Caserta, appalti rifiuti e inchiesta antimafia: prescrizione per l’ex sindaco Carlo Marino e altri quattro imputati

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Caserta (Redazione) — La prima sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Sergio Enea, ha dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino e di altri quattro imputati: Nicola Mottola, Pasquale Vitale, Marcello Iovino e Biagio Bencivenga.

La loro posizione, separata dal procedimento principale, si è conclusa con l’estinzione del reato contestato di turbata libertà nella scelta del contraente.

Prosegue invece il filone centrale del processo, nato da un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che vede imputati Carlo Savoia, Gennaro Cardone, Angelo Egisto, l’ex comandante della polizia municipale di Curti Igino Faiella, oltre a Michele Fontana, Carmine Gallo, Anna Scognamiglio ed Ernesto Scamardella. La prossima udienza è stata fissata per il mese di luglio.

Al centro dell’indagine vi sono presunte irregolarità nelle gare d’appalto relative alla gestione dei rifiuti in diversi comuni del Casertano, tra cui Caserta e Curti. Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dai magistrati antimafia, gli affidamenti sarebbero stati orientati a favore della Xeco, società ritenuta riconducibile a Carlo Savoia, attraverso la presunta complicità di amministratori pubblici e funzionari.

La vicenda giudiziaria si intreccia inoltre con il precedente scioglimento del Comune di Caserta per infiltrazioni mafiose, disposto dal Ministero dell’Interno e successivamente confermato sia dal TAR del Lazio sia dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha dichiarato l’incandidabilità di Carlo Marino per due tornate elettorali.

L’ex sindaco ha presentato ricorso sia al Consiglio di Stato sia alla Corte d’Appello.

Nel procedimento si sono costituiti parti civili i Comuni di Caserta, Aversa e Curti.