– Martedì 6 ottobre alle 16, nella Biblioteca Diocesana di Caserta, Aspri d’Autore presenta “Storia di una famiglia imperfetta” di Luca Trapanese: un incontro dedicato alle relazioni, all’inclusione e alle molteplici forme che può assumere una famiglia
– Alle 17.30, alla Mondadori Bookstore di Maddaloni, Raffaella Alois presenta “Schiavi moderni. Il metodo invisibile dello sfruttamento”: giornalismo, testimonianza e riflessione per accendere i riflettori sulle nuove forme di subordinazione
Caserta (Redazione) – I libri acquistano una forza particolare quando smettono di limitarsi al racconto e costringono il lettore a interrogare categorie che sembravano acquisite. Famiglia, diversità, dignità, libertà e sfruttamento appartengono a universi apparentemente distanti, ma diventano domande rivolte alla stessa società nei due appuntamenti culturali in programma martedì 6 ottobre tra Caserta e Maddaloni.
Alle ore 16, nella Biblioteca Diocesana di Caserta, l’associazione Aspri d’Autore Aps presenta “Storia di una famiglia imperfetta” di Luca Trapanese.
A moderare e dialogare con l’autore sarà Adele Vairo, dirigente scolastica del Liceo Manzoni e presidente provinciale e vicepresidente regionale Anp. L’incontro sarà accompagnato da un intermezzo musicale degli allievi dell’Accademia Musicale Città di Caserta Yamaha Music School.
I saluti saranno affidati a Gaetano Ippolito, presidente di Aspri d’Autore Aps, e Ottavia Patrizia Santo, vicepresidente dell’associazione.
Il programma prevede inoltre gli interventi di Lia Pannitti, presidente del Comitato Unicef Caserta, Rossana Ferraro, responsabile distrettuale New Voices Lions International, Francesco Urraio, coordinatore regionale Area Campania New Voices Lions International 108Ya, Alfonso Liccardo, Vincenzo Scalzone, Monica Ippolito e Stefano D’Alterio.
La presentazione del volume di Luca Trapanese diventa così occasione per riflettere sul concetto stesso di famiglia e sulle sue trasformazioni, collocando al centro le relazioni umane e il valore dell’accoglienza.
Alla parola scritta si affiancherà anche l’arte. La giornata ospiterà infatti la kermesse di arte contemporanea, fotografia e scultura “L’amore che resta”, curata da Mino Iorio, professore critico e storico dell’arte, e organizzata da Ottavia Patrizia Santo, con la partecipazione di numerosi artisti.
Poco più tardi il baricentro culturale della giornata si sposterà a Maddaloni.
Alle 17.30, alla Mondadori Bookstore di piazza Umberto I 16/17, sarà presentato “Schiavi moderni. Il metodo invisibile dello sfruttamento” di Raffaella Alois.
Già il titolo individua il terreno sul quale si svilupperà il confronto: quello delle forme contemporanee di sfruttamento e dei meccanismi, spesso meno immediatamente riconoscibili, attraverso i quali possono prodursi condizioni di subordinazione.
Insieme all’autrice interverranno don Antonio Traviso, parroco di Santa Sofia a Maddaloni, il giornalista e analista geopolitico Domenico Letizia, la giornalista di BelvedereNews 2.0 Anna Rita Canone e lo scrittore Giuseppe Vozza.
La presentazione sarà accompagnata anche dalla musica di Anna Rotaniello, al flauto traverso, e Enrico Varriano, alla chitarra. Parteciperanno inoltre Michail Benois Letizia, indicato nella locandina come ideatore della rassegna, e le rappresentanti della Mondadori Bookstore Maddaloni Ilaria e Antonella.
Due appuntamenti differenti per argomento e impostazione, accomunati tuttavia dalla volontà di attribuire al libro una funzione che vada oltre la semplice presentazione editoriale.
A Caserta il racconto di Luca Trapanese conduce verso il significato delle relazioni, dell’accoglienza e di una famiglia sottratta alla pretesa della perfezione; a Maddaloni Raffaella Alois porta invece l’attenzione su un termine antico, “schiavitù”, accostandolo alle dinamiche del nostro tempo.
Due prospettive che finiscono per incontrarsi attorno alla medesima questione: la dignità della persona.
La funzione più autentica di simili appuntamenti culturali è questa. Un libro non modifica da solo la realtà, ma può cambiare il punto dal quale la osserviamo. E qualche volta basta spostare lo sguardo per cominciare a riconoscere ciò che, pur essendo davanti ai nostri occhi, avevamo smesso di vedere.

