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Caserta (Lorenzo Torre) – C’è un ruolo nel calcio che vive di una strana legge non scritta. Può trascorrere un’intera partita senza toccare praticamente un pallone, può sembrare fuori dal gioco per ottantanove minuti, poi basta una sola giocata, un mezzo pallone, un guizzo nell’area di rigore per trasformarlo nell’eroe della domenica. È il destino del centravanti, del numero nove, del goleador. Il ruolo che più di ogni altro fa innamorare i bambini, riempie le discussioni nei bar e monopolizza i pensieri dei tifosi durante il mercato estivo.

Perché ogni squadra può aver sistemato la difesa, rinforzato il centrocampo o trovato il portiere giusto, ma finché non arriva il bomber la sensazione è sempre la stessa: manca ancora qualcosa. Vale ovunque. Vale soprattutto a Caserta.

La Casertana ha cambiato pelle. È cambiata la guida tecnica con l’arrivo di Vinicio Espinal, è cambiata la filosofia di gioco, il direttore sportivo Alessandro Degli Esposti ha già iniziato a costruire il nuovo organico con innesti mirati e funzionali. Eppure, tra i tifosi rossoblù, la domanda continua ad essere una sola: chi sarà il centravanti della stagione 2026/27?

Le indiscrezioni si rincorrono da settimane. Jacopo Manconi del Benevento, Diego Gambale dell’Audace Cerignola, Lorenzo Sgarbi dell’Avellino sono soltanto alcuni dei nomi accostati ai falchetti, mentre il club continua a lavorare sotto traccia. Ma il mercato insegna che proprio quello dell’attaccante è il ruolo più delicato da costruire. È la scelta che può cambiare il volto di un campionato e, forse proprio per questo, è anche quella che richiede maggiore pazienza.

La storia recente della Casertana lo racconta meglio di qualsiasi indiscrezione. Nella passata stagione il reparto offensivo ha avuto interpreti diversi per caratteristiche. Michele Vano è stato il centravanti di sacrificio, quello chiamato a fare il lavoro sporco, a giocare spalle alla porta, ad aprire spazi e ad assorbire i difensori avversari. Un contributo prezioso per gli equilibri della squadra, ma che si è tradotto in un solo gol in campionato.

Matteo Casarotto, invece, ha interpretato un ruolo completamente diverso. Più seconda punta che numero nove classico, ha saputo sfruttare gli inserimenti, chiudendo la stagione con cinque reti e quattro assist, diventando una delle sorprese offensive della squadra.

Poi è arrivato il colpo del mercato invernale. Karlo Butić, reduce da anni complicati, ha trovato a Caserta l’ambiente ideale per rilanciarsi. Sei gol in quattordici partite di campionato, uno nei playoff e la capacità di trascinare la squadra nei momenti decisivi gli sono bastati per conquistare la piazza. In pochi mesi è diventato il nuovo idolo del ‘Pinto’, tanto da attirare su di sé le attenzioni del Bari, dove ha scelto di proseguire la propria carriera.

Anche l’anno precedente il reparto offensivo aveva vissuto continue trasformazioni. Cristian Bunino, arrivato nel mercato di gennaio, riuscì a garantire un contributo importante in una stagione complicata. Antonio Satriano non trovò mai la via del gol, Raul Asencio non riuscì mai ad incidere nonostante un curriculum importante, mentre Francesco Iuliano, classe 2004, rappresentava una scommessa che non riuscì ad imporsi.

Bisogna tornare ancora più indietro per ritrovare l’ultima vera coppia capace di trascinare l’attacco rossoblù. Adriano Montalto chiuse la stagione con dodici reti e quattro assist, nonostante diversi problemi fisici, mentre Alessio Curcio realizzò quindici gol pur partendo spesso da una posizione più arretrata, trasformandosi in centravanti quando le necessità tattiche lo richiedevano.

Da allora la Casertana non ha più avuto un bomber capace di chiudere il campionato in doppia cifra. Un dato che spiega meglio di qualsiasi voce di mercato perché il nome del prossimo numero nove sia quello più atteso dalla piazza.

Eppure proprio quella stagione insegna anche un’altra lezione. Montalto e Curcio non arrivarono all’inizio dell’estate. Furono due occasioni costruite dopo il ripescaggio della Casertana tra i professionisti, quando la Lega concesse al club giorni supplementari per completare il mercato. Due colpi arrivati più tardi rispetto agli altri, ma destinati a cambiare completamente il volto della squadra. È anche per questo che, oggi, non c’è motivo di avere fretta.

La Casertana, nel frattempo, una base offensiva l’ha già costruita. Davide Castelli, reduce da un anno al Cittadella e da una promozione conquistata con la Virtus Entella, rappresenta esperienza e profondità. Junior Ajayi, talento ivoriano arrivato in prestito dall’Hellas Verona, è invece uno dei giovani più interessanti del panorama italiano e avrà l’occasione di misurarsi con continuità tra i professionisti.

Manca ancora quel nome capace di far sognare definitivamente la piazza. Ma il mercato, soprattutto quando si parla di centravanti, raramente premia chi ha fretta. Degli Esposti continua a monitorare il mercato, aspettando l’occasione giusta. Perché scegliere un numero nove non significa soltanto acquistare un attaccante. Significa trovare il giocatore chiamato a trasformare le speranze di un’intera città in gol.

E forse è proprio questa l’attesa più bella dell’estate rossoblù. Perché tutti sanno che il bomber arriverà. La vera differenza la farà capire se sarà semplicemente un attaccante… oppure il prossimo idolo del ‘Pinto’.