Caserta, istituto “Mattei” inagibile: servono oltre 14 milioni per demolizione e ricostruzione

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– La Provincia chiede l’intervento del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: dopo le verifiche statiche e sismiche escluso il recupero dell’edificio, circa 800 studenti redistribuiti in tre sedi

– Il presidente Anacleto Colombiano sollecita risorse straordinarie per restituire alla città una scuola moderna e sicura, mentre resta alta l’attenzione sugli altri cantieri scolastici provinciali

Caserta (Redazione) – Una scuola chiusa non lascia vuote soltanto aule e corridoi. Sposta studenti, modifica abitudini familiari, complica l’organizzazione della didattica e consegna alle istituzioni una responsabilità che non può essere rinviata. Per l’istituto professionale “Mattei” di Caserta quella responsabilità ha ora anche una dimensione economica precisa: occorrerebbero circa 14,5 milioni di euro per abbattere e ricostruire l’edificio dichiarato inagibile.

Una cifra che la Provincia di Caserta non sarebbe in grado di sostenere attraverso le sole risorse ordinarie.

Da qui la decisione di rivolgersi direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, chiedendo l’attivazione di specifici canali di finanziamento straordinario.

La vicenda nasce dalle verifiche statiche e sismiche eseguite sulla struttura scolastica.

Gli accertamenti avrebbero evidenziato un grave degrado della resistenza del calcestruzzo e condizioni strutturali incompatibili con la prosecuzione dell’utilizzo dell’immobile.

La conseguenza è stata drastica: interdizione totale della struttura a tutela della pubblica incolumità.

La chiusura ha imposto di trovare rapidamente una sistemazione alternativa per circa 800 studenti, garantendo per quanto possibile la continuità delle lezioni.

La Provincia ha messo a disposizione 21 aule nel complesso “Pavese”, nell’area dell’ex Saint Gobain.

Altri sedici locali sono stati individuati a Puccianiello, nell’immobile di via Amendola, un tempo sede dell’alberghiero “Ferraris” e che fino a pochi mesi fa aveva ospitato le classi dei licei “Manzoni” e “Giannone”.

Le restanti quattro classi, insieme agli uffici amministrativi, saranno invece trasferite nell’attuale sede del “Ferraris” in via Petrarca, a Centurano, anche alla luce dell’accorpamento intervenuto tra i due istituti.

Una soluzione emergenziale che consente di affrontare l’avvio dell’attività didattica, ma che inevitabilmente determina una frammentazione della comunità scolastica.

Secondo quanto riportato dall’edizione di Caserta de Il Mattino, le valutazioni tecniche compiute dagli uffici provinciali avrebbero escluso la convenienza economica di interventi di restauro e adeguamento sismico.

La strada individuata dal settore Edilizia della Provincia sarebbe dunque quella della demolizione e della successiva ricostruzione dell’edificio.

Una scelta radicale, ma ritenuta l’unica capace di assicurare definitivamente condizioni di sicurezza e piena funzionalità scolastica.

Il presidente della Provincia Anacleto Colombiano ha quindi scritto al ministro, chiedendo di valutare con la massima urgenza la possibilità di reperire fondi straordinari.

L’obiettivo dichiarato è restituire a Caserta una struttura moderna, sicura e adeguata alle esigenze formative degli studenti, garantendo al tempo stesso la continuità di un servizio pubblico essenziale.

Nel carteggio indirizzato al Ministero, il presidente provinciale confida nell’attenzione riservata a una comunità scolastica numerosa e nella disponibilità delle risorse necessarie per affrontare demolizione e ricostruzione.

La vicenda del “Mattei” si inserisce peraltro in un quadro più ampio di interventi sull’edilizia scolastica provinciale.

A circa due settimane dalla ripresa dell’anno scolastico, l’attenzione riguarda anche gli edifici nei quali i lavori non risultano ancora completati.

Tra questi figura il liceo “Pizzi” di Capua, dove gli studenti potrebbero essere costretti a ricorrere ai doppi turni.

Sotto osservazione anche il liceo “Amaldi” di Santa Maria Capua Vetere.

La Provincia assicura tuttavia la massima attenzione e confida nella conclusione dei cantieri ancora aperti, affinché eventuali ritardi non compromettano l’avvio regolare delle lezioni.

Il caso del “Mattei”, però, possiede una portata differente.

Non riguarda soltanto un cantiere da completare o una manutenzione da accelerare, ma la necessità di sostituire integralmente un edificio scolastico che non può più essere utilizzato.

Dietro la cifra di 14,5 milioni ci sono soprattutto centinaia di ragazzi costretti a dividere la propria quotidianità tra sedi differenti, famiglie chiamate a riorganizzare spostamenti e una comunità scolastica privata temporaneamente della propria casa.

L’emergenza è stata affrontata individuando gli spazi necessari; resta ora la questione decisiva, quella della ricostruzione.

Una scuola non coincide soltanto con le mura che la ospitano, ma quelle mura devono essere sicure, dignitose e capaci di accompagnare il futuro di chi vi entra ogni mattina. Sul “Mattei” la sfida comincia proprio da qui: trasformare un’inagibilità in un progetto e un’emergenza in un investimento duraturo sulla formazione.