– L’inchiesta avrebbe ricostruito un’attività di spaccio sviluppatasi nell’arco di meno di tre mesi: contestate consegne in diverse zone della città e vendite che in alcuni casi avrebbero raggiunto i 50 grammi di stupefacente
– Tra gli episodi al centro degli accertamenti anche la presunta cessione di mezzo chilo di hashish per 2mila euro. Al minorenne è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari
Caserta (Redazione) – Una casa che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe diventata uno dei punti di riferimento per un giro di hashish sviluppatosi tra viale Lincoln e diverse zone di Caserta. Al centro dell’inchiesta un ragazzo di appena 17 anni, nei confronti del quale è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Il minorenne è accusato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.
Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire un’attività protrattasi per meno di tre mesi e caratterizzata, secondo l’ipotesi accusatoria, da numerosi contatti e consegne.
Sarebbero circa trenta i clienti individuati nel corso dell’attività investigativa.
Le presunte cessioni non sarebbero avvenute esclusivamente nell’abitazione situata nella zona di viale Lincoln, ma anche in altri punti della città.
L’inchiesta avrebbe inoltre fatto emergere quantitativi differenti di hashish ceduti nel corso del periodo preso in esame.
In alcuni episodi sarebbero state vendute quantità fino a 50 grammi, per corrispettivi che si sarebbero aggirati intorno ai 250 euro.
Ma è soprattutto una delle operazioni contestate ad aver attirato l’attenzione degli investigatori per le dimensioni della presunta compravendita.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il diciassettenne avrebbe ceduto all’interno dell’abitazione un intero panetto di hashish del peso di circa mezzo chilogrammo.
Per quella fornitura sarebbero stati corrisposti 2mila euro in contanti.
Un quantitativo sensibilmente superiore rispetto alle singole dosi destinate normalmente al consumo personale e che avrebbe spinto gli investigatori a prendere in considerazione anche l’ipotesi di successive cessioni al dettaglio da parte degli acquirenti.
L’abitazione di viale Lincoln avrebbe dunque assunto, secondo quanto ricostruito durante le indagini, un ruolo significativo nell’attività contestata al giovane.
Il procedimento entra adesso in una nuova fase.
Al diciassettenne, assistito dall’avvocato Nello Sgambato, è stato infatti notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Un passaggio procedurale che non equivale naturalmente a una condanna e che consente alla difesa di esercitare le facoltà previste dalla legge.
Potranno essere presentate memorie e documentazione, così come potrà essere richiesto l’interrogatorio del giovane.
Saranno successivamente gli organi competenti della giustizia minorile a valutare gli ulteriori sviluppi del procedimento.
La vicenda resta dunque interamente sottoposta al vaglio giudiziario e le contestazioni formulate nei confronti del diciassettenne dovranno essere verificate nelle successive fasi previste dall’ordinamento.
Al di là dell’esito processuale, l’inchiesta porta però nuovamente l’attenzione sulla diffusione dello spaccio anche tra fasce d’età molto giovani.
Ed è proprio l’età del ragazzo a rappresentare l’aspetto che più colpisce: diciassette anni, mentre gli investigatori gli contestano un’attività che avrebbe coinvolto decine di contatti e quantitativi di hashish in alcuni casi tutt’altro che marginali.
Sarà la giustizia a stabilire responsabilità e dimensioni effettive della vicenda. Resta intanto l’immagine inquietante di una presunta rete di stupefacenti che, secondo l’accusa, avrebbe avuto il proprio centro operativo dietro la porta di una normale abitazione cittadina.

