Caserta, maxioperazione della Guardia di Finanza sugli appalti del post-sisma 2016: otto arresti, 51 indagati e sequestri per 57 milioni di euro

Tempo di lettura: 2 minuti

– L’inchiesta «Ricostruzione», coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona, ha portato alla luce un presunto sistema illecito legato ai finanziamenti per la ricostruzione e agli appalti pubblici nelle Marche. Perquisizioni anche nelle province di Caserta e Napoli

– Coinvolti imprenditori e pubblici ufficiali, con ipotesi di truffa aggravata, corruzione e collegamenti con la criminalità organizzata calabrese e campana. Impiegati circa 230 finanzieri in un’operazione estesa a tredici province italiane

Caserta (Redazione) – Dietro le risorse pubbliche destinate alla ricostruzione dei territori devastati dal terremoto del 2016 si sarebbe sviluppato un articolato sistema di presunte irregolarità, tra finanziamenti indebitamente ottenuti, episodi di corruzione e possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. È questo lo scenario investigativo al centro dell’operazione «Ricostruzione», condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha interessato anche le province di Caserta e Napoli.

Il bilancio dell’operazione è particolarmente significativo: otto misure di custodia cautelare in carcere, 51 persone indagate, oltre 50 perquisizioni e sequestri di beni per un valore complessivo superiore a 57 milioni di euro.

L’attività investigativa, sviluppata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle di Ancona, si è concentrata su un presunto sistema illecito riguardante le commesse per la ricostruzione privata successiva al sisma del 2016 e alcuni appalti pubblici banditi dalla Regione Marche, da Erdis Marche e dall’Università di Camerino.

Secondo l’ipotesi accusatoria, una parte dei finanziamenti pubblici destinati al recupero degli immobili danneggiati dal terremoto sarebbe stata ottenuta attraverso condotte riconducibili alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Particolarmente delicato il profilo relativo ai subappalti. Alcuni lavori, infatti, sarebbero stati affidati anche a soggetti ritenuti collegati alla criminalità organizzata di matrice calabrese e campana, facendo emergere il sospetto di infiltrazioni mafiose nel settore della ricostruzione.

Un secondo filone dell’inchiesta riguarda presunte condotte corruttive attribuite a pubblici ufficiali e imprenditori, nell’ambito delle procedure di affidamento e gestione delle commesse pubbliche.

L’operazione ha assunto una dimensione nazionale, coinvolgendo numerosi territori attraverso una vasta attività di ricerca documentale e acquisizione di elementi investigativi.

Le perquisizioni sono state eseguite nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.

La presenza di Caserta e Napoli tra i territori interessati dagli accertamenti conferma l’estensione geografica delle verifiche investigative, pur senza consentire, allo stato delle informazioni disponibili, di attribuire specifiche responsabilità a persone o imprese del territorio casertano.

Per l’esecuzione delle misure cautelari, delle perquisizioni e delle acquisizioni documentali sono stati mobilitati circa 230 militari della Guardia di Finanza, impegnati in un intervento coordinato su più fronti.

Per otto dei 51 indagati, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona ha disposto la custodia cautelare in carcere. Nei confronti di altre cinque persone è stato invece disposto l’interrogatorio preventivo.

Le contestazioni formulate dagli inquirenti dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza delle persone coinvolte.

L’inchiesta richiama l’attenzione su uno degli aspetti più delicati della gestione delle emergenze nazionali: la necessità di garantire che le ingenti risorse stanziate per la ricostruzione raggiungano effettivamente le comunità colpite, senza essere intercettate da interessi illeciti o da organizzazioni criminali.

Il terremoto del 2016 ha lasciato ferite profonde nei territori dell’Italia centrale, rendendo la ricostruzione non soltanto un impegno economico e amministrativo, ma anche una responsabilità morale nei confronti delle popolazioni coinvolte.

L’operazione «Ricostruzione» rappresenta dunque un importante passaggio investigativo nella verifica della regolarità degli affidamenti e dell’utilizzo dei finanziamenti pubblici. Sarà ora il percorso giudiziario a stabilire le eventuali responsabilità individuali e a chiarire la reale portata del sistema illecito ipotizzato dagli investigatori.