Caserta, grosso ramo crolla sulla strada alla Reggia: tragedia sfiorata, ora ricognizione sugli alberi a rischio

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– Il cedimento da un albero del Parco Reale ha invaso via Santorio, interrompendo la circolazione e provocando pesanti ripercussioni sul traffico. Nessuna automobile o persona coinvolta, sul posto i vigili del fuoco

– Il direttore ad interim Antonio Tarasco annuncia un piano di ricognizione e interventi sulle situazioni di effettivo pericolo: «La sicurezza dei visitatori e dei cittadini rappresenta la priorità»

Caserta (Redazione) – A volte basta il caso a separare un inconveniente da una tragedia. Un grosso ramo si stacca, precipita sulla carreggiata e occupa completamente una strada; pochi istanti, nessun veicolo nel punto dell’impatto e nessun pedone lungo la traiettoria. È quanto accaduto ieri a Caserta, lungo via Santorio, dove il cedimento di una parte di un albero del Parco Reale ha riportato al centro dell’attenzione la sicurezza del patrimonio arboreo della Reggia.

L’episodio si è verificato intorno alle 13. Una porzione del fusto si è abbattuta sulla strada che dal ponte di Ercole conduce verso via Ruggiero e corso Giannone, interrompendo completamente la circolazione.

Le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi. Nel momento del cedimento, infatti, non transitavano automobili né pedoni e nessuno è rimasto coinvolto.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale, impegnati nelle operazioni necessarie a rimuovere dalla carreggiata la parte dell’albero precipitata sull’asfalto.

L’intervento, tuttavia, non ha consentito l’immediato ripristino della circolazione. All’interno del perimetro del Parco Reale è infatti rimasta una parte dell’alberatura ancora in piedi, ma danneggiata e potenzialmente pericolosa, rendendo necessario un ulteriore intervento di messa in sicurezza.

La Polizia municipale si è occupata della rimozione della porzione pericolante rimasta all’interno del parco, mentre via Santorio è rimasta temporaneamente chiusa al traffico in attesa del completamento delle operazioni e dell’eliminazione delle condizioni di rischio.

Il cedimento riapre inevitabilmente una questione che da tempo accompagna il patrimonio verde della Reggia: quella della sicurezza degli alberi e della necessità di individuare tempestivamente gli esemplari o le porzioni che presentano condizioni di fragilità.

Un tema già oggetto di confronto e, in passato, anche di polemiche legate agli interventi di taglio lungo la via dell’Acqua.

Quanto accaduto assume maggiore rilievo anche perché, secondo quanto riportato, nella mattinata non si sarebbero registrate condizioni meteorologiche particolarmente severe. Il vento che ha interessato Caserta non sarebbe stato infatti di intensità tale da spiegare da solo il cedimento.

Poche raffiche sarebbero dunque bastate a provocare il distacco di una parte consistente di un albero che mostrava evidenti condizioni di fragilità. Un episodio che segue, peraltro, quello verificatosi pochi mesi fa con il crollo di un altro esemplare.

La direzione della Reggia ha avviato nelle ultime settimane un lavoro preliminare di ricognizione finalizzato a individuare le situazioni che presentano maggiore urgenza e a stabilire le priorità degli interventi.

Il direttore generale ad interim Antonio Tarasco ha spiegato che, una volta conclusa questa fase, si entrerà già dalla prossima settimana nella parte operativa, predisponendo gli atti necessari per intervenire sulle situazioni considerate pericolose.

La linea annunciata non prevede un’azione indiscriminata sul patrimonio arboreo del Parco Reale, ma interventi mirati sulla base delle effettive condizioni degli alberi.

«Naturalmente questo non significa voler andare oltre il necessario. Abbiamo lavorato cercando di seguire un criterio, individuiamo esattamente le fasce di pericolo presenti e interverremo su quelle situazioni di effettivo e reale pericolo, quindi non oltre il necessario per garantire l’incolumità degli utenti del parco e dei cittadini al di fuori delle sue mura».

Il principio indicato dalla direzione è dunque quello di coniugare due esigenze che devono necessariamente procedere insieme: conservare un patrimonio verde di straordinario valore storico e paesaggistico e garantire, nello stesso tempo, condizioni di sicurezza per quanti frequentano quotidianamente il complesso vanvitelliano e le strade che ne costeggiano il perimetro.

«Gli alberi crescono, invecchiano e vanno sostituiti», ha osservato ancora Tarasco, ribadendo come la tutela dell’incolumità dei visitatori e dei cittadini debba rappresentare una priorità.

Il cedimento ha avuto conseguenze immediate anche sulla viabilità cittadina. La chiusura di via Santorio ha infatti sottratto alla circolazione uno dei collegamenti utilizzati dagli automobilisti provenienti dal ponte di Ercole e diretti verso il centro.

Il traffico è stato quindi deviato sugli altri assi di ingresso, a partire dal ponte di Sala, dalla variante Anas e dall’Appia, con conseguenze anche sulla viabilità del vicino comune di Casagiove.

Una redistribuzione dei flussi che si è inserita in una situazione già resa più complessa dalla chiusura di via Tanucci e di via Laviano, determinando ripercussioni su diversi quadranti della città e richiedendo un ulteriore impegno della Polizia municipale.

Resta ora soprattutto la questione della prevenzione. Il patrimonio arboreo della Reggia costituisce una componente insostituibile dell’identità del complesso, ma proprio il suo valore impone controlli capaci di accompagnarne l’evoluzione naturale e di riconoscere per tempo le condizioni di rischio.

Proteggere un albero storico e proteggere chi gli passa accanto non sono obiettivi contrapposti. La vera sfida consiste nel trovare l’equilibrio tra conservazione e sicurezza, intervenendo dove necessario senza trasformare la prudenza in un indiscriminato impoverimento del verde.

Il cedimento di via Santorio, fortunatamente senza conseguenze per le persone, consegna dunque un avvertimento che sarebbe sbagliato ignorare: quando il pericolo diventa visibile soltanto dopo una caduta, la prevenzione è già arrivata in ritardo.