Caserta (Redazione) – Non soltanto una crisi economica, non esclusivamente il tramonto di storiche realtà produttive, ma una ferita profonda scavata negli anni da interessi criminali, isolamento istituzionale e assenza di una strategia condivisa. Dall’Assemblea Territoriale della UIL Campania è emerso un quadro duro, severo, privo di retorica consolatoria, capace però di rilanciare anche una prospettiva di riscatto per la provincia di Caserta. Parole pesanti, pronunciate davanti a una platea gremita di delegate e delegati, che hanno riportato al centro del dibattito pubblico il rapporto tra sviluppo economico, legalità e futuro occupazionale.
A scuotere l’incontro è stato soprattutto l’intervento di Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania, che ha tracciato una riflessione netta sulle cause profonde del declino industriale casertano. “L’abbandono del territorio di Caserta, la sua crisi industriale, lo smantellamento di numerose realtà produttive non sono il frutto del caso, ma sono stati generati dalle azioni e dalle massicce infiltrazioni malavitose”, ha dichiarato il dirigente sindacale, sottolineando come la presenza della criminalità organizzata abbia inciso pesantemente sul tessuto economico e produttivo locale.
Un passaggio che ha assunto il tono di una denuncia politica e sociale insieme. Secondo Sgambati, infatti, il peso degli interessi criminali avrebbe progressivamente condizionato investimenti, sviluppo imprenditoriale e prospettive occupazionali, contribuendo ad alimentare un clima di fragilità economica che negli anni ha allontanato imprese, impoverito interi comparti e indebolito la fiducia nel territorio.
L’assemblea si è svolta alla presenza del coordinatore territoriale Pietro Pettrone, figura di riferimento della UIL casertana, davanti a numerosi rappresentanti sindacali provenienti da diversi settori produttivi. Un confronto ampio, nel quale il tema del lavoro si è intrecciato con quello della legalità, della coesione sociale e della necessità di costruire una nuova visione strategica per il territorio.
Nel suo intervento, Sgambati ha evidenziato come Caserta disponga ancora di competenze professionali, capacità produttive e potenzialità competitive significative, ma necessiti di un cambio di paradigma fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, sindacati e società civile. “Per il rilancio di questo territorio non bisogna restare soli, divisi, ma è necessario fare rete, creare coesione dove ciascuno faccia la propria parte e si prenda la propria responsabilità”, ha affermato il segretario regionale della UIL, indicando nella condivisione degli obiettivi e nella sinergia tra le forze sane del territorio la strada indispensabile per invertire la rotta.
Il riferimento alla necessità di “guardare nella stessa direzione” non appare casuale. Negli ultimi decenni la provincia di Caserta ha attraversato profonde trasformazioni industriali: numerose aziende hanno ridimensionato la propria presenza o cessato definitivamente l’attività, mentre vaste aree produttive hanno conosciuto fasi di progressivo impoverimento economico. Una situazione che ha generato conseguenze sociali rilevanti, tra precarizzazione del lavoro, disoccupazione e migrazione professionale di tanti giovani qualificati costretti a cercare altrove prospettive di stabilità.
Il dibattito emerso durante l’assemblea della UIL ha dunque assunto anche una dimensione culturale e civile. Al centro non soltanto il lavoro come diritto costituzionale, ma il bisogno di restituire credibilità e attrattività a un territorio troppo spesso raccontato esclusivamente attraverso le sue emergenze. Da qui l’invito a costruire una rete stabile tra tutte le componenti istituzionali ed economiche, capace di contrastare isolamento, frammentazione e interessi opachi.
L’incontro sindacale ha rappresentato inoltre un’occasione per rilanciare il tema della responsabilità collettiva. Secondo la UIL, nessun processo di rilancio potrà concretizzarsi senza una forte alleanza tra legalità, investimenti e partecipazione sociale. Un principio che, nelle parole dei dirigenti intervenuti, diventa essenziale soprattutto in un territorio complesso come quello casertano, dove il contrasto alle infiltrazioni criminali non riguarda soltanto l’ordine pubblico, ma incide direttamente sulle possibilità di sviluppo economico e occupazionale.
Il messaggio finale emerso dall’assemblea appare dunque duplice: da una parte la consapevolezza delle profonde difficoltà che hanno segnato la storia recente della provincia di Caserta, dall’altra la convinzione che il territorio possieda ancora energie, professionalità e risorse per costruire un nuovo percorso di crescita. Ma, come ribadito nel corso dell’incontro, nessuna rinascita sarà possibile senza unità, corresponsabilità e una visione condivisa capace di anteporre l’interesse collettivo a ogni logica di divisione o convenienza particolare.

