Casagiove, truffa del falso nipote ai danni di due anziani: sottratti oltre 30mila euro, 47enne finisce in carcere

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– Vittime del raggiro due coniugi di 88 e 86 anni, ingannati con una telefonata nella quale un interlocutore si sarebbe spacciato per il nipote, prospettando un grave pericolo per il figlio. Denaro e preziosi consegnati a un falso appartenente alle forze dell’ordine

– Le indagini dei carabinieri della Stazione di Casagiove, supportate dalle immagini della videosorveglianza, hanno consentito di individuare il presunto responsabile. La Corte d’Appello di Ancona ha disposto l’aggravamento della misura cautelare: l’uomo è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

Casagiove (Redazione) – – La paura per la sorte di un figlio, la fiducia riposta in una voce che si presenta come quella di un familiare e l’inganno costruito per sottrarre i risparmi di una vita. Sono gli elementi di una grave truffa ai danni di due anziani di 88 e 86 anni, avvenuta a Casagiove lo scorso 30 settembre, per la quale un uomo di 47 anni, residente nell’area nord di Napoli, è stato raggiunto da un provvedimento di aggravamento della misura cautelare.

Nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre, i carabinieri della Stazione di Casagiove hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa il 20 ottobre dalla Corte d’Appello di Ancona, che ha disposto la sostituzione dell’obbligo di dimora nel Comune di Napoli con la custodia cautelare in carcere.

Il quarantasettenne era stato precedentemente individuato e denunciato in stato di libertà dagli stessi militari, perché gravemente indiziato di truffa aggravata ai danni dei due anziani, in concorso con altri soggetti attualmente non identificati.

Secondo la ricostruzione investigativa, il raggiro sarebbe iniziato con una telefonata ricevuta dalle vittime. Dall’altro capo della linea, un interlocutore avrebbe finto di essere il loro nipote, prospettando una situazione di grave pericolo che avrebbe coinvolto il figlio della coppia.

Facendo leva sulla preoccupazione dei due anziani, i truffatori sarebbero riusciti a convincerli della necessità di consegnare immediatamente denaro e oggetti preziosi per adempiere a una presunta disposizione dell’autorità giudiziaria.

Un espediente studiato per conferire credibilità alla richiesta e indurre le vittime ad agire rapidamente, senza avere il tempo di verificare la reale identità degli interlocutori o la fondatezza delle circostanze prospettate.

Poco dopo, presso l’abitazione degli anziani, si sarebbe presentato un uomo che si qualificava falsamente come appartenente alle forze dell’ordine, incaricato di ritirare quanto richiesto.

Convinti di dover affrontare una situazione di emergenza familiare, i due avrebbero consegnato denaro contante e preziosi per un valore complessivo superiore a 30mila euro.

Una somma considerevole, sottratta attraverso un meccanismo di manipolazione psicologica che avrebbe sfruttato la vulnerabilità delle vittime e il timore per l’incolumità di una persona cara.

Le indagini avviate dai carabinieri della Stazione di Casagiove hanno consentito di ricostruire le principali fasi dell’episodio e di raccogliere elementi utili all’identificazione di uno dei presunti responsabili.

Determinante, secondo quanto emerso, è stata l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, attraverso le quali i militari sarebbero riusciti a individuare il quarantasettenne.

Gli investigatori ritengono che l’uomo abbia agito insieme ad altri soggetti, la cui identità resta ancora da accertare.

Gli approfondimenti investigativi hanno quindi portato all’adozione del nuovo provvedimento cautelare da parte della Corte d’Appello di Ancona, con il conseguente aggravamento della misura precedentemente applicata.

L’ordinanza è stata eseguita a Napoli dai carabinieri di Casagiove. Al termine degli adempimenti di rito, il quarantasettenne è stato accompagnato nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La posizione dell’indagato sarà valutata nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

L’episodio riporta l’attenzione su una delle forme di criminalità più insidiose ai danni delle persone anziane: le truffe telefoniche costruite attraverso false emergenze familiari e l’utilizzo fraudolento dell’identità di appartenenti alle istituzioni.

Il riferimento a un figlio in pericolo, l’urgenza della richiesta e la presunta necessità di adempiere a disposizioni dell’autorità giudiziaria costituiscono elementi capaci di generare paura e confusione, soprattutto nelle persone più vulnerabili.

La vicenda di Casagiove dimostra quanto sia importante verificare sempre richieste di denaro provenienti da interlocutori sconosciuti, anche quando questi dichiarano di essere familiari o rappresentanti delle forze dell’ordine.

Di fronte a situazioni analoghe, è fondamentale interrompere la comunicazione, contattare direttamente i propri familiari attraverso numeri conosciuti e rivolgersi al 112 per segnalare eventuali tentativi di raggiro.

La tutela degli anziani passa anche attraverso l’informazione e la prevenzione, strumenti indispensabili per contrastare una criminalità che non colpisce soltanto il patrimonio delle vittime, ma ne compromette profondamente la serenità e il senso di sicurezza.