Caserta, Sanità al collasso: solo due medici per 32 mezzi di soccorso. È allarme 118

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Caserta (di Domenico Panetta) – Il grido d’allarme dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” dipinge un quadro drammatico per la provincia di Caserta: decine di ambulanze in strada senza personale medico a bordo. “Siamo carne da macello”.

Un bollettino che sembra provenire da un fronte di guerra, più che da un servizio sanitario civile. La denuncia corre sui social e rimbalza con violenza tra le corsie degli ospedali e le strade della provincia di Caserta: il sistema di emergenza 118 è ufficialmente al collasso. Secondo quanto riportato dall’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, nella mattinata odierna il servizio è precipitato nel caos più totale.

I numeri dello scandalo

Le cifre fornite sono impietose e delineano un “deserto” assistenziale che mette a rischio la vita di migliaia di cittadini:

• 32 mezzi totali in flotta (24 ambulanze e 8 automediche).

• Solo 2 medici disponibili per coprire l’intero territorio provinciale.

Il risultato è un’equazione letale: decine di chiamate d’emergenza vengono gestite da mezzi privi di un medico a bordo. Questo significa che pazienti in condizioni critiche affrontano la corsa verso il pronto soccorso assistiti solo da personale tecnico-infermieristico, senza la possibilità di interventi medici avanzati che spesso rappresentano il confine tra la vita e la morte.

L’associazione non usa mezzi termini e parla di un “azzardo sulla pelle della gente”. Ma il rischio non è solo per l’utenza. Gli stessi operatori del 118 – autisti e soccorritori – si sentono abbandonati in una prima linea diventata ormai insostenibile.

“Siamo carne da macello”, è l’urlo straziante raccolto tra il personale.

Operare senza il supporto di un medico non è solo una violazione dei protocolli ottimali di soccorso, ma espone i soccorritori a responsabilità enormi e al rischio di aggressioni da parte di cittadini esasperati e spaventati dalla mancanza di assistenza adeguata.

Quella che viene descritta non è una criticità passeggera o una sfortunata coincidenza di turni. Si tratta, secondo la denuncia, di un collasso strutturale del sistema sanitario pubblico locale. La carenza di medici nell’emergenza-urgenza è un problema nazionale, ma nel casertano sembra aver raggiunto un punto di non ritorno, trasformando il soccorso pubblico in una tragica “roulette russa”.

Al momento, l’ASL Caserta è chiamata a rispondere con urgenza a queste accuse. I cittadini attendono risposte, ma soprattutto attendono la sicurezza che, componendo il 118, dall’altra parte ci sia qualcuno in grado di salvarli.