Caserta, adolescenti “prigionieri della rete”: Italia Nostra accende il confronto sui rischi dei social e sulle nuove fragilità giovanili

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– Martedì 22 settembre alle 17.45, nella Sala Moscati del Buon Pastore, l’incontro con lo psicoterapeuta Gino Aldi dedicato a come tecnologia e social network stanno modificando comportamenti, relazioni e vissuti delle nuove generazioni

– L’appuntamento rientra nel programma di Italia Nostra Caserta “I luoghi del silenzio al tempo dei social” e chiama in causa anche famiglie e adulti: al centro prevenzione, disagio adolescenziale e necessità di costruire un rapporto più consapevole con il mondo digitale

Caserta (Redazione) – La rete prometteva di accorciare le distanze; il paradosso del nostro tempo è che, soprattutto fra i più giovani, può talvolta trasformarsi in uno spazio nel quale la connessione permanente convive con nuove forme di solitudine e disagio. È dentro questa contraddizione che si colloca l’incontro promosso dalla Sezione di Caserta di Italia Nostra per martedì 22 settembre, alle ore 17.45, nella Sala Moscati del Buon Pastore.

Il titolo scelto è già una dichiarazione d’intenti: “Prigionieri della rete: come la tecnologia sta cambiando (non sempre in meglio) la mente dei ragazzi”.

A confrontarsi con il pubblico sarà il professor Gino Aldi, medico e psicoterapeuta con una lunga esperienza professionale nel lavoro con bambini, adolescenti e famiglie.

L’appuntamento rientra nel programma di iniziative che Italia Nostra Caserta ha dedicato quest’anno al tema “I luoghi del silenzio al tempo dei social”, una riflessione particolarmente attuale sul rapporto fra tecnologia, dimensione individuale e trasformazioni della socialità.

L’intento è affrontare un fenomeno complesso senza ridurlo alla semplice contrapposizione fra tecnologia buona o cattiva. Smartphone, piattaforme digitali e social network sono ormai parte integrante della quotidianità delle nuove generazioni; proprio per questo diventa necessario interrogarsi sulle modalità con cui vengono utilizzati e sulle conseguenze che un rapporto squilibrato con il digitale può determinare.

Il comunicato di Italia Nostra richiama, come contesto del dibattito, anche le iniziative europee rivolte alla sicurezza dei minori online e il più generale confronto internazionale sulle responsabilità delle grandi piattaforme digitali.

Ma la questione, sottolineano gli organizzatori, non riguarda esclusivamente ragazzi e adolescenti.

Genitori, educatori e adulti sono chiamati direttamente in causa, perché comprendere i nuovi linguaggi digitali significa anche acquisire gli strumenti necessari per riconoscere eventuali segnali di disagio e costruire modalità di relazione capaci di non lasciare i più giovani soli davanti a uno schermo.

Da qui la scelta di affidare l’approfondimento a Gino Aldi, professionista che da molti anni lavora proprio con bambini, adolescenti e nuclei familiari.

Autore di diversi libri dedicati alla genitorialità, lo psicoterapeuta si occupa inoltre di prevenzione e cura del disagio giovanile con la cooperativa Zetesis.

È anche supervisore del progetto “Il Filo di Arianna”, dedicato alla prevenzione e alla cura delle emergenze psicologiche dell’adolescente, con particolare attenzione – come specificato nel comunicato – a problematiche quali ritiro sociale, suicidalità, disturbi alimentari, violenza contro i genitori e autolesionismo.

Il confronto del 22 settembre assume pertanto una prospettiva che supera il semplice dibattito sull’uso eccessivo dello smartphone. Al centro vi sarà piuttosto la necessità di comprendere come il mondo digitale possa interagire con le dinamiche psicologiche, familiari e relazionali dell’età evolutiva.

Il titolo “Prigionieri della rete” utilizza volutamente un’immagine forte, che rimanda alla possibilità che uno strumento nato per ampliare comunicazione e opportunità finisca, in determinate condizioni, per restringere progressivamente lo spazio delle relazioni reali.

L’iniziativa di Italia Nostra invita dunque a recuperare una riflessione adulta sul digitale, evitando sia demonizzazioni semplicistiche sia una sua accettazione acritica.

Particolarmente significativo appare, in questo senso, il filo conduttore scelto dalla Sezione casertana: “I luoghi del silenzio al tempo dei social”.

Il silenzio, infatti, non viene proposto necessariamente come assenza di comunicazione. Può rappresentare piuttosto uno spazio nel quale recuperare ascolto, attenzione, concentrazione e capacità di relazione, dimensioni sempre più preziose in un ambiente comunicativo dominato dall’immediatezza.

La domanda che attraverserà l’incontro diventa allora più ampia: che cosa accade alla mente di un ragazzo quando una parte sempre maggiore della propria esperienza passa attraverso uno schermo?

E quale responsabilità spetta agli adulti nel costruire un equilibrio fra opportunità offerte dalla tecnologia e necessità di preservare relazioni, autonomia e capacità critica?

Sono interrogativi ai quali difficilmente può corrispondere una risposta semplicistica. Proprio per questo il valore dell’appuntamento risiede nel confronto con una competenza professionale maturata sul campo e nella possibilità di offrire alle famiglie strumenti di lettura di fenomeni che spesso evolvono più rapidamente della capacità degli adulti di comprenderli.

Martedì 22 settembre, alle 17.45, la Sala Moscati del Buon Pastore diventerà quindi uno spazio di riflessione su uno dei grandi temi educativi e sociali del presente.

La sfida non consiste nel sottrarre le nuove generazioni al futuro digitale che inevitabilmente abiteranno, ma nell’aiutarle a viverlo senza diventarne prigioniere: conservando libertà di pensiero, profondità delle relazioni e quella capacità di ascoltare se stessi e gli altri che nessuna connessione può sostituire.