– Il Polo Scientifico di via Vivaldi ospiterà la seconda edizione dell’appuntamento dedicato alle tendenze emergenti nelle scienze biomolecolari. Al centro del confronto le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, l’affidabilità dei risultati scientifici e le nuove prospettive della medicina. Previsto anche il primo evento pubblico della neorettrice Lucia Altucci
– Lunedì 2 novembre la lectio magistralis di Maria Luisa Nolli sulle terapie avanzate, seguita da una tavola rotonda con autorevoli rappresentanti del mondo accademico, della ricerca e dell’editoria scientifica. Antonio Fiorentino: «L’obiettivo è accompagnare i giovani studiosi nelle trasformazioni della scienza, mantenendo al centro la qualità della conoscenza»
Caserta (Redazione) – L’intelligenza artificiale sta modificando profondamente il modo di fare ricerca, aprendo prospettive fino a pochi anni fa difficilmente immaginabili nello studio dei processi biologici, nella scoperta di nuovi farmaci e nello sviluppo di trattamenti terapeutici sempre più avanzati. Ma quali opportunità offre realmente questa trasformazione? Quali rischi comporta per l’affidabilità della conoscenza scientifica? E quale ruolo continueranno ad avere i ricercatori in un contesto nel quale gli algoritmi assumono un’importanza crescente?
Saranno questi alcuni degli interrogativi al centro dei PhDays 2026, l’appuntamento annuale dedicato alle «Emerging Trends in Biomolecular Sciences», le tendenze emergenti nelle scienze biomolecolari, organizzato nell’ambito del Dottorato in Scienze Biomolecolari dell’Università degli Studi della Campania «Luigi Vanvitelli».
La manifestazione, giunta alla seconda edizione, si svolgerà lunedì 2 e martedì 3 novembre presso il Polo Scientifico universitario di via Vivaldi 43, a Caserta, con un programma che riunirà studiosi, docenti, professionisti del settore farmaceutico e rappresentanti dell’editoria scientifica.
L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto sulle trasformazioni che interessano la ricerca contemporanea, con particolare attenzione al rapporto tra innovazione tecnologica, responsabilità scientifica e formazione delle nuove generazioni.
Dopo aver affrontato, nell’edizione 2025, il tema della sovranità tecnologica europea e delle relazioni tra ricerca e società, i PhDays concentreranno quest’anno l’attenzione sull’intelligenza artificiale e sulle sue applicazioni nel campo delle scienze biomolecolari.
Una scelta che riflette l’evoluzione di strumenti sempre più utilizzati per analizzare grandi quantità di dati, individuare relazioni tra fenomeni biologici, formulare ipotesi di ricerca e contribuire allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici.
La questione non riguarda esclusivamente le potenzialità tecnologiche, ma investe anche aspetti fondamentali del metodo scientifico, come la riproducibilità degli esperimenti, la verifica dei risultati, la trasparenza dei processi decisionali e la capacità di distinguere le elaborazioni algoritmiche dalle evidenze effettivamente dimostrate.
Proprio su questi temi si concentrerà la sessione plenaria pubblica di lunedì 2 novembre, che si terrà nella sala A2 del Polo Scientifico.
Alle ore 14.30 è prevista l’apertura ufficiale dei lavori, affidata ad Antonio Fiorentino, coordinatore del Dottorato in Scienze Biomolecolari e del Comitato scientifico dei PhDays 2026; Angela Chambery, direttrice del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche; e Lucia Altucci, neorettrice dell’Università della Campania «Luigi Vanvitelli».
La partecipazione di quest’ultima assumerà un significato particolare, trattandosi, secondo quanto annunciato dagli organizzatori, del suo primo evento pubblico nella nuova veste istituzionale.
Un’occasione che unirà simbolicamente l’avvio di una nuova fase nella guida dell’Ateneo con una riflessione sulle sfide che attendono il sistema universitario e la ricerca scientifica.
La formazione dei giovani studiosi, la capacità di attrarre competenze e l’integrazione tra discipline differenti rappresentano infatti aspetti centrali per un’università chiamata a confrontarsi con cambiamenti tecnologici sempre più rapidi.
Uno dei momenti più attesi della manifestazione sarà la lectio magistralis in programma alle ore 15, affidata a Maria Luisa Nolli, biologa cellulare e immunologa, cofondatrice e amministratrice delegata di NCNbio.
Il suo intervento, intitolato «The Future of Advanced Therapies: A Therapeutic Alliance Among Synthetic Drugs, Biologics, and ATMPs», affronterà il futuro delle terapie avanzate e le possibilità di integrazione tra farmaci di sintesi, medicinali biologici e prodotti medicinali per terapie avanzate.
Si tratta di un settore nel quale la ricerca biomolecolare sta contribuendo ad ampliare le prospettive terapeutiche, attraverso strategie che possono comprendere medicinali tradizionali, trattamenti biologici e approcci basati su cellule, geni e ingegneria tissutale.
Le terapie avanzate rappresentano uno degli ambiti più innovativi della medicina contemporanea, soprattutto per le possibilità che offrono nello studio e nel trattamento di patologie complesse.
Il loro sviluppo richiede tuttavia percorsi scientifici e regolatori particolarmente rigorosi, oltre a competenze capaci di collegare la ricerca sperimentale alle successive fasi di produzione e applicazione clinica.
In questa prospettiva, la relazione di Maria Luisa Nolli offrirà un approfondimento sulle possibilità di costruire un’alleanza terapeutica tra differenti categorie di medicinali, valorizzandone le caratteristiche e le possibili complementarità.
La relatrice possiede una consolidata esperienza nel settore farmaceutico e biotecnologico.
Prima dell’attività imprenditoriale ha ricoperto incarichi di responsabilità nella ricerca presso multinazionali farmaceutiche, occupandosi del coordinamento di gruppi scientifici impegnati nello sviluppo di nuovi progetti.
Dal 2016 insegna Biochimica Industriale all’Università di Pavia e, attraverso NCNbio, affianca imprese, università e istituti di ricerca nei percorsi di sviluppo e valorizzazione di progetti scientifici, con l’obiettivo di accompagnare l’innovazione verso applicazioni concrete.
Il programma proseguirà alle ore 15.45 con la tavola rotonda «AI in Scientific Research: Opportunities, Challenges, and New Perspectives», dedicata alle opportunità, alle sfide e alle nuove prospettive dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica.
Al confronto prenderanno parte la rettrice Lucia Altucci, Sandro Cosconati, professore ordinario di Chimica Farmaceutica dell’Università Vanvitelli; Diego Di Bernardo, vicedirettore del Tigem di Napoli; Ludovica Marinucci, del Cid Ethics-Cnr di Roma; Viviana Letizia, di Elsevier Parigi; e la stessa Maria Luisa Nolli.
A moderare la discussione sarà il giornalista Claudio Lombardi.
La composizione della tavola rotonda consentirà di affrontare il tema da prospettive differenti, mettendo in relazione l’esperienza accademica, la ricerca biomedica, la riflessione etica, l’innovazione farmaceutica e il mondo delle pubblicazioni scientifiche.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarderà proprio il rapporto tra strumenti di intelligenza artificiale e produzione della conoscenza.
Gli algoritmi possono contribuire ad accelerare alcune fasi della ricerca, facilitando l’individuazione di correlazioni e la gestione di informazioni particolarmente complesse. Tuttavia, l’efficienza nell’elaborazione dei dati non coincide automaticamente con la validità scientifica delle conclusioni.
La qualità delle informazioni utilizzate, la possibilità di verificare i risultati e la corretta interpretazione dei modelli rimangono condizioni indispensabili per garantire che le nuove tecnologie rappresentino un effettivo progresso.
Il confronto affronterà quindi una questione centrale: come integrare l’intelligenza artificiale nell’attività dei laboratori senza ridurre l’autonomia critica e la responsabilità di chi conduce gli studi.
Particolarmente delicato è anche il rapporto con l’editoria scientifica, chiamata a confrontarsi con strumenti capaci di intervenire nella preparazione dei testi, nell’analisi della letteratura e nell’organizzazione dei contenuti.
Una trasformazione che richiede criteri trasparenti nell’utilizzo delle tecnologie e una particolare attenzione all’autenticità, all’affidabilità e alla verificabilità delle pubblicazioni.
Per gli studenti dei corsi di dottorato, i PhDays offriranno quindi l’opportunità di confrontarsi con questioni destinate a incidere direttamente sul proprio percorso professionale.
La ricerca contemporanea richiede infatti competenze sempre più interdisciplinari, nelle quali conoscenze biologiche, chimiche e farmaceutiche si affiancano a capacità di analisi computazionale, valutazione critica dei dati e comprensione delle implicazioni etiche delle tecnologie utilizzate.
L’obiettivo della manifestazione non è soltanto presentare le innovazioni più recenti, ma favorire la costruzione di una comunità scientifica capace di discutere apertamente i cambiamenti in corso.
Un’impostazione sottolineata dallo stesso Antonio Fiorentino, coordinatore del Dottorato e del Comitato scientifico della manifestazione.
«Il PhDays 2026 è uno spazio in cui la ricerca si apre al dialogo e affronta senza pregiudizi le trasformazioni in corso. L’intelligenza artificiale offre opportunità importanti, ma impone anche domande sul metodo scientifico, sulla responsabilità e sul ruolo dei ricercatori. Discuterne insieme significa aiutare i giovani studiosi a orientarsi nel cambiamento, mantenendo al centro la qualità della conoscenza».
Parole che riassumono il significato dell’appuntamento e ne evidenziano la dimensione formativa.
Il programma proseguirà martedì 3 novembre e si concluderà nel tardo pomeriggio con «An Evening Together», un momento di musica, convivialità e condivisione previsto nel giardino del Polo Scientifico.
Un’occasione pensata per rafforzare le relazioni tra i componenti della comunità universitaria, favorendo l’incontro tra ricercatori, docenti e giovani studiosi anche al di fuori delle attività strettamente accademiche.
La dimensione informale dell’iniziativa risponde alla volontà di valorizzare un aspetto fondamentale della vita scientifica: lo scambio di esperienze e idee tra persone con competenze e percorsi differenti.
La ricerca, infatti, non si sviluppa soltanto attraverso il lavoro sperimentale e la pubblicazione dei risultati, ma anche mediante il confronto continuo, la collaborazione e la condivisione delle conoscenze.
Per Caserta, i PhDays 2026 rappresentano inoltre un appuntamento che valorizza il ruolo del Polo Scientifico della Vanvitelli quale luogo di formazione avanzata e di dialogo con il mondo della ricerca e dell’innovazione.
La presenza di rappresentanti di istituzioni universitarie, centri scientifici e realtà internazionali dell’editoria e dell’industria farmaceutica offre l’opportunità di collegare il territorio casertano a un dibattito che attraversa l’intera comunità scientifica.
Il futuro della ricerca biomolecolare dipenderà sempre più dalla capacità di integrare strumenti tecnologici e competenze umane, mantenendo saldo il rapporto tra innovazione, metodo sperimentale e responsabilità.
È questa la prospettiva che accompagnerà le due giornate della manifestazione: comprendere come l’intelligenza artificiale possa contribuire all’avanzamento della conoscenza senza sostituire la necessità di verificare, interpretare e discutere criticamente ogni risultato.
Una sfida che riguarda soprattutto le nuove generazioni di ricercatori, chiamate a operare in un mondo scientifico nel quale le possibilità tecnologiche crescono rapidamente, ma nel quale rimangono irrinunciabili il rigore del metodo, la libertà dell’indagine e la responsabilità verso la società.

