Caserta, cava Iuliano a San Clemente: la Provincia smentisce il parere favorevole, Colombiano chiede chiarezza

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– L’ente provinciale interviene sul progetto di dismissione, recupero e riuso del piazzale della cava in località Monte: nessuna autorizzazione è stata rilasciata e il procedimento relativo al vincolo idrogeologico è ancora in corso. Con una nota dell’8 ottobre richieste alla Regione Campania ulteriori integrazioni tecniche e documentali

– Il presidente Anacleto Colombiano respinge le ricostruzioni che attribuiscono alla Provincia un assenso mai espresso e richiama al rispetto delle competenze amministrative: «I cittadini hanno diritto a conoscere la verità dei fatti». L’invito a evitare strumentalizzazioni politiche in vista delle elezioni comunali di Caserta

Caserta (Redazione) – La tutela del territorio non può diventare terreno di equivoci amministrativi né prestarsi a interpretazioni che anticipino decisioni mai assunte. È con questa posizione che la Provincia di Caserta interviene sulla vicenda della cava Iuliano, situata in località Monte, nella frazione di San Clemente, per chiarire la propria posizione rispetto al progetto di dismissione, recupero e riuso del piazzale dell’area estrattiva.

L’ente provinciale smentisce categoricamente di aver espresso un parere tecnico favorevole sull’intervento, precisando che il procedimento autorizzativo di propria competenza non si è ancora concluso.

Una puntualizzazione che arriva dopo le notizie diffuse nei giorni scorsi e che mira a distinguere le effettive responsabilità amministrative della Provincia dalle valutazioni spettanti ad altri organismi coinvolti nell’iter.

Al centro della questione figura il procedimento autorizzativo unico regionale, nell’ambito del quale la Provincia esercita specifiche funzioni delegate dalla Regione Campania in materia di vincolo idrogeologico.

La competenza dell’ente riguarda, in particolare, l’eventuale autorizzazione alla modifica della destinazione d’uso dei terreni interessati dall’intervento, limitatamente agli aspetti connessi alla tutela idrogeologica.

Non si tratta, dunque, di una valutazione generale sull’intero progetto da esprimere in sede di conferenza dei servizi, bensì di un’istruttoria tecnica finalizzata a stabilire se sussistano le condizioni per concedere o negare l’autorizzazione di competenza provinciale.

Una distinzione sostanziale, sulla quale l’amministrazione ritiene necessario richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica.

La Provincia precisa infatti che, allo stato attuale, non è stato adottato alcun provvedimento conclusivo, né favorevole né contrario.

A confermare il carattere ancora aperto dell’istruttoria è una nota datata 8 ottobre 2026, indirizzata alla Regione Campania, Ufficio Speciale Valutazioni Ambientali, e trasmessa per conoscenza alla società Iuliano S.r.l.

Con tale comunicazione, gli uffici provinciali hanno richiesto una serie di integrazioni documentali considerate indispensabili per procedere alle valutazioni di competenza.

Tra gli elaborati richiesti figurano rappresentazioni grafiche dettagliate delle superfici effettivamente interessate dall’intervento, approfondimenti tecnici sulle opere funzionali al progetto di riuso e indicazioni specifiche relative ai gradoni previsti.

È stata inoltre richiesta l’eventuale autorizzazione paesaggistica, qualora necessaria in relazione alle caratteristiche dell’area e alla normativa applicabile.

La disponibilità di questi elementi viene ritenuta essenziale per consentire agli uffici di esaminare compiutamente gli effetti delle opere previste sotto il profilo del vincolo idrogeologico.

In assenza della documentazione integrativa, la Provincia sottolinea di non disporre ancora delle informazioni necessarie per completare l’istruttoria e assumere una determinazione definitiva.

L’iter resta pertanto aperto, in attesa degli approfondimenti richiesti.

Nell’ambito del procedimento complessivo dovrà essere acquisito anche il contributo dell’ufficio regionale competente, chiamato a pronunciarsi sugli aspetti rientranti nelle proprie attribuzioni.

Il chiarimento assume particolare rilevanza in considerazione della delicatezza della materia, che coinvolge la trasformazione e il recupero di un’area interessata da attività estrattive, con implicazioni per la tutela ambientale e la salvaguardia del territorio.

A intervenire direttamente è il presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, che rivendica la necessità di una comunicazione istituzionale rigorosa, fondata esclusivamente sugli atti amministrativi.

«Abbiamo ritenuto doveroso questo chiarimento tecnico e istituzionale perché i cittadini hanno diritto a conoscere la verità dei fatti e a essere informati correttamente su un procedimento che riguarda un tema delicato come la tutela del territorio».

Il presidente sottolinea come la posizione dell’ente debba essere ricostruita attraverso le competenze effettivamente esercitate e i documenti ufficiali, evitando interpretazioni che possano alimentare confusione.

«La posizione della Provincia deve essere rappresentata sulla base degli atti e delle competenze effettive dell’Ente, non attraverso ricostruzioni che rischiano di generare confusione nell’opinione pubblica».

Il chiarimento assume anche una dimensione politica, alla luce del confronto che accompagna la fase preparatoria delle prossime elezioni comunali di Caserta.

Su questo versante, Colombiano invita a non trascinare l’amministrazione provinciale all’interno di contrapposizioni estranee al lavoro tecnico degli uffici.

«La campagna elettorale per il Comune di Caserta non può diventare l’occasione per coinvolgere la Provincia in polemiche o strumentalizzazioni politiche che nulla hanno a che vedere con il lavoro degli uffici e con la necessità di garantire trasparenza, tutela ambientale e salvaguardia della salute dei cittadini».

Un richiamo che il presidente accompagna alla necessità di distinguere le valutazioni politiche dai procedimenti amministrativi, nei quali ogni determinazione deve essere assunta sulla base della documentazione acquisita e delle disposizioni normative.

«Su questioni così importanti occorrono serietà, rispetto delle procedure e chiarezza delle responsabilità. Nessuna valutazione può essere attribuita alla Provincia se non corrisponde agli atti ufficiali».

Il vertice dell’amministrazione provinciale ribadisce quindi che l’ente continuerà a operare entro i limiti delle proprie attribuzioni, senza anticipare conclusioni né assumere posizioni non supportate dall’istruttoria.

«Il nostro compito è agire nell’ambito delle competenze assegnateci, sulla base della documentazione disponibile e nel rispetto delle norme».

La Provincia conferma infine che nessun parere tecnico favorevole è stato espresso in sede di conferenza dei servizi e che la procedura relativa al vincolo idrogeologico rimane in fase di valutazione.

Secondo quanto precisato dall’ente, questa ricostruzione potrà essere verificata anche attraverso il verbale ufficiale della riunione, che consentirà di accertare il contenuto degli interventi e delle posizioni formalmente assunte.

La vicenda della cava Iuliano resta dunque aperta sul piano amministrativo, in attesa delle integrazioni richieste e delle successive determinazioni degli organismi competenti.

Al di là delle polemiche, emerge una questione di principio che riguarda il rapporto tra istituzioni, informazione e cittadini: la necessità di distinguere con precisione ciò che è stato richiesto, ciò che è ancora oggetto di valutazione e ciò che è stato effettivamente autorizzato.

Una distinzione tutt’altro che formale, soprattutto quando le decisioni interessano il territorio, l’ambiente e la salute pubblica.

La credibilità delle istituzioni si costruisce anche attraverso la trasparenza dei procedimenti e il rispetto delle responsabilità, mentre il confronto pubblico può essere realmente utile alla comunità soltanto quando prende le mosse da fatti verificabili e da atti amministrativi inequivocabili.