Caserta, lavori nel sottopasso della stazione e ascensori fuori servizio: disagi per i viaggiatori, la Filt Cgil scrive a Rfi

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– Anziani, persone con ridotta mobilità e passeggeri con bagagli tra i più penalizzati: al momento sarebbero utilizzabili soltanto gli ascensori a servizio del primo e del sesto binario

– Il sindacato sollecita un intervento urgente e propone personale di supporto per viaggiatori e movimentazione dei bagagli durante il cantiere: «Particolare attenzione alle fasce più fragili»

Caserta (Redazione) – Una stazione ferroviaria attraversata ogni giorno da pendolari, turisti e viaggiatori si misura anche sulla facilità con cui è possibile raggiungere un binario. A Caserta, invece, i lavori che interessano una parte del sottopasso stanno determinando difficoltà negli spostamenti interni, con ripercussioni soprattutto per chi ha maggiormente bisogno degli impianti di risalita.

A denunciare la situazione è la Filt Cgil di Caserta, che ha inviato una nota alla Direzione Stazioni di Rfi per rappresentare i problemi segnalati dagli utenti e chiedere l’adozione di misure capaci di attenuare i disagi durante il periodo interessato dagli interventi.

Al centro della segnalazione figurano i lavori in corso nel sottopasso e le conseguenti limitazioni riguardanti gli ascensori.

Il segretario provinciale Tommaso Pascarella riferisce di aver ricevuto «numerose lamentele» dai viaggiatori che utilizzano quotidianamente lo scalo ferroviario casertano.

Le difficoltà, secondo quanto rappresentato dal sindacato, riguarderebbero in maniera particolare le persone anziane e quelle con ridotta mobilità, alle quali si aggiungono i numerosi passeggeri che, soprattutto nel periodo estivo, attraversano la stazione portando con sé valigie e altri bagagli.

La questione assume maggiore rilevanza alla luce della situazione degli impianti attualmente disponibili.

«Gli unici ascensori utilizzabili risultano essere quelli a servizio del 1° e del 6° binario», evidenzia il segretario provinciale, una condizione che renderebbe particolarmente difficoltosi gli spostamenti fra i diversi marciapiedi e le varie aree dello scalo.

Il problema, dunque, non riguarda l’utilità dei lavori, ma la necessità di accompagnare la loro esecuzione con soluzioni organizzative temporanee capaci di mantenere adeguati livelli di accessibilità.

Da qui la richiesta indirizzata a Rfi.

La Filt Cgil propone di valutare con urgenza, come già accaduto in circostanze analoghe, la possibilità di affidare attività di supporto ai viaggiatori e alla movimentazione dei bagagli al personale delle imprese di appalto già presente all’interno della stazione.

In alternativa, il sindacato chiede di individuare qualsiasi altra soluzione organizzativa che possa assicurare un servizio di assistenza adeguato per tutta la durata degli interventi.

Una richiesta che guarda soprattutto alle categorie maggiormente esposte alle conseguenze delle limitazioni temporanee. Per una persona giovane e senza impedimenti, affrontare scale e percorsi alternativi può rappresentare un inconveniente; per un anziano, un passeggero con difficoltà motorie o chi trasporta bagagli pesanti, lo stesso ostacolo può trasformarsi in una vera barriera.

«Riteniamo necessario intervenire tempestivamente per evitare che una situazione già oggettivamente complessa possa tradursi in ulteriori disagi e difficoltà per l’utenza, garantendo particolare attenzione alle fasce più fragili», è l’appello rivolto a Rfi.

La vicenda pone così una questione più ampia sulla gestione dei cantieri nelle infrastrutture destinate al pubblico. Gli interventi di ammodernamento sono indispensabili, ma altrettanto importante diventa garantire, durante la loro realizzazione, condizioni accettabili di fruibilità.

Per la stazione di Caserta la richiesta della Filt Cgil è quindi essenzialmente operativa: affiancare al cantiere un’assistenza temporanea che consenta di ridurre le difficoltà finché sottopasso e impianti non torneranno pienamente accessibili.

Perché una stazione moderna non si riconosce soltanto dalle opere che realizza, ma anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno mentre quelle opere vengono costruite.