– Domenica 13 settembre alle 20.30 l’appuntamento extra della prima stagione concertistica “Sinphonia d’Imprese”: protagonista lo String Quartet dell’Orchestra “Domenico Cimarosa”
– Quattro musiciste per un itinerario che attraversa epoche e sensibilità differenti, fino all’omaggio al compositore casertano Parravano con il suo Quartetto in re maggiore dedicato a Giovanni Pacini
Caserta (Redazione) – La musica possiede una geografia invisibile, fatta di incontri, eredità e ritorni. Talvolta basta riaprire una partitura perché una città ritrovi una parte della propria memoria e perché un nome consegnato alla storia torni a dialogare con il presente. Sarà questa la suggestione che accompagnerà domenica 13 settembre, alle 20.30, il concerto “Il salotto degli archi: da Paisiello a Parravano”, ospitato negli spazi di Villa Vitrone, in via Fulvio Renella 98 a Caserta.
L’appuntamento rappresenta un evento extra della prima stagione concertistica “Sinphonia d’Imprese”, promossa nel segno dell’Orchestra “Domenico Cimarosa”.
Al centro della serata ci sarà la raffinata essenzialità del quartetto d’archi, una delle formazioni più intime e insieme più complesse della tradizione cameristica.
A interpretare il programma sarà lo String Quartet dell’Orchestra “Domenico Cimarosa”, composto da Inna Kulikova e Annamaria Puggioni ai violini, Veronika Bullyer alla viola e Hanna Moiseieva al violoncello.
Quattro strumenti, quattro voci chiamate a costruire un unico respiro musicale.
Il titolo scelto per il concerto anticipa già la traiettoria culturale della serata: da Giovanni Paisiello a Costantino Parravano, passando attraverso l’universo musicale di Aleksandr Porfir’evič Borodin.
Ad aprire il percorso sarà proprio Giovanni Paisiello, nato a Taranto nel 1740 e morto a Napoli nel 1816.
Del compositore sarà proposta “La Contadina di Spirito”, sinfonia dall’opera indicata in programma con il movimento Allegro.
Il viaggio proseguirà quindi verso il grande repertorio russo con Aleksandr Porfir’evič Borodin, del quale sarà eseguito il Quartetto n. 2 in re maggiore, con l’Allegro moderato indicato nella locandina.
Un passaggio che allarga l’orizzonte della serata e mette in relazione tradizioni musicali differenti attraverso la voce comune degli archi.
Ma è nella parte dedicata a Costantino Parravano che il concerto assume un significato particolarmente legato a Caserta.
Nato proprio nel capoluogo di Terra di Lavoro nel 1841 e morto nel 1905, Parravano rappresenta infatti il punto d’arrivo ideale dell’itinerario suggerito dal titolo.
Del compositore casertano sarà proposto il Quartetto in re maggiore, dedicato all’illustre maestro Giovanni Pacini.
La locandina ne indica anche l’articolazione: Allegro giusto, Allegro, Larghetto e Allegro animato.
La scelta di riportare l’attenzione sulla sua produzione assume un valore che supera la semplice esecuzione concertistica.
Significa ricucire il rapporto fra un territorio e una parte della propria storia musicale, restituendo spazio a una figura che appartiene alla memoria culturale della città.
Villa Vitrone diventerà così il luogo di un incontro tra repertorio e identità.
Non soltanto una sala nella quale ascoltare musica, ma uno spazio nel quale epoche lontane potranno essere messe in comunicazione attraverso l’interpretazione contemporanea.
La stessa formula del “salotto degli archi” richiama una dimensione raccolta dell’ascolto, quasi una conversazione affidata agli strumenti.
Nel quartetto, infatti, nessuna voce può vivere realmente isolata dalle altre.
Il primo violino dialoga con il secondo, la viola costruisce profondità e raccordo, il violoncello sostiene e insieme interviene nel discorso musicale.
È un equilibrio nel quale individualità e insieme devono continuamente cercarsi.
Una metafora che ben si accorda anche con l’idea di “Sinphonia d’Imprese”, stagione che già nel proprio nome richiama il principio dell’unione e della collaborazione.
L’appuntamento si svolgerà con il sostegno e la presenza, indicati nella locandina, della Provincia di Caserta e di realtà del mondo culturale, associativo ed economico del territorio, tra cui Museo Campano, BCC Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli, Confcommercio, Ferrarelle e Confindustria Caserta.
I biglietti sono annunciati sul circuito Etes.it, mentre la stessa locandina mette a disposizione anche un recapito informativo dell’Orchestra “Domenico Cimarosa”.
La serata del 13 settembre promette dunque di muoversi lungo un doppio binario.
Da una parte l’ascolto di pagine appartenenti a differenti stagioni della storia musicale; dall’altra il recupero di una memoria casertana che trova in Costantino Parravano il proprio riferimento più immediato.
In mezzo, la voce degli archi e quella particolare intimità che soltanto la musica da camera riesce a costruire.
Caserta avrà così l’occasione di ascoltare il passato senza trasformarlo in una reliquia.
Perché un compositore continua realmente ad appartenere alla propria città non soltanto quando il suo nome rimane negli archivi, ma quando le sue note tornano a essere eseguite, ascoltate e consegnate a nuovi orecchi.
Il 13 settembre, a Villa Vitrone, il filo teso tra Giovanni Paisiello, Aleksandr Porfir’evič Borodin e Costantino Parravano proverà proprio a compiere questo piccolo miracolo: fare della memoria non un esercizio di nostalgia, ma materia viva capace ancora di produrre bellezza.

