– Residenti, commercianti e associazioni mobilitati in piazza Sant’Anna per chiedere interventi sul collegamento pedonale tra via De Martino, via Ferrarecce e via Acquaviva: raccolta firme e proposte indirizzate alle istituzioni
– Illuminazione, pulizia, manutenzione, videosorveglianza e opere strutturali tra le priorità. Dopo aggressioni e situazioni di degrado cresce la percezione di insicurezza e viene rilanciata la richiesta di una presenza istituzionale di prossimità
Caserta (Redazione) – Un sottopasso può sembrare soltanto un collegamento tra due punti della città. Diventa invece molto di più quando il suo abbandono finisce per raccontare la distanza tra un quartiere e le risposte che attende. Ad Acquaviva la questione della sicurezza torna al centro del dibattito cittadino e questa volta sono residenti, commercianti e associazioni a chiedere con forza che alle segnalazioni seguano interventi concreti.
Al centro della mobilitazione c’è il sottopasso pedonale che collega via De Martino, via Ferrarecce e via Acquaviva, infrastruttura utilizzata quotidianamente fino a pochi mesi fa e oggi, secondo quanto denunciato dai cittadini, divenuta difficilmente percorribile per l’assenza di illuminazione, la sporcizia, le infiltrazioni e una più generale condizione di degrado.
Come riporta anche la stampa cartacea, associazioni e comitati hanno allestito in piazza Sant’Anna una serie di stand con un duplice obiettivo: sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica e raccogliere firme a sostegno di una petizione che non si limita alla denuncia, ma avanza precise richieste operative.
Nel documento viene sottolineato come il sottopasso rappresenti un elemento cruciale per il quartiere e come le sue attuali condizioni determinino una situazione percepita come pericolosa. A pesare sono soprattutto la completa assenza di luce, gli allagamenti provocati dalle infiltrazioni e una condizione di insicurezza aggravata, secondo le testimonianze raccolte, dalla presenza di persone senza fissa dimora e da episodi di furti e aggressioni.
Le richieste rivolte al Comune sono puntuali: ripristino dell’illuminazione, verifica degli impianti elettrici e delle barriere di sicurezza, manutenzione delle pompe di sollevamento e realizzazione degli interventi strutturali necessari, anche in collaborazione con Rfi, per evitare il ripetersi degli allagamenti. Tra le proposte figura inoltre l’installazione di un sistema di videosorveglianza.
I promotori chiedono anche un patto di collaborazione tra il Comune e il comitato cittadino per una gestione condivisa dello spazio. L’obiettivo è sottrarre il sottopasso a una condizione di progressivo abbandono e restituirlo alla sua funzione originaria: consentire ai cittadini di attraversare il quartiere in condizioni dignitose e sicure.
Sul tema è intervenuto anche don Antonello Giannotti, parroco della chiesa di Nostra Signora di Lourdes. Il sacerdote ha richiamato la necessità di restituire ai cittadini un passaggio pulito, decoroso e sicuro, chiedendo alle istituzioni competenti il ripristino del sottopasso nel più breve tempo possibile, insieme a pulizia e manutenzione costanti, maggiori controlli e provvedimenti capaci di tutelare chi quotidianamente attraversa la zona.
Una posizione che amplia la questione oltre la semplice manutenzione di un’infrastruttura. Il problema investe infatti la vivibilità complessiva di Acquaviva, la percezione di sicurezza e il rapporto tra periferie urbane e istituzioni. I cittadini, sottolineano i promotori, non chiedono privilegi, ma servizi essenziali e risposte a problemi che incidono direttamente sulla quotidianità.
Tra i firmatari della petizione figura anche Alfredo Centore, dello sportello Consumerismo, che ha ricordato come già dallo scorso giugno siano state sollecitate le istituzioni affinché venissero ripristinate le condizioni minime per attraversare il sottopasso in sicurezza. Il timore manifestato è che, dopo gli episodi già verificatisi, possa accadere qualcosa di ancora più grave prima di un intervento risolutivo.
La scelta di piazza Sant’Anna come luogo della mobilitazione possiede inoltre un significato particolare. Proprio in quella zona, dopo la morte del clochard Guido Roviello, avvenuta in seguito a un’aggressione, tra i residenti sarebbe aumentata la percezione di insicurezza.
A spiegarlo è Virginia Crovella, del comitato Città Viva, che richiama la necessità di una maggiore attenzione da parte della comunità, delle forze sociali e delle istituzioni. L’intenzione annunciata è quella di proseguire con iniziative rivolte anche a bambini, ragazzi e famiglie, attraverso laboratori e momenti educativi gratuiti, affinché gli spazi pubblici possano tornare a essere luoghi vissuti e condivisi.
Dal quartiere arriva infine anche la richiesta di istituire una residenza di prossimità, concepita come presidio capace di avvicinare servizi e istituzioni alla popolazione.
La vicenda del sottopasso diventa così il simbolo di una domanda più ampia. Un quartiere non chiede soltanto che si riaccenda una luce o che si ripari una pompa: domanda di sentirsi parte della città. Nei luoghi apparentemente più ordinari — una strada, una piazza, un passaggio pedonale — si misura la qualità dell’attenzione pubblica. Perché il decoro non è semplice estetica e la sicurezza non può ridursi all’emergenza: entrambi cominciano dalla cura quotidiana dei luoghi nei quali una comunità vive.

