Goletta Verde accende i riflettori sul litorale tra Caserta e Napoli: Regi Lagni ancora oltre i limiti, ma quattro punti su cinque risultano nella norma

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Caserta/Napoli (Redazione) – Il mare continua a raccontare ciò che spesso rimane invisibile sulla terraferma. Dietro l’apparente quiete delle onde si celano infatti gli effetti di una rete di depurazione che, in diversi tratti della Campania, continua a mostrare fragilità strutturali. È questo il quadro che emerge dall’edizione 2026 del monitoraggio di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al controllo dello stato di salute delle acque costiere, presentata oggi a Napoli al termine della tappa campana dell’iniziativa.

L’indagine ha interessato complessivamente 31 punti distribuiti lungo le coste delle province di Caserta, Napoli e Salerno. Di questi, 16 sono risultati entro i limiti di legge, mentre i restanti 15 hanno evidenziato concentrazioni superiori ai parametri previsti per Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, i due indicatori microbiologici utilizzati per valutare la qualità delle acque. Nel dettaglio, il 13% dei campioni è stato classificato come “inquinato”, mentre il 35% ha ottenuto il giudizio di “fortemente inquinato”.

Secondo Legambiente, il dato più significativo riguarda la localizzazione delle criticità. Quasi tutti i punti che hanno superato i limiti coincidono con foci di fiumi, canali o scarichi, circostanza che continua a evidenziare le difficoltà del sistema depurativo regionale. A questo si aggiunge un altro elemento ritenuto preoccupante dagli ambientalisti: nel 91% dei siti monitorati mancavano i cartelli informativi sulla qualità delle acque di balneazione, uno strumento considerato fondamentale per garantire un’adeguata informazione ai cittadini.

Per quanto riguarda la provincia di Caserta, il quadro appare sensibilmente migliore rispetto ad altre aree della regione. I tecnici di Goletta Verde hanno effettuato cinque campionamenti lungo il litorale e soltanto uno è risultato fortemente inquinato: il tratto di mare in corrispondenza della foce dei Regi Lagni, nel territorio di Castel Volturno. Gli altri quattro punti analizzati sono invece risultati entro i limiti di legge: il mare presso la foce del canale in località Baia Domizia, nel comune di Sessa Aurunca; la foce del canale Fiumarella a Mondragone; il tratto antistante l’emissario del Lago Patria, sempre a Castel Volturno; e la foce del fiume Savone a Mondragone.

Più complessa la situazione nelle altre province costiere. Nel Napoletano sono stati esaminati 14 punti, quattro dei quali oltre i limiti, con criticità concentrate soprattutto alla foce del canale di Licola, all’alveo Volla e alla foce del Sarno. Ancora più severo il quadro nel Salernitano, dove dieci dei dodici siti monitorati hanno fatto registrare valori superiori ai limiti consentiti, pari all’83% del totale provinciale.

Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati anche altri dati relativi al sistema della depurazione regionale. Secondo i controlli effettuati dall’Arpac nel 2025, circa il 41% degli impianti verificati è risultato non conforme ai requisiti previsti. In provincia di Caserta la percentuale di irregolarità si attesta al 15%, inferiore rispetto ad Avellino, Benevento e Salerno, ma comunque indicativa della necessità di proseguire gli interventi di adeguamento. Inoltre, i dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica indicano che in Campania sono ancora 116 gli agglomerati urbani interessati da procedure di infrazione comunitaria per il mancato rispetto della normativa sulla depurazione delle acque reflue; di questi, 18 ricadono nella provincia di Caserta.

«La fotografia che il nostro monitoraggio ci restituisce è complessa», ha dichiarato Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania, sottolineando come permangano numerose criticità sia sul fronte delle analisi microbiologiche sia su quello della copertura dei sistemi depurativi. La responsabile dell’associazione ha ribadito la necessità di rendere il potenziamento della rete fognaria e degli impianti di depurazione una priorità delle politiche pubbliche regionali.

Sulla stessa linea anche Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde, che ha ricordato come la campagna non abbia lo scopo di sostituire i controlli ufficiali sulla balneazione, bensì quello di individuare le situazioni più critiche e sollecitare interventi risolutivi da parte delle istituzioni competenti.

Il monitoraggio 2026 consegna dunque una fotografia fatta di ombre e segnali incoraggianti. Se il litorale casertano mostra complessivamente risultati migliori rispetto ad altre aree della Campania, la persistente criticità della foce dei Regi Lagni ricorda che la tutela del mare non può esaurirsi nei controlli periodici. La qualità delle acque rappresenta infatti il riflesso dello stato di salute dell’intero territorio: proteggere fiumi, depuratori e reti fognarie significa custodire un patrimonio ambientale che appartiene non soltanto alla stagione balneare, ma anche al futuro delle comunità costiere.