Caserta (Marco Carafa) – Giovedì sera, all’Auditorium Provinciale, si è tenuto il saggio finale dell’IC “Ruggiero-Terzo Circolo” di Caserta con l’Ensemble del percorso a indirizzo musicale, il coro e, a seguire, il musical che ha partecipato al Premio “Città di Castello”.
Gli arrangiamenti sono stati curati dal professore Angelo Saffioti, docente di pianoforte, che ha anche diretto l’orchestra. Insieme a lui, i docenti di strumento G. Grieco, M. Verde, A. De Innocentis e M. Lavorgna per l’orchestra, e i professori C. Orsacchiotto, L. Giannoni, A. Esposito, M. Santillo per il coro e il progetto musical. E’ stato proposto un repertorio di altissimo livello.

Quello all’Auditorium non è stato solo il concerto di fine anno. È stata la dimostrazione che la musica a scuola non è un contorno, ma un linguaggio che forma, unisce e trasforma. Quando 30 piccoli musicisti salgono su un palco e fanno vibrare l’anima di chi ascolta, si comprende che sta succedendo qualcosa di enormemente bello.
“In Arte in Note” è il titolo della serata, con un repertorio originale, rigorosamente “urtext”, come direbbero gli addetti ai lavori, che ha spaziato da Čajkovskij a Morricone. Ogni brano è stata una tappa di un percorso costruito nota dopo nota, prova dopo prova.
Con l’esecuzione di alcuni di questi brani, valutata 96/100, parte dell’ensemble ha partecipato al concorso “Giovani Musicisti Online” indetto dal Centro Musicale Pro Arte di Piedimonte Matese, facendo ottenere alla scuola il primo posto.
“Fare musica è come la ginnastica artistica – ha spiegato il preside nel suo saluto -. Per eseguire un esercizio perfetto servono ripetizione, costanza, disciplina. Lo stesso vale per uno strumento. E non c’è palestra migliore della scuola per allenare non solo le dita, ma anche il carattere, l’ascolto, il rispetto dei tempi altrui. In orchestra non sei mai solo: impari che il tuo suono ha senso solo insieme a quello degli altri”.
Ed è qui che la scuola diventa insostituibile. Non si limita a insegnare le note: insegna a stare insieme attraverso le note. Dà a ogni bambino, indipendentemente dal talento di partenza, la possibilità di scoprire che può far parte di qualcosa di più grande. Trasforma la lezione di musica in educazione alla bellezza, alla fatica buona, alla gioia condivisa.

Va ricordato che quest’anno la Secondaria dell’IC Ruggiero ha dovuto trasferirsi in due plessi diversi, in via Barducci e nella frazione San Benedetto. Nonostante le difficoltà, la musica non si è fermata. Anzi, la nuova sede di San Benedetto ha permesso la verticalizzazione del percorso musicale, compiendo così un piccolo miracolo: l’orchestra ha suonato insieme al coro delle classi terze della Primaria. I più grandi a fare da guida, i più piccoli a guardare avanti e sognare. Un passaggio di testimone senza parole, solo con la musica.
“Proviamo ore e ore – racconta una musicista di 11 anni, con il violino in spalla e gli occhi che brillano -. A volte mi fanno male le dita, ma quando siamo tutti insieme e la musica viene bene, sento che non è sacrificio. È felicità”.
Ecco perché la scuola che investe nella musica investe nel futuro. Perché un bambino che impara ad accordarsi con gli altri, ad aspettare il suo turno per entrare, a rialzarsi dopo una stecca, sarà domani un adulto capace di ascolto, di pazienza, di comunità. Giovedì sera, su quel palco, non si è visto solo un saggio. Si sono visti trenta futuri cittadini che stanno imparando la cosa più importante: come si sta al mondo, a tempo.

