Caserta (Redazione) – L’operazione della Guardia di Finanza di Sessa Aurunca ha svelato un sistema di pressioni e pedinamenti finalizzati a truccare una gara da 2,5 milioni di euro. Disposti i domiciliari e l’interdizione dall’attività d’impresa.
Un’offensiva fatta di minacce, pedinamenti e messaggi social per piegare la volontà di un primo cittadino e assicurarsi il controllo sugli appalti pubblici. Questo il quadro delineato dalle indagini della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta, che sabato scorso hanno portato all’arresto di un noto imprenditore edile del territorio.
L’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, accompagnata dal divieto di esercitare attività imprenditoriale per un anno, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Cassino.
Al centro dell’inchiesta, condotta dai militari della Tenenza di Sessa Aurunca sotto il coordinamento della Procura di Cassino, c’è una condotta persecutoria definita dagli inquirenti come sistematica e ossessiva. L’obiettivo dell’imprenditore era duplice: L’aggiudicazione fraudolenta di un appalto pubblico del valore di 2,5 milioni di euro. Il pagamento indebito di oltre 40 mila euro per lavori che, secondo le indagini, non sarebbero mai stati eseguiti.
Le indagini hanno ricostruito mesi di pressione psicologica ai danni del sindaco di un comune del Casertano. Non solo tentativi di corruzione o turbativa, ma veri e propri atti persecutori: telefonate anonime, diffamazioni sui social network, appostamenti sotto casa e incursioni presso la sede comunale. Un clima di assedio finalizzato a costringere l’amministratore ad assecondare pretese economiche illecite, a danno della libera concorrenza e delle casse pubbliche.
Le fattispecie di reato contestate all’indagato sono gravissime: Estorsione, Turbata libertà degli incanti (turbativa d’asta), Atti persecutori (stalking)

