Caserta, la Reggia apre il suo archivio storico: le carte raccontano come nacque il capolavoro vanvitelliano

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– Oggi, domenica 4 ottobre, il Complesso reale partecipa alla “Domenica di Carta”, iniziativa nazionale promossa dal Ministero della Cultura: un percorso documentario ricostruisce il passaggio dal Palazzo Vecchio al Nuovo Real Palazzo di Caserta

– Archivi e biblioteche pubbliche statali eccezionalmente accessibili in tutta Italia per riportare alla luce manoscritti, mappe, carteggi e testimonianze. Antonio Tarasco: «Gli Archivi sono luoghi vivi, nei quali la storia del Paese continua a parlare al presente»

Caserta (Redazione) – Prima della pietra venne la carta. Prima che la Reggia assumesse la forma monumentale consegnata alla storia da Luigi Vanvitelli, progetti, decisioni e trasformazioni passarono attraverso documenti che oggi consentono di leggere la genesi di uno dei più straordinari complessi architettonici europei.

Proprio quelle carte tornano protagoniste oggi, domenica 4 ottobre, in occasione della “Domenica di Carta”, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che apre al pubblico Archivi di Stato e Biblioteche pubbliche statali attraverso mostre, percorsi e visite dedicate alla memoria documentaria italiana.

A Caserta l’appuntamento assume una fisionomia intimamente legata alla storia della città e della sua Reggia.

Il percorso proposto porta il titolo “Palazzo Vecchio e Nuovo Real Palazzo di Caserta: due dimore storiche attraverso le carte dell’archivio storico della Reggia” e utilizza proprio la documentazione conservata nel Complesso vanvitelliano per raccontare il passaggio dalla precedente residenza alla realizzazione del nuovo Palazzo Reale.

Una storia che, attraverso le fonti originali, permette di osservare il monumento da una prospettiva differente: non soltanto l’edificio compiuto che milioni di visitatori conoscono, ma il processo storico e documentario che ne accompagnò la nascita.

Carte, registri e testimonianze d’archivio diventano così strumenti per ricostruire decisioni, trasformazioni e passaggi che precedettero e accompagnarono la costruzione della nuova residenza reale.

L’appuntamento casertano rientra in un più ampio viaggio attraverso il patrimonio documentario nazionale. Il 3 e 4 ottobre l’Italia celebra infatti due iniziative complementari: “Carte in Dimora” e “Domenica di Carta”.

La prima, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane, ha aperto sabato 3 ottobre archivi e biblioteche private custoditi all’interno di palazzi, castelli, ville e dimore storiche. La seconda porta invece oggi i cittadini negli Archivi di Stato e nelle Biblioteche pubbliche statali.

Il filo conduttore è la possibilità di incontrare direttamente documenti, manoscritti, mappe, carteggi e raccolte librarie che raccontano non soltanto le vicende delle istituzioni e delle grandi famiglie, ma anche l’evoluzione delle comunità e dei territori.

Il programma attraversa l’intero Paese.

A Roma l’Archivio di Stato apre la sede di Sant’Ivo alla Sapienza e la Sala Alessandrina, accompagnando le visite con la mostra dedicata a Cristina di Svezia. L’Archivio Centrale dello Stato propone invece un approfondimento sulla Prima Repubblica attraverso una collana dedicata ai parlamentari protagonisti di quella stagione politica e istituzionale.

A Napoli la memoria documentaria incontra invece arte e interpretazione teatrale. La Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania propone l’installazione “A.D. 1656. Pareva che Dio benedetto volesse castigarci”, mettendo in relazione la cronaca della peste redatta da Antonio Mena, scrivano della Compagnia dei Bianchi della Giustizia, con la tela “Piazza Mercatello durante la peste del 1656” di Domenico Gargiulo, detto Micco Spadaro, attraverso anche la voce dell’attore Peppe Lanzetta.

Esperienze differenti accomunate dalla volontà di sottrarre gli archivi alla percezione di luoghi destinati esclusivamente agli studiosi e restituirli alla loro funzione più ampia di custodi della memoria collettiva.

«Gli Archivi sono luoghi vivi, nei quali la storia del Paese continua a parlare al presente», sottolinea il direttore generale Archivi Antonio Tarasco, evidenziando come aprirli ai cittadini significhi rendere accessibile «una memoria che appartiene a tutti».

È probabilmente proprio Caserta a offrire una delle rappresentazioni più immediate di questo principio.

La Reggia è conosciuta attraverso la magnificenza degli Appartamenti Reali, la prospettiva del Parco, le fontane e l’imponente architettura concepita da Luigi Vanvitelli. Dietro quella monumentalità esiste però un’altra Reggia, più silenziosa e meno immediatamente visibile: quella custodita nelle carte.

Documenti capaci di raccontare ciò che un muro, una sala o una facciata non possono mostrare da soli: il pensiero, le scelte e le vicende che hanno preceduto la loro realizzazione.

La “Domenica di Carta” diventa allora qualcosa di più di un’apertura straordinaria. Offre l’opportunità di risalire dalla magnificenza del monumento alle tracce della sua origine.

Anche un capolavoro di pietra come la Reggia di Caserta possiede una memoria fatta d’inchiostro. E talvolta basta aprire un archivio per scoprire che dietro la grande Storia sopravvive ancora, intatta, la voce delle carte.