Caserta, la relazione del Ministero scuote il Comune. Napoletano: «È la fotografia del collasso amministrativo e finanziario»

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– L’ex capogruppo di Fratelli d’Italia richiama i rilievi sull’organico ridotto, sui controlli interni, sul patrimonio e sul settore cimiteriale: «Nessuna sorpresa, è la conferma di quanto denunciato per anni»

– Sullo sfondo pesa il dissesto con una massa passiva indicata in oltre 252 milioni di euro e il rischio di ulteriori passività. L’appello alla Commissione straordinaria: «L’operazione trasparenza vada fino in fondo»

Caserta (Redazione) – Numeri, carenze strutturali e nodi amministrativi sedimentati negli anni compongono un quadro sul quale adesso si apre inevitabilmente anche il confronto politico. La relazione del Ministero dell’Interno sul Comune di Caserta diventa il punto di partenza per una dura presa di posizione di Pasquale Napoletano, già consigliere comunale ed ex capogruppo di Fratelli d’Italia.

«Nessuna sorpresa, è la conferma di ciò che ho denunciato in anni di opposizione e segnalato alla Commissione. Ora si vada fino in fondo nell’operazione trasparenza», afferma l’ex esponente dell’assise cittadina.

L’ex capogruppo concentra l’attenzione sulle criticità riportate nella documentazione ministeriale e riprese dalla stampa, sostenendo che da quelle pagine emergerebbe un deficit strutturale capace di investire numerosi settori della macchina comunale.

Uno dei dati richiamati riguarda il personale: secondo quanto riferito dall’ex consigliere, l’organico sarebbe passato dagli oltre 500 dipendenti del 2016 a meno di 200, principalmente per effetto dei pensionamenti non accompagnati, negli anni, da un’adeguata programmazione del turnover.

A questo si affiancherebbero le difficoltà del sistema dei controlli interni, le criticità relative all’Azienda speciale per i servizi sociali e una serie di questioni irrisolte nella gestione del patrimonio comunale.

Tra queste, l’esponente politico richiama l’assenza storica di un censimento completo dei beni e dei loculi del cimitero cittadino, materia sulla quale sostiene di essere intervenuto ripetutamente durante la propria esperienza istituzionale.

Ma è inevitabilmente il versante finanziario a rappresentare uno dei passaggi più delicati.

Nella ricostruzione proposta dall’ex capogruppo, la massa passiva legata al dissesto supererebbe i 252 milioni di euro, ai quali potrebbero aggiungersi ulteriori 15 milioni di passività derivanti da contenziosi ancora in corso.

«Quanto rilevato dagli organi ministeriali non è altro che la triste e puntuale asseverazione di quello che per anni, da consigliere d’opposizione con il centrodestra, ho documentato e contrastato aula per aula, atto per atto», sostiene l’ex rappresentante di Fratelli d’Italia.

Il riferimento politico è rivolto direttamente alla precedente amministrazione. L’ex consigliere rivendica di aver denunciato durante il mandato la mancata pianificazione delle risorse umane rispetto ai pensionamenti, quella che definisce «l’assoluta mancanza di visione della giunta Marino», oltre alle problematiche riguardanti tributi e gestione dei servizi essenziali.

Una battaglia che, sostiene, sarebbe proseguita anche successivamente attraverso segnalazioni e documenti indirizzati alla Commissione straordinaria.

«Ho seguitato a scrivere, protocollare e sottoporre ai Commissari Straordinari la mappa analitica delle priorità e dei nodi da sciogliere», osserva, richiamando ancora il settore cimiteriale, la necessità del censimento patrimoniale e il riordino delle entrate e della riscossione.

«Tutto è scritto, tutto è agli atti», rimarca l’ex capogruppo, secondo il quale l’attività ispettiva e le proposte avanzate negli anni troverebbero oggi riscontro nei rilievi tecnici del Viminale e nelle iniziative di riorganizzazione intraprese dalla gestione commissariale.

Il passaggio successivo, nella prospettiva dell’ex amministratore, deve essere quello della completa conoscibilità dello stato dell’ente.

Da qui la richiesta alla Commissione straordinaria di proseguire nell’«operazione trasparenza», portando alla luce con precisione la situazione dei conti, dei procedimenti giudiziari pendenti e dei progetti amministrativi.

«I cittadini casertani e chi si candida a governare questo Capoluogo hanno il diritto indiscusso di conoscere la verità integrale ed esatta sui conti, sul contenzioso e sullo stato reale dei progetti», afferma.

La relazione ministeriale diventa così, nella sua lettura politica, non il punto conclusivo di una stagione amministrativa, ma la premessa necessaria per quella successiva.

«Soltanto con una chiarezza spietata e con una totale discontinuità potrò e potremo gettare le basi per ricostruire una macchina amministrativa efficiente, legale e finalmente autorevole», conclude.

Una richiesta che guarda già al futuro politico del capoluogo: prima delle candidature e dei programmi, secondo l’ex consigliere, Caserta dovrà conoscere fino in fondo l’eredità amministrativa e finanziaria dalla quale sarà chiamata a ripartire.