Caserta, il caporalato cambia volto: alla Mondadori il nuovo libro di Raffaella Alois sullo sfruttamento nel lavoro contemporaneo

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– Giovedì 5 novembre alle 17.30, nella libreria di via Crispo 11, la presentazione del volume che indaga un fenomeno capace di attraversare agricoltura, edilizia, lavoro domestico e femminile, gig economy, e-commerce, rider e alta moda

– Con l’autrice interverranno Carmen Di Carluccio e Luigi Ferraiuolo. A coordinare l’incontro sarà Pasquale Iorio: al centro del confronto dignità della persona, nuove tecnologie e trasformazioni dello sfruttamento lavorativo

Caserta (Redazione) – Lo sfruttamento cambia abito, linguaggio e strumenti, ma non necessariamente la propria natura. Può nascondersi nei campi e nei cantieri, entrare nelle case, attraversare il lavoro femminile e arrivare fino alle piattaforme digitali, alle consegne governate dagli algoritmi e persino alle vetrine apparentemente lontane del lusso. Il caporalato contemporaneo non appartiene più soltanto all’immagine tradizionale del bracciante reclutato illegalmente: è diventato un fenomeno capace di adattarsi alle trasformazioni dell’economia.

Su questa metamorfosi concentra la propria attenzione il nuovo libro di Raffaella Alois, che sarà presentato a Caserta giovedì 5 novembre alle 17.30 alla Mondadori Bookstore di via Crispo 11.

Un incontro che porterà nel cuore della città una riflessione su uno dei nodi più complessi del mercato del lavoro contemporaneo: il rapporto tra produzione, profitto, tecnologia e dignità della persona.

Alois torna infatti ad analizzare le dinamiche del caporalato e dello sfruttamento lavorativo adottando una prospettiva volutamente ampia e trasversale.

Lo sguardo parte dal bracciantato agricolo, il settore al quale storicamente viene associato il fenomeno, ma supera rapidamente i suoi confini.

L’indagine si estende all’edilizia, al lavoro domestico e a quello femminile, fino a raggiungere alcune delle forme occupazionali che più caratterizzano l’economia degli ultimi anni.

Entrano così nel campo dell’analisi la gig economy, l’e-commerce e il mondo dei rider, espressioni di un mercato nel quale velocità, flessibilità e innovazione hanno modificato profondamente l’organizzazione del lavoro.

Il caporalato emerge da questa lettura come un fenomeno poliedrico e camaleontico, capace di adattarsi ai differenti contesti produttivi e di assumere forme meno immediatamente riconoscibili rispetto al passato.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda proprio il rapporto con le nuove tecnologie.

L’innovazione, anziché determinare automaticamente il superamento delle vecchie forme di sfruttamento, può diventare essa stessa uno strumento attraverso il quale alcuni meccanismi vengono riprodotti, intensificati o resi meno visibili.

La questione investe direttamente anche la progressiva disumanizzazione dei rapporti di lavoro.

Dietro piattaforme, sistemi automatizzati, tempi di consegna e organizzazioni produttive sempre più complesse rimane infatti la persona, con i propri diritti, il proprio tempo e la propria dignità.

Il libro estende l’attenzione persino al settore dell’alta moda, mostrando quanto le dinamiche dello sfruttamento possano insinuarsi anche in realtà produttive apparentemente molto distanti dall’immaginario tradizionalmente associato al caporalato.

In questo quadro viene richiamato anche il cosiddetto «metodo Storari», che ha contribuito ad accendere l’attenzione su contesti e realtà considerate fino a quel momento difficilmente associabili a fenomeni di questo genere, compresi alcuni brand del lusso.

L’analisi conduce quindi a una questione che supera il solo terreno giudiziario o normativo.

Contrastare il caporalato significa certamente individuare e reprimere le condotte illegali, ma impone anche una riflessione più profonda sul sistema di valori che governa il mercato del lavoro.

La centralità esclusiva del profitto rischia infatti di trasformare la persona in una semplice componente del processo produttivo, valutata soltanto in relazione alla capacità di generare rendimento.

Da qui la necessità, sostenuta nel volume, di riportare al centro la dignità umana e il valore sociale del lavoro.

La presentazione casertana offrirà l’occasione per sviluppare questi temi attraverso un confronto che vedrà la partecipazione di Carmen Di Carluccio e Luigi Ferraiuolo, mentre Pasquale Iorio avrà il compito di coordinare l’incontro.

L’appuntamento alla Mondadori Bookstore diventa così qualcosa di più della presentazione di un volume.

È l’occasione per interrogarsi su quanto il mondo del lavoro sia realmente cambiato e, soprattutto, su quali aspetti dello sfruttamento abbiano semplicemente imparato a cambiare forma.

Dietro un algoritmo, una consegna, un cantiere, una casa, un campo o un capo d’alta moda rimane sempre la stessa questione essenziale: stabilire se il lavoro debba essere misurato soltanto attraverso ciò che produce oppure anche attraverso il rispetto dovuto alla persona che lo svolge.

Proprio qui la riflessione sul caporalato contemporaneo incontra la sua domanda più difficile: il progresso può dirsi davvero tale se, mentre cambiano gli strumenti della produzione, la dignità di chi lavora continua a essere considerata negoziabile?