Caserta, il Codice Borbonico rivive in musica a San Leucio: tre serate al Belvedere per celebrare i 250 anni della colonia

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Caserta (Redazione) – La storia di San Leucio torna sul palcoscenico attraverso il linguaggio del teatro e della musica popolare. Dal 28 al 30 luglio, con inizio alle 20.45, il cortile Ferdinando del Complesso monumentale del Belvedere ospiterà lo spettacolo “Origine della popolazione di San Leucio e suoi progressi fino al giorno d’oggi colle leggi corrispondenti al buon governo di essa”, iniziativa inserita nel programma delle celebrazioni per i 250 anni della fondazione della colonia borbonica.

L’evento, promosso dal Comune di Caserta e affidato al gruppo «AntiCanti – Musica popolare», propone una rilettura teatrale e musicale delle origini della comunità leuciana, ponendo al centro il patrimonio storico, culturale e sociale nato attorno all’antica manifattura della seta.

Lo spettacolo riprende un progetto ideato nel 1982 da Gianni Gugliotta con il Piccolo Teatro Città di Caserta, che all’epoca si trasformò in uno spettacolo teatrale, in un disco e in una tournée. Oggi quell’esperienza viene riproposta in una veste rinnovata, mantenendo però saldo il legame con il lavoro originario e con alcuni dei protagonisti di allora, oggi riuniti nel gruppo «AntiCanti», nato nel 2023 ma formato da artisti attivi da decenni nel panorama della musica popolare.

Il filo conduttore dell’opera è rappresentato dal Codice Leuciano, il sistema di norme introdotto da Ferdinando IV di Borbone per disciplinare la vita della colonia. Un modello che, per l’epoca, rappresentò un’esperienza innovativa grazie all’attenzione riservata all’istruzione, all’assistenza sociale, all’organizzazione del lavoro e ad alcuni principi di uguaglianza che fecero di San Leucio un esperimento unico nel panorama europeo del Settecento.

La narrazione alterna momenti teatrali e brani della tradizione popolare, offrendo al pubblico un racconto che intreccia vicende storiche e identità culturale. Le musiche portano la firma di Gianni D’Argenzio, Paolo Gugliotta e Fausto Mesolella, mentre il testo e l’adattamento sono stati curati da Mariateresa Carlà.

In scena si alterneranno Cinzia Carlà, Daniela Carlà, Mariateresa Carlà, Laura Diglio e Paolo Gugliotta, affiancati dall’ensemble musicale composto, tra gli altri, da Ferdinando Ghidelli, Gerry Marcello e Franco Natale, impegnati nella rielaborazione delle sonorità tradizionali, dalle tammurriate alla pizzica, attraverso nuovi arrangiamenti.

L’ingresso alle tre rappresentazioni sarà gratuito, ma i posti disponibili sono limitati. Per partecipare è necessaria la prenotazione tramite WhatsApp, indicando la data prescelta; gli inviti potranno poi essere ritirati presso la biglietteria.

L’iniziativa rappresenta uno degli appuntamenti più significativi dell’Anno Leuciano, non solo per il valore artistico della produzione, ma anche per la volontà di riportare al centro una delle pagine più originali della storia di Terra di Lavoro. Attraverso il teatro e la musica, la memoria della comunità di San Leucio continua infatti a dialogare con il presente, ricordando come cultura, lavoro e innovazione abbiano contribuito a costruire un modello che ancora oggi conserva un forte valore storico e civile.