Casal di Principe, l’inchiesta sul presunto “sistema Caprio”: 54 indagati tra imprenditori, professionisti e funzionari pubblici. La Procura ricorre al Riesame

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Casal di Principe (Redazione) – Un presunto sistema articolato di corruzione, condizionamento delle gare d’appalto e gestione illecita delle procedure pubbliche sarebbe emerso dall’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha portato alla luce quello che gli investigatori definiscono il “sistema Caprio”, dal nome dei fratelli imprenditori Francesco C., Luigi C. e Ubaldo C., originari di Casal di Principe, ritenuti dagli inquirenti al vertice dell’organizzazione.

L’inchiesta coinvolge complessivamente 54 persone tra imprenditori, professionisti, dipendenti e funzionari pubblici, accusati, a vario titolo, di aver influenzato e alterato procedure di gara pubblica attraverso presunte interferenze nella nomina dei componenti delle commissioni giudicatrici, favorendo professionisti ritenuti compiacenti e compromettendo, secondo l’ipotesi accusatoria, il regolare svolgimento della concorrenza.

Per 32 indagati la Procura aveva richiesto l’applicazione di misure cautelari, tra cui 13 arresti in carcere, 16 agli arresti domiciliari e tre divieti di dimora in Campania.

Il giudice per le indagini preliminari, Mauro Bottone, pur ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza contestati dagli investigatori, ha rigettato le richieste cautelari. La decisione sarebbe stata motivata dall’assenza di esigenze cautelari attuali, considerato il significativo intervallo temporale trascorso dai fatti contestati, che risalgono al periodo compreso tra il 2019 e il 2023.

La Procura sammaritana ha tuttavia già presentato appello al Tribunale del Riesame di Napoli, che sarà chiamato a pronunciarsi sulla vicenda nel corso dell’udienza fissata per il prossimo 18 giugno.

Tra le persone coinvolte nell’inchiesta figura anche un carabiniere che, all’epoca dei fatti, prestava servizio presso il Nucleo Investigativo di Caserta. Secondo l’ipotesi accusatoria, il militare avrebbe informato alcuni degli indagati dell’imminente esecuzione di una perquisizione nel luglio 2022, consentendo loro di eliminare dai dispositivi telefonici messaggi ritenuti di interesse investigativo prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

L’indagine si trova attualmente nella fase preliminare e le contestazioni formulate dagli inquirenti dovranno essere valutate nelle successive sedi giudiziarie. Per tutti gli indagati vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.