materiale dei sistemi di sicurezza di un carcere.
Resta tuttavia centrale il mancato rispetto dell’obbligo di rientrare nell’istituto penitenziario al termine dell’autorizzazione concessa.
La localizzazione del ventiduenne a Caivano testimonia l’importanza dell’attività investigativa congiunta tra le strutture della Polizia di Stato e quelle specializzate della Polizia penitenziaria, impegnate nel rintraccio delle persone sottrattesi alla detenzione.
L’operazione ha consentito di individuare il giovane e interrompere il periodo trascorso fuori dall’istituto senza autorizzazione.
La vicenda richiama anche l’attenzione sulla delicatezza dei percorsi di lavoro esterno e dei benefici penitenziari, strumenti previsti dall’ordinamento per favorire il reinserimento sociale dei detenuti, nel rispetto delle condizioni stabilite dall’autorità competente.
La possibilità di svolgere attività lavorative rappresenta infatti una componente importante del percorso rieducativo della pena, ma richiede l’osservanza degli obblighi e delle prescrizioni individualmente previste.
Con il rintraccio di Francesco Ahmetovic si chiude dunque la fase delle ricerche, mentre gli ulteriori adempimenti relativi alla sua posizione saranno valutati dalle autorità competenti.
Un’operazione che riporta al centro il ruolo della collaborazione investigativa, determinante per assicurare l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari e garantire il rispetto delle regole del sistema penitenziario.

