Caserta (te. po.) – Tredici anni di battaglie giudiziarie, udienze, testimonianze e approfondimenti investigativi si sono conclusi con una piena assoluzione. Il Tribunale di Civitavecchia ha prosciolto un avvocato casertano dalle gravi accuse di violenza sessuale e stalking, accertando che i fatti contestati non si sono mai verificati. A difenderlo, per l’intera durata del procedimento, è stato l’avvocato Mario Corsiero.
La vicenda trae origine dal 13 febbraio 2015, quando il professionista casertano D.C., all’epoca residente a Roma, si sarebbe recato all’aeroporto di Fiumicino per attendere una donna di origini colombiane, di ritorno da un viaggio tra Cuba e la Colombia, su esplicita richiesta della stessa, per accompagnarla a Caserta.
Secondo la versione fornita dalla donna, una volta salita in automobile, l’uomo avrebbe abusato sessualmente di lei. L’accusatrice sosteneva inoltre di essere perseguitata da tempo dal professionista, che, a suo dire, la seguiva nei suoi spostamenti, la attendeva in diversi luoghi, persino in chiesa, e che tale situazione l’aveva costretta addirittura a cambiare abitazione. Riferiva, inoltre, che quella stessa sera era rimasta chiusa fuori casa e che si era reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco di Caserta per consentirle di rientrare nell’abitazione.
La denuncia venne presentata circa un mese dopo i presunti fatti, dietro consiglio, secondo quanto dichiarato dalla donna, di un sacerdote e supportata da una certificazione medica.
Il procedimento ha attraversato diverse sedi giudiziarie: inizialmente incardinato presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, successivamente trasferito a Roma e infine approdato a Civitavecchia, unico foro territorialmente competente per i fatti che si sarebbero verificati nell’area di Fiumicino.
Qui il processo si è protratto per oltre dodici anni, durante i quali alcune amiche della donna hanno reso testimonianza a suo favore. A ribaltare completamente il quadro accusatorio sono state però le indagini difensive.
Gli accertamenti svolti hanno infatti dimostrato che la donna non aveva cambiato abitazione per sottrarsi al professionista, bensì perché sfrattata dagli eredi del suo ex marito. Nessun sacerdote risultava averle consigliato di presentare denuncia. Soprattutto, i Vigili del Fuoco di Caserta non avevano effettuato alcun intervento nella serata del 13 febbraio 2015.
Tutti gli elementi indicati dalla donna a sostegno delle proprie accuse si sono rivelati, alla verifica processuale, privi di riscontro e non corrispondenti al vero.
Il Tribunale di Civitavecchia ha quindi accolto la documentazione prodotta dalla difesa, ritenendo inattendibile il racconto dell’accusatrice, costituitasi anche parte civile nel processo.
Per il professionista casertano è così arrivata la piena assoluzione, che pone fine a una lunga e complessa vicenda giudiziaria e gli restituisce serenità sul piano personale e professionale dopo oltre tredici anni di sofferenza e incertezza.

