Caserta, via Cima chiede attenzione: a dieci anni dall’inaugurazione tra erba alta, rifiuti e manutenzione carente

Tempo di lettura: 2 minuti

Caserta (Mario Melone) Doveva contribuire ad alleggerire i problemi della viabilità dei Colli Tifatini. A dieci anni dalla sua inaugurazione, però, via Cima mostra i segni del tempo e della scarsa manutenzione. La strada, aperta nel 2016 per collegare Centurano alla frazione di Garzano, si presenta oggi con erba alta lungo la carreggiata, rifiuti abbandonati e interventi manutentivi ritenuti insufficienti. Una condizione che penalizza i residenti e quanti percorrono quotidianamente questo collegamento.

A richiamare l’attenzione sulla situazione è Michele Visca: «È incomprensibile come una strada realizzata con un’importante funzione strategica possa versare in uno stato simile. L’incuria non rende giustizia né ai residenti né a chi utilizza ogni giorno questo collegamento».

Via Cima, tuttavia, non rappresenta soltanto un’infrastruttura utile alla mobilità. È anche una delle porte d’accesso a Garzano, frazione che conserva una parte significativa della memoria storica casertana. Nel 1943 il territorio fu teatro di una strage nazista nella quale persero la vita diciotto civili. A questa memoria si aggiunge la presenza della chiesa di San Pietro, le cui origini risalgono al 1327 e che testimonia il valore storico e religioso della frazione.

Il degrado della strada finisce così per restituire un’immagine di trascuratezza non soltanto del collegamento viario, ma anche del territorio al quale conduce. La richiesta è quella di intervenire con la rimozione dei rifiuti, il taglio della vegetazione e una manutenzione più costante, restituendo sicurezza e decoro a una strada nata con ben altre ambizioni.

Foto gallery