– L’inagibilità dell’edificio chiude una lunga stagione della scuola casertana. Il dirigente Roberto Papa affida a una lettera il ricordo di generazioni di studenti, docenti e personale che hanno costruito l’identità dell’istituto
– Il nuovo anno scolastico segna anche l’accorpamento con il Ferraris: due storie della formazione cittadina confluiscono in una nuova realtà, mentre per il Mattei comincia il trasferimento verso Puccianiello
Caserta (Redazione) – Sessantacinque anni non si chiudono girando una chiave nella serratura. Restano nelle aule, nei corridoi, nelle fotografie di classe, nei registri ormai ingialliti e soprattutto nella memoria delle migliaia di persone che hanno attraversato una scuola trasformandola, giorno dopo giorno, in una parte della storia della città.
Per l’Istituto Mattei di Caserta finisce una lunga stagione.
La sede storica di via Settembrini, dopo 65 anni di attività, non accompagnerà più la vita quotidiana della comunità scolastica.
A determinarne l’abbandono è stata la dichiarazione di inagibilità dell’edificio disposta dalla Provincia di Caserta lo scorso luglio, dopo gli accertamenti tecnici sulle condizioni strutturali del complesso.
Il provvedimento aveva imposto la sospensione delle attività all’interno dei tre corpi di fabbrica che compongono il plesso.
La scuola, tuttavia, non scompare.
Cambia sede e, con l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027, cambia anche fisionomia istituzionale.
Il Mattei è infatti confluito con un altro storico istituto casertano, il Ferraris, dando vita alla nuova realtà scolastica “Mattei-Ferraris”.
Due percorsi educativi che hanno accompagnato per decenni la formazione tecnica e professionale del territorio vengono così riuniti sotto una sola identità.
Per il Mattei il trasferimento individuato interessa via Amendola, nel quartiere di Puccianiello, mentre l’organizzazione complessiva del nuovo istituto prevede la distribuzione delle attività nei diversi plessi.
Le comunicazioni ufficiali pubblicate in questi giorni portano già la denominazione Mattei-Ferraris, certificando l’avvio della nuova fase.
Dietro gli aspetti amministrativi e logistici rimane però la dimensione umana di un passaggio che inevitabilmente suscita emozione.
A raccontarla è il dirigente scolastico Roberto Papa, che ha affidato alla comunità una lunga lettera dedicata alla conclusione dell’esperienza nella sede di via Settembrini.
Parole che attraversano sessantacinque anni di scuola senza ridurli a una semplice successione di date.
Il Mattei viene ricordato soprattutto attraverso le persone che lo hanno abitato.
Migliaia di studenti hanno percorso quelle scale, occupato quelle aule, imparato un mestiere, scoperto capacità e inclinazioni, costruito competenze e preparato una parte decisiva del proprio futuro.
Accanto a loro generazioni di insegnanti hanno accompagnato adolescenti e giovani lungo un cammino che non coincide soltanto con programmi, verifiche ed esami.
Educare significa anche intercettare fragilità, riconoscere talenti, indicare possibilità.
Un pensiero particolare viene rivolto anche al personale Ata, presenza spesso discreta ma indispensabile nel funzionamento quotidiano di ogni comunità scolastica, e ai dirigenti che nel corso dei decenni hanno contribuito a definire l’identità dell’istituto.
La storia del Mattei, nella riflessione di Roberto Papa, appare dunque innanzitutto come una storia collettiva.
Studenti, professori, famiglie e personale hanno costruito nel tempo una trama fatta di relazioni, esperienze e piccoli gesti quotidiani.
Proprio questi ultimi, sommati anno dopo anno, hanno consentito alla scuola di diventare qualcosa di più di un edificio destinato all’istruzione.
Per molti il Mattei è stato un luogo di appartenenza.
Lo sa bene Roberto Papa, alla guida dell’istituto da quindici anni e protagonista di una parte significativa della sua storia più recente.
Il dirigente ha più volte sottolineato, anche dopo la dichiarazione di inagibilità dello scorso luglio, un concetto fondamentale: a chiudere è l’edificio, non la scuola.
Una distinzione tutt’altro che formale.
Gli edifici custodiscono la memoria, ma un’istituzione scolastica vive soprattutto nelle persone, nelle competenze e nella capacità di trasferire la propria identità anche altrove.
Il passaggio al Mattei-Ferraris rappresenta adesso la sfida.
L’accorpamento mette insieme due tradizioni importanti della scuola casertana e impone di costruire una nuova comunità senza disperdere le esperienze maturate dalle realtà che la compongono.
Per Caserta si apre così un anno scolastico particolare.
Da una parte rimane l’amarezza per l’abbandono di un luogo che ha accompagnato oltre mezzo secolo di vita cittadina; dall’altra si presenta la necessità di trasformare una difficoltà strutturale e organizzativa nell’occasione per immaginare una nuova stagione.
Via Settembrini resterà comunque legata al nome del Mattei.
Sessantacinque anni di lezioni, incontri, amicizie, esami, successi, difficoltà e speranze non vengono cancellati da un trasferimento.
Una scuola, del resto, possiede una strana forma di eternità: continua a vivere nelle vite di coloro che l’hanno frequentata.
Il Mattei lascia dunque la propria casa storica, ma porta con sé ciò che nessuna dichiarazione di inagibilità può chiudere dentro un verbale: la memoria di generazioni che tra quelle mura hanno imparato a immaginare il proprio futuro.

