– Al convegno promosso dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, insieme agli Ordini professionali campani, il presidente Luigi Pagliuca richiama la necessità di garantire pensioni adeguate e maggiore assistenza agli iscritti. L’Ente rivendica una sostenibilità finanziaria su un orizzonte di cinquant’anni
– Tra i protagonisti dell’incontro Pietro Raucci, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Caserta, e Matteo De Lise, presidente dell’Ordine di Napoli. Al centro del dibattito la regolarizzazione dei debiti contributivi, il welfare professionale e le opportunità per le nuove generazioni
Caserta/Napoli (Redazione) – Garantire pensioni adeguate, sostenere i professionisti nelle difficoltà economiche e rafforzare gli strumenti di assistenza durante l’intera vita lavorativa. Sono le principali questioni affrontate nel convegno «Previdenza Cnpr, pensioni, crediti contributivi e definizione agevolata», promosso dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei ragionieri e degli esperti contabili, in collaborazione con gli Ordini professionali di Napoli, Napoli Nord, Caserta, Nola e Torre Annunziata.
A delineare le prospettive del sistema previdenziale è stato Luigi Pagliuca, presidente della Cassa, che ha richiamato la necessità di accompagnare l’equilibrio finanziario con prestazioni pensionistiche capaci di assicurare un’adeguata tutela economica agli iscritti.
Secondo Pagliuca, l’Ente dispone oggi di una stabilità finanziaria proiettata su cinquant’anni, ma la sostenibilità dei conti deve tradursi anche in servizi concreti per i professionisti.
Le difficoltà attraversate dal lavoro autonomo, aggravate dalle tensioni internazionali e dalle ricadute sull’economia, rischiano infatti di ridurre la capacità contributiva e, conseguentemente, l’importo delle pensioni future.
Particolare rilievo ha assunto la partecipazione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Caserta, rappresentato dal presidente Pietro Raucci, intervenuto nell’apertura dei lavori.
A fare gli onori di casa è stato Matteo De Lise, presidente dell’Ordine di Napoli, che ha sottolineato l’importanza di considerare i versamenti previdenziali come un investimento destinato a garantire sicurezza economica nel tempo.
Il confronto ha affrontato anche la gestione dei patrimoni delle Casse, chiamate a conciliare rendimento, prudenza finanziaria e rafforzamento delle prestazioni assistenziali.
Tra gli argomenti centrali, la definizione agevolata delle posizioni contributive irregolari, illustrata da Rosa Santoriello, consigliera d’amministrazione della Cnpr.
Lo strumento consente agli iscritti interessati di regolarizzare i debiti attraverso agevolazioni su sanzioni e interessi, accompagnate da modalità di pagamento rateale.
Rita Cecchinato, delegata della Cassa, ha richiamato l’attenzione sui rischi connessi alle irregolarità contributive, che possono incidere sul diritto alla pensione e sulle tutele riconosciute ai familiari.
Ampio spazio è stato riservato anche alle nuove generazioni. Arcangelo Sessa, delegato Cnpr e consigliere dell’Ordine napoletano, ha evidenziato la necessità di rendere maggiormente attrattiva la professione, attraverso informazione, servizi e prospettive previdenziali affidabili.
Sull’evoluzione del welfare professionale è intervenuto Renato Polise, mentre Stefano De Fenza ha invitato gli iscritti a verificare tempestivamente la propria posizione contributiva. Antonio Moltelo ha sottolineato il valore degli incontri informativi.
I lavori, moderati da Luigi Scognamiglio, coordinatore Cnpr della Campania, hanno registrato anche gli interventi introduttivi di Domenico Molisso, Giuseppe Crescitelli e Francesco Corbello, presidenti degli Ordini di Nola, Torre Annunziata e Napoli Nord.
Gli approfondimenti tecnici sono stati affidati ai funzionari Lucio Pasqualini e Massimiliano Zolo.
Dal confronto tra Caserta, Napoli e gli altri territori campani emerge una questione centrale: la solidità finanziaria degli enti previdenziali rappresenta una condizione necessaria, ma il valore delle tutele si misura soprattutto nella loro capacità di accompagnare concretamente i professionisti.
Costruire una pensione adeguata significa proteggere non soltanto il futuro economico di una categoria, ma anche la dignità del lavoro lungo tutte le stagioni della vita.

