Caserta, sciopero dei tir: l’80% delle attività commerciali rischia la chiusura, danni per oltre un milione di euro

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– Allarme di Confcommercio per le conseguenze della protesta degli autotrasportatori: negozi senza rifornimenti, prodotti alimentari deperiti nei centri di distribuzione e lavoratori a rischio cassa integrazione

– I presidenti Lucio Sindaco e Pasquale Russo chiedono un intervento immediato delle istituzioni per ripristinare la circolazione delle merci. Difficoltà anche per elettronica ed elettrodomestici, mentre la carenza di carburante ostacola gli spostamenti dei dipendenti

Caserta (Redazione) – Oltre l’80% delle attività commerciali della provincia di Caserta rischia di dover sospendere temporaneamente il lavoro a causa del protrarsi della protesta degli autotrasportatori. I danni economici avrebbero già superato il milione di euro, mentre l’interruzione delle forniture sta mettendo in difficoltà negozi, esercizi pubblici e centri di distribuzione alimentare. È l’allarme lanciato da Confcommercio Caserta, che sollecita un intervento urgente delle istituzioni per scongiurare conseguenze ancora più gravi sull’economia del territorio.

Il quadro delineato dall’associazione di categoria evidenzia una situazione particolarmente critica: merci bloccate, prodotti freschi e deperibili rimasti nei depositi, difficoltà di approvvigionamento e il rischio concreto che numerosi lavoratori debbano ricorrere agli ammortizzatori sociali.

La paralisi della distribuzione sta interessando progressivamente l’intera filiera commerciale, con ripercussioni che non riguardano soltanto le imprese, ma coinvolgono anche famiglie e consumatori.

Secondo Confcommercio, la prolungata mobilitazione dei trasportatori sta compromettendo la capacità degli esercenti di garantire la regolare apertura delle proprie attività, soprattutto nei settori maggiormente dipendenti dalle consegne quotidiane.

Particolarmente delicata è la situazione della distribuzione alimentare, dove l’impossibilità di trasferire tempestivamente le merci dai depositi ai punti vendita sta provocando perdite economiche legate al deterioramento dei prodotti.

A preoccupare è anche la prospettiva occupazionale: una prolungata interruzione delle attività potrebbe determinare il ricorso alla cassa integrazione per parte del personale impiegato nel commercio.

Il presidente provinciale di Confcommercio Caserta, Lucio Sindaco, riconosce le difficoltà affrontate dagli autotrasportatori, ma richiama la necessità di tutelare anche i diritti delle altre categorie economiche.

«Comprendiamo i disagi degli autotrasportatori, ma il loro diritto di protestare va bilanciato con il diritto degli esercenti a poter lavorare», sottolinea Lucio Sindaco, evidenziando come le conseguenze della mobilitazione ricadano su soggetti estranei alla vertenza.

Il rappresentante provinciale dell’associazione esprime forte preoccupazione per le ricadute sociali della protesta, soprattutto per le famiglie e i dipendenti delle attività commerciali.

«Non è possibile mettere in ginocchio un intero comparto per far valere le proprie ragioni così come non è tollerabile che a pagare per questo sciopero siano le famiglie, i consumatori e gli stessi lavoratori che rischiano di rimanere a casa perché non c’è più lavoro».

Secondo la valutazione formulata da Confcommercio Caserta, la percentuale delle attività che potrebbero essere costrette a interrompere temporaneamente il servizio supera l’80%.

Anche le imprese che riuscissero a mantenere aperti i propri esercizi, tuttavia, sarebbero esposte a ulteriori difficoltà organizzative.

La carenza di carburante presso alcuni distributori starebbe infatti complicando gli spostamenti dei dipendenti, rendendo problematico persino il raggiungimento dei luoghi di lavoro.

Per Lucio Sindaco, la situazione richiede una risposta istituzionale tempestiva, capace di garantire la sicurezza e la ripresa delle normali attività economiche.

«Auspichiamo un intervento deciso e tempestivo da parte delle autorità istituzionali affinché venga ripristinato l’ordine pubblico e si metta fine a questa situazione di crisi prima che sia troppo tardi».

Il presidente provinciale avverte inoltre che l’eventuale conclusione immediata della protesta non determinerebbe un ritorno altrettanto rapido alla normalità.

Le interruzioni delle forniture, le perdite dei prodotti deperibili e le difficoltà organizzative potrebbero continuare a produrre conseguenze economiche anche nei giorni successivi alla ripresa dei trasporti.

La stima dei danni già superiori al milione di euro, diffusa dall’associazione, restituisce la gravità della situazione, pur trattandosi di una valutazione che dovrà essere verificata e aggiornata in relazione all’evoluzione della vertenza.

L’allarme provinciale trova riscontro anche nelle preoccupazioni espresse dal presidente di Confcommercio Campania, Pasquale Russo, che richiama l’attenzione sull’estensione regionale delle difficoltà.

La crisi degli approvvigionamenti, infatti, non riguarda esclusivamente il settore alimentare.

«A rischio non solo i prodotti alimentari freschi e deperibili, ma anche elettrodomestici e articoli di elettronica di consumo», osserva Pasquale Russo, sottolineando la progressiva estensione dei disagi alle diverse categorie merceologiche.

Il presidente regionale riconosce le ragioni economiche che hanno determinato la mobilitazione, legate soprattutto all’aumento dei costi del carburante e dell’energia, ma ribadisce la necessità di individuare soluzioni che consentano di ripristinare la regolare distribuzione.

«Sono necessari interventi urgenti per il settore al fine di garantire la continuità delle forniture, evitando ulteriori danni alle imprese e disagi alle famiglie».

Per Pasquale Russo, la priorità è favorire un confronto concreto tra le parti, attraverso misure sostenibili che possano affrontare le difficoltà degli autotrasportatori senza compromettere ulteriormente il sistema produttivo e commerciale.

«I danni all’economia della Regione sono enormi e speriamo che le istituzioni facciano la loro parte garantendo imprese e cittadini», aggiunge il presidente regionale.

Particolarmente netta, infine, la sua posizione rispetto alle modalità della mobilitazione e alla necessità di mantenere le rivendicazioni entro obiettivi effettivamente realizzabili.

«E si badi a non legittimare forme di protesta che sono fuori da qualsiasi logica di realismo e che quindi non potranno essere soddisfatte da alcuna proposta concreta oltre che realizzabile».

La presa di posizione di Confcommercio arriva in una fase di forte tensione per il sistema dei trasporti campano, con ripercussioni sulle aree industriali, sulle piattaforme logistiche e sui principali collegamenti stradali e autostradali.

Nel Casertano, dove la distribuzione commerciale costituisce una componente rilevante del tessuto economico, il protrarsi delle difficoltà rischia di aggravare ulteriormente la situazione delle piccole e medie imprese.

La questione assume così una dimensione che supera il confronto tra autotrasportatori e Governo, coinvolgendo l’intera catena dell’approvvigionamento e della vendita.

La necessità di tutelare le legittime rivendicazioni di una categoria professionale deve accompagnarsi alla salvaguardia della libertà d’impresa, dell’occupazione e dei diritti dei consumatori.

L’appello di Confcommercio alle istituzioni nasce proprio dall’urgenza di evitare che una vertenza settoriale si trasformi in una crisi economica diffusa, con effetti destinati a protrarsi anche dopo la cessazione dei blocchi.

Per il commercio casertano, la priorità resta una sola: ripristinare rapidamente la regolarità delle forniture, prima che le perdite economiche si traducano in chiusure e conseguenze occupazionali difficilmente recuperabili.