Caserta, strade “groviera”: Via Amalfi e Via la Pira in condizioni pietose, parlano i residenti

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Caserta (Alessio Piombino) – Inizia il viaggio di Astra News alla scoperta del territorio: un itinerario tra le situazioni di degrado e abbandono, ma anche alla ricerca delle buone notizie, rispondendo alle segnalazioni che arrivano alla nostra redazione.

Proprio nelle ultime ore, infatti, sono giunte diverse testimonianze riguardanti le condizioni del manto stradale e dei marciapiedi lungo due arterie principali che collegano la città all’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano (nello specifico Via Amalfi Repubblica Marinara e Via Giorgio La Pira).

Si tratta di strade fondamentali non solo per la viabilità quotidiana, ma anche per consentire ai residenti di raggiungere il cimitero, l’ingresso della Variante ‘Caserta Ospedale’ e il borgo di Casertavecchia.

Una volta giunti sul posto, il motivo delle lamentele dei residenti è apparso subito evidente: le condizioni dei due tratti sono critiche. Saltano immediatamente all’occhio i sobbalzi delle auto all’impatto con le voragini e il conseguente rumore degli ammortizzatori quando la velocità di marcia si fa più sostenuta.

Anche i marciapiedi non versano nelle migliori condizioni, risultando pericolosi per i passanti e soprattutto per gli anziani diretti all’ospedale per una visita o semplicemente a spasso nel quartiere: il rischio è quello di inciampare in crepe e dislivelli, con la concreta possibilità di farsi molto male.

I residenti hanno espresso profondo disappunto per la situazione, sentendosi abbandonati dalle istituzioni che finora non sono intervenute in alcun modo per porre rimedio al problema. C’è anche chi si dice frustrato dal dover percorrere queste zone, così come molte altre vie della città, con il costante rischio di danneggiare gravemente la propria auto.

La situazione lungo le arterie di Via Amalfi e Via la Pira non può essere ignorata, delle strade fondamentali per la viabilità cittadina, specialmente nel periodo scolastico, e per i collegamenti con i principali servizi del territorio, non possono versare in questo stato.

Sarà compito delle istituzioni e della Commissione Straordinaria (fresca di proroga di sei mesi decisa dal Consiglio dei Ministri) intervenire con un piano di riqualificazione urgente, per tutelare l’incolumità dei cittadini prima che sia troppo tardi.

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