Caserta (c.p.) – Non un semplice spettacolo conclusivo, né soltanto una manifestazione scolastica destinata a suggellare la chiusura dell’anno didattico. Quanto andato in scena presso l’Auditorium Provinciale di via Ceccano ha assunto i contorni di un autentico affresco educativo contemporaneo, un itinerario emotivo e culturale attraverso il quale l’Istituto “Terra di Lavoro” (sia scuola tecnica sia liceo musicale) ha riaffermato con forza la propria identità di presidio formativo, umano e artistico del territorio casertano.
La rassegna “TDL 2026 Best Of”, culminata nello spettacolo-evento “Amici nella Musica, Fratelli nel Mondo”, ha restituito alla città l’immagine di una scuola capace di trasformare la cultura in partecipazione collettiva, la musica in linguaggio universale e l’inclusione in esperienza quotidiana vissuta concretamente tra studenti, docenti e famiglie.
In un tempo storico segnato da individualismi, fragilità relazionali e povertà emotive sempre più diffuse, il “Terra di Lavoro” ha scelto di rispondere attraverso la bellezza, l’aggregazione e la valorizzazione delle sensibilità giovanili, offrendo alla comunità provinciale due giornate dense di significato culturale e civile.
L’evento, inserito nei programmi sostenuti dal Piano Estate, da Scuola Viva e dai percorsi europei finanziati dal PNRR, ha coinvolto il liceo musicale, i laboratori artistici e numerose realtà educative dell’istituto, confermando la straordinaria vitalità progettuale di una scuola ormai considerata punto di riferimento nel panorama formativo campano.
Determinante, in questo scenario, la visione educativa della dirigente scolastica dottoressa Emilia Nocerino, protagonista di un modello gestionale fondato sul senso di appartenenza, sull’inclusione e sulla centralità della persona.
Le dichiarazioni della dirigente hanno rappresentato il cuore ideale dell’intera manifestazione. Con parole di profonda intensità pedagogica, la preside ha delineato la missione più autentica della scuola contemporanea: «L’importanza della cultura e anche dell’amicizia, nel vero senso della parola. Perché i valori oggi, la cultura e il sapere, sono l’unica arma di servizio».
Un’affermazione che sintetizza perfettamente la filosofia educativa del “Terra di Lavoro”, istituto nel quale il percorso formativo trascende la mera trasmissione nozionistica per trasformarsi in costruzione quotidiana di coscienza civile, sensibilità sociale e identità personale.
La dirigente ha poi rivolto un pensiero ai maturandi e agli studenti destinati a proseguire il proprio cammino all’interno dell’istituto: «Abbiamo augurato loro che il domani rappresenti un nuovo inizio. Alcuni concluderanno qui il loro percorso e si prepareranno alla vita universitaria o lavorativa; altri continueranno a vivere questa scuola attraverso momenti di aggregazione, cultura e condivisione».
Parole capaci di restituire il volto di una comunità scolastica viva, identitaria, dinamica, nella quale studenti e docenti si riconoscono reciprocamente parte integrante di un’esperienza umana condivisa.

L’intera organizzazione artistica è stata coordinata dal professor Raffaele Russo, direttore musicale e riferimento creativo della progettualità laboratoriale. Sotto la sua guida si sono alternati momenti orchestrali, performance jazzistiche, laboratori corali, esibizioni strumentali e percorsi musicali di elevato spessore tecnico ed espressivo.
Il programma si è sviluppato attraverso due giornate distinte: il 26 maggio dedicato alla Festa dei Maturandi e il 27 maggio consacrato allo spettacolo finale, impreziosito da esibizioni di flamenco, danza classica, cheerleader, hip hop, danza del ventre, orchestra popolare, orchestra verticale, laboratori musicali e performance del liceo musicale. Da registrare il magistrale lavoro da parte di Enrichetta Maciariello e Marilena Lucente, che hanno diretto e coordinato la presentazione.
Tra i momenti più apprezzati anche il progetto Orchestra Jazz – terza edizione – che ha ulteriormente confermato la qualità artistica raggiunta dagli studenti dell’istituto casertano.
A sottolinearne il valore umano è stata la professoressa Vittoria Zaza d’Aulisio, storica figura di riferimento nell’ambito del sostegno scolastico: «Orlando si è inserito immediatamente nelle dinamiche relazionali della scuola. Il progetto costruito insieme ai colleghi nasce proprio per farlo sentire parte integrante, anzi parte viva, della comunità scolastica».
Una testimonianza che racconta meglio di qualsiasi slogan la concreta attenzione del “Terra di Lavoro” verso l’inclusione autentica e partecipata.
Di straordinario spessore umano anche le riflessioni della professoressa Vera Anastasi, che ha illustrato il significato culturale del titolo scelto per la manifestazione: «Abbiamo voluto dare un filo conduttore a questa manifestazione attraverso la solidarietà e l’amicizia, perché in questi tempi è fondamentale che i ragazzi continuino a condividere esperienze di vita».
Il riferimento all’anniversario di San Francesco ha ulteriormente rafforzato il messaggio di fratellanza e vicinanza umana che ha attraversato l’intero spettacolo.
La docente ha poi evocato il legame profondissimo che si instaura quotidianamente tra insegnanti e studenti del liceo musicale: «Li vediamo arrivare a tredici anni. Crescono con noi giorno dopo giorno. Attraverso lo studio individuale dello strumento si crea un rapporto profondissimo; spesso diventiamo i loro confidenti. È emozionante osservarli sbocciare come fiori».
Una visione educativa intensa, nella quale l’insegnamento assume i contorni della cura, dell’ascolto e dell’accompagnamento umano.
Significative anche le dichiarazioni della professoressa Margherita Petrarca, coordinatrice delle esibizioni coreografiche e promotrice di un percorso orientato alla socializzazione e alla crescita relazionale degli studenti: «Quando i ragazzi preparano questi spettacoli socializzano, diventano amici, imparano a condividere momenti difficili e momenti felici. Sono esperienze importantissime tanto per loro quanto per noi docenti». Da apprezzare il lavoro della referente per le disabilità Enza Siciliano, docente.
Di altissimo valore formativo anche il progetto “TDL Lab 3”, illustrato dalla professoressa Antonella Cristiano, esperta selezionata nell’ambito del percorso europeo finanziato dal PNRR e dedicato all’orientamento professionale musicale.
«Abbiamo accompagnato i ragazzi verso la scoperta concreta delle professioni musicali», ha spiegato la docente. «Hanno visitato sale di incisione, sperimentato registrazioni, editing audio, utilizzo dei microfoni e collaborato con realtà orchestrali e corali esterne».
Elemento culminante del percorso l’esecuzione del celeberrimo “O Fortuna” tratto dai “Carmina Burana” di Carl Orff, interpretato insieme al coro polifonico “Caserta Nova Ensemble”. Una composizione monumentale, scelta non soltanto per la sua imponenza musicale, ma anche per il forte valore simbolico legato alla precarietà dell’esistenza e all’imprevedibilità del destino umano.
La professoressa Antonella Cristiano, affiancata dalla tutor Chiara Coppola, ha inoltre evidenziato come tali esperienze consentano agli studenti di confrontarsi concretamente con il mondo orchestrale e professionale, soprattutto in vista dell’eventuale prosecuzione degli studi nei conservatori. Non va dimenticato l’impegno profuso dall’insegnante Paola Milone, altro punto di riferimento dell’Istituto.
L’intera manifestazione ha restituito alla città l’immagine di una scuola che non si limita a istruire, ma coltiva sensibilità, incoraggia talenti, costruisce relazioni e genera comunità. Un presidio culturale capace di opporsi al disagio contemporaneo attraverso il linguaggio della bellezza, della partecipazione e dell’umanità condivisa.
E forse è proprio questa la lezione più preziosa consegnata dal “Terra di Lavoro” alle nuove generazioni: ricordare che la scuola non coincide esclusivamente con verifiche, programmi e valutazioni, ma rappresenta il luogo nel quale si forma il senso stesso dello stare insieme. Tra note orchestrali, coreografie, applausi e sguardi colmi di emozione, l’Auditorium Provinciale si è trasformato nel simbolo di una comunità capace ancora di educare attraverso la cultura e di costruire futuro attraverso l’ascolto reciproco.
Perché insegnare, oggi più che mai, non significa soltanto trasmettere competenze, ma accompagnare giovani vite verso la consapevolezza, la dignità e la capacità di riconoscersi parte di qualcosa di più grande. Ed è proprio in questa sintesi altissima tra sapere e umanità che il “Terra di Lavoro” continua a distinguersi come una delle realtà scolastiche più autorevoli e significative dell’intero panorama casertano.

